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ERRORI COGNITIVI E INSTABILITÀ DELLE PREFERENZE NELLE SCELTE DI INVESTIMENTO DEI RISPARMIATORI RETAIL.
LE INDICAZIONI DI POLICY DELLA FINANZA COMPORTAMENTALE
N. 66 Studi e Ricerche  (Gennaio 2010)
JEL Classifications: D03, G11, G18, G28

Nadia Linciano
CONSOB, Divisione Studi Economici, Ufficio Analisi Economica
e-mail: n.linciano@consob.it

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Abstract
La teoria finanziaria classica ipotizza che gli individui siano perfettamente razionali e agiscano utilizzando set informativi completi e omogenei. Per lungo tempo, essa è stata impiegata per trarre implicazioni sul piano non solo normativo ma anche descrittivo. La ricerca empirica ha tuttavia mostrato che gli investitori commettono sistematicamente errori, di ragionamento e di preferenze, difficilmente conciliabili con l’assunto di razionalità delle scelte. Tali errori si riflettono in “anomalie comportamentali” che si traducono, nel caso degli investitori retail, in una bassa partecipazione al mercato azionario, errori di percezione della relazione rischio/rendimento, scarsa diversificazione ed eccessiva movimentazione del portafoglio. Il presente lavoro illustra e discute le indicazioni della finanza comportamentale che aiutano a comprendere le anomalie osservate attingendo all’apparato teorico della psicologia cognitiva e all’evidenza sperimentale. Tali indicazioni, fornendo una rassegna sulle effettive percezioni dei fenomeni e sulle componenti psicologiche e irrazionali alla base dell’agire degli individui, possono rivelarsi utili ai fini del potenziamento dell’efficacia degli interventi di regolamentazione e vigilanza. In particolare, lo strumento dell’investor education può essere utilizzato non solo per migliorare la capacità di giudizio degli investitori ma anche per renderli edotti delle principali “trappole” comportamentali. La trasparenza informativa si presta, inoltre, ad essere modulata, nei contenuti e nel formato di rappresentazione, coerentemente alle prescrizioni della finanza comportamentale. Lo sviluppo di un’attività di consulenza fondata sulla logica del “servizio al cliente” costituisce, infine, un complemento indispensabile per il potenziamento dell’efficacia delle norme regolamentari a tutela dell’investitore e per il contenimento degli errori comportamentali più diffusi; in questo ambito, diversi sono i temi, richiamati in letteratura, rispetto ai quali i consulenti dovrebbero adoperarsi per orientare correttamente le scelte dei clienti. Il presente lavoro si propone di stimolare il dibattito sull’analisi in chiave comportamentale dei profili di policy citati, anche nell’alveo delle iniziative intraprese, in ambito nazionale e internazionale, al fine di potenziare l’efficacia degli strumenti messi a disposizione degli investitori per la comprensione delle caratteristiche dei prodotti finanziari.



Si ringraziano G. Siciliano e i partecipanti a un seminario interno per suggerimenti e commenti. Le opinioni espresse sono personali e non impegnano in alcun modo l'Istituzione di appartenenza.

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