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I documenti contabili del fondo
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Per ogni fondo di diritto italiano le Società di Gestione del Risparmio (sgr) devono redigere:
- un rendiconto annuale entro 60 giorni dalla fine di ogni esercizio;
- una relazione semestrale entro 30 giorni dalla fine dei primi sei mesi dell'esercizio.
I documenti sono disponibili entro 30 giorni dalla loro redazione e devono essere consegnati dalla SGR a chiunque li richieda.
Un avviso su un quotidiano indicato nel prospetto informativo dà notizia della loro disponibilità.
La relazione semestrale contiene solo la situazione patrimoniale del fondo a metà esercizio. Poiché anche il rendiconto annuale contiene, insieme ad altri
dati, la situazione patrimoniale a fine esercizio, il cui schema è identico a quello della relazione semestrale, questa Guida tratterà solo il rendiconto annuale ed, in particolare, quello relativo ai fondi armonizzati aperti.
Il rendiconto del fondo ha la finalità, appunto, di "rendere conto" della composizione patrimoniale e del "risultato economico" conseguito per effetto dell'attività di gestione in un determinato periodo, definito "esercizio", di durata normalmente annuale.
L'obiettivo della Guida è di avvicinare i risparmiatori alla lettura di questo documento, solo apparentemente complesso, ma che contiene, invece, informazioni interessanti e utili sulla politica di investimento effettivamente seguita dal fondo nell'ultimo anno.
Queste informazioni completano quelle fornite nel prospetto informativo sulla politica di investimento del fondo e, in particolare, sugli obiettivi di investimento . Nel prospetto, infatti, vengono illustrate le linee programmatiche, mentre, con il rendiconto, è possibile verificare la loro realizzazione. In altre parole, si vede come i propositi si sono tradotti in fatti. Per queste ragioni è utile leggere il rendiconto prima della sottoscrizione, per conoscere meglio
il prodotto che si vuole acquistare, e periodicamente, per monitorare l'operato del gestore.
Il rendiconto annuale si compone di tre parti:
- la situazione patrimoniale risultante all'ultimo giorno dell'esercizio, che illustra la composizione del portafoglio del fondo;
- la sezione reddituale , che illustra le componenti che hanno determinato, nell'esercizio, l'incremento o il decremento del valore della quota;
- la nota integrativa, che fornisce indicazioni più dettagliate sui dati contabili, ma anche commenti sull'andamento della gestione.
Il rendiconto annuale ha però un limite: si riferisce all'ultimo giorno dell'esercizio. In altre parole, è una fotografia del fondo a fine periodo.
Per questa ragione, i dati contenuti sono solo parzialmente idonei a rappresentare la "dinamica" dell'attività gestionale svolta nel corso dell'anno.
Un contributo informativo complementare è però fornito dalla relazione degli amministratori, un documento che accompagna il rendiconto e che illustra l'andamento della gestione nel suo complesso. E' un documento importante, utile per comprendere i dati del rendiconto e, per questa ragione, riteniamo che debba essere letto per primo.
La situazione patrimoniale, insieme alla sezione reddituale, sono le parti propriamente "contabili" del rendiconto. Per agevolare la lettura di questa Guida, è possibile visualizzare un esempio di situazione patrimoniale e di sezione reddituale, in modo da
avere a disposizione un documento concreto con il quale confrontare le indicazioni via via fornite.
Inoltre, nell'esposizione di alcune voci della situazione patrimoniale e della sezione reddituale, è possibile visualizzare apposite note di commento negli "Esempio on line" che seguono.
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La relazione degli amministratori
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Leggere la relazione degli amministratori è di importanza fondamentale per l'investitore, in quanto fornisce informazioni molto utili sulla gestione che non sono direttamente desumibili dalla situazione patrimoniale, dalla sezione reddituale e dalla nota integrativa.
Sono riportate informazioni di due tipi. Le prime riguardano, propriamente, i fatti gestionali, mentre le seconde hanno ad oggetto aspetti differenti del fondo.
Sotto il profilo gestionale, viene innanzi tutto illustrata l'attività di gestione e le direttrici seguite per l'applicazione della politica di investimento del fondo. Con queste informazioni, il gestore spiega come ha sfruttato i margini di discrezionalità che, nell'ambito della politica di investimento fissata nel regolamento
di gestione e nel prospetto, gli sono attribuiti.
Questa parte non può prescindere da un'illustrazione delle condizioni esterne (dei mercati e dell'economia nel suo complesso) che hanno influenzato le scelte di investimento.
Un rilievo particolare è dato al conseguimento di una performance negativa. In questo caso la relazione deve illustrare i motivi di questo risultato.
Per l'investitore può essere molto utile conoscere le strategie future del fondo, in modo da avere un'idea delle direttrici di investimento che presumibilmente saranno seguite, come pure sapere se, dopo la chiusura dell'esercizio, si sono verificati fatti che possono avere effetti sulla gestione.
Viene data anche evidenza dei rapporti intrattenuti con altre società del gruppo, con particolare riguardo all'eventuale adesione a operazioni di collocamento effettuate da soggetti del gruppo. Queste operazioni si pongono in conflitto di interesse con i partecipanti perché, in teoria, la sgr potrebbe preferire l'interesse del
collocatore acquistando titoli non utili per gli obiettivi del fondo.
Sono presenti indicazioni anche con riguardo agli strumenti finanziari derivati, per i quali devono essere descritte le strategie seguite dal gestore. Strategie che, sostanzialmente, possono essere ricondotte a due tipi. Di copertura, quando servono a coprire i rischi connessi ad altre attività presenti in portafoglio, ovvero
speculative, quando sono volte a perseguire obiettivi di maggiore redditività sopportando, però, i rischi propri dell'investimento in derivati.
Per quanto riguarda gli ulteriori aspetti, differenti rispetto a quello gestionale, nella relazione sono descritti gli eventi di notevole rilevanza riguardanti il fondo che si sono verificati nel periodo appena concluso (quali, ad esempio, modifiche del regolamento di gestione) nonché, se ve ne sono stati, gli effetti sulla composizione del fondo e sul
risultato.
Ulteriori informazioni concernono l'attività di "vendita" delle quote del fondo, evidenziando i diversi canali di distribuzione (sportelli bancari, "porta a porta", ecc.) utilizzati.
Quello appena esposto è il contenuto minimo della relazione, potendo gli amministratori integrarla con tutte le notizie ritenute meritevoli di attenzione per il risparmiatore.
Pertanto, una relazione dettagliata e redatta con chiarezza rappresenta sicuramente un indicatore della sensibilità della società di gestione alle esigenze degli investitori. Al contrario, formulazioni generiche e approssimative disattendono
l'obiettivo del documento che rappresenta una periodica "occasione di incontro" tra gli amministratori della società e tutti coloro che hanno deciso di affidare alla loro gestione i propri risparmi.
E', inoltre, necessario che le informazioni contenute nella relazione degli amministratori siano raccordate con quelle riportate nella nota integrativa e, in particolare, con quelle contenute nella parte A della nota integrativa, dove sono indicati, tra l'altro, i principali eventi che hanno influito sul valore della quota (e quindi sul suo
rendimento). Di particolare interesse sono le informazioni relative ai rischi assunti nell'esercizio, rese anche attraverso le risultanze di eventuali modelli di gestione e misurazione del rischio adottati dalla società.
Riteniamo pertanto che sia necessario leggere congiuntamente la relazione degli amministratori e la parte A della nota integrativa.
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La situazione patrimoniale
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La situazione patrimoniale illustra la composizione del fondo alla fine dell'esercizio (normalmente l'ultimo giorno lavorativo dell'anno), e cioè come risultano investite, a quella data, le somme dei risparmiatori. Non bisogna intimorirsi per la gran quantità di numeri: la lettura è abbastanza semplice ed immediata.
Il documento è suddiviso in attività e passività. Le attività comprendono i titoli e, più in generale, gli investimenti in portafoglio. Le passività sono le voci di "debito" che devono essere sottratte dal valore delle attività in quanto il relativo ammontare dovrà essere pagato ai rispettivi creditori (ad esempio i
finanziamenti bancari ricevuti, i debiti verso i partecipanti o le provvigioni maturate a favore della sgr e non ancora materialmente pagate).
I dati vengono riportati anche per l'esercizio precedente, consentendo quindi una comparazione fra i due periodi. Per ogni esercizio, i dati relativi alle attività sono riportati in valore assoluto (prima colonna) e percentuale (seconda colonna). Le passività solo in valore assoluto.
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Esempio
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Attività
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Situazione al ..
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Situazione a fine esercizio precedente
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Valore complessivo
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% totale attività
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Valore complessivo
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% totale attività
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Titoli di Stato
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2.500
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50
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1.700
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38
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Azioni
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1.500
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30
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1.600
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35
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Liquidità
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1.000
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20
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1.200
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27
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totale
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5.000
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100
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4.500
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100
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L'esempio di situazione patrimoniale evidenzia che il fondo è composto per il 50% da titoli di Stato, per il 30% da azioni e per il restante 20% da liquidità. Il raffronto con l'esercizio precedente mostra, innanzi tutto, un incremento del valore complessivo del fondo, passato da 4500 a 5000, un maggior peso dei titoli di Stato, passati dal 38 al 50%, ed un
decremento delle azioni e della liquidità, diminuite, rispettivamente, dal 35 al 30% e dal 27 al 20%.
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L'esempio è necessariamente semplificato. In realtà i dati sono molti di più e suddivisi per voci. Vediamo singolarmente prima le "attività" e poi le "passività".
Voce "A. Strumenti finanziari quotati"
La prima voce delle attività riporta il controvalore dei titoli quotati in mercati regolamentati, investimento tipico dei fondi aperti armonizzati (in quanto i titoli non quotati hanno carattere residuale), che vengono suddivisi in:
- titoli di debito (cioè di natura obbligazionaria), a loro volta distinti fra titoli di Stato e "altri" ;
- titoli di capitale, tipicamente le azioni;
- parti di oicr, cioè quote di altri fondi armonizzati (che possono essere acquistati entro il limite massimo del 5% delle attività del fondo).
La lettura di questi dati fornisce una prima idea delle principali categorie di titoli in cui è suddiviso il patrimonio del fondo. Importante è anche la possibilità di analizzare la componente obbligazionaria, attraverso la distinzione fra titoli di Stato e "altri" (di norma più rischiosi). "Esempio on line"
I dati inclusi in tale voce devono essere letti congiuntamente alle informazioni contenute nella nota integrativa (Parte B, sezione II ) dove, tra l'altro, sono fornite indicazioni circa i singoli titoli in portafoglio, la ripartizione delle attività per aree geografiche (paese di residenza
dell'emittente e mercato di quotazione) e per settori di investimento (bancario, finanziario….).
La lettura integrata di queste informazioni è utile per capire come sono stati realizzati gli obiettivi di investimento illustrati nel paragrafo 5 della sezione "informazioni sull'investimento" del prospetto informativo, con particolare riferimento alla tipologia degli strumenti finanziari, alla categoria di emittenti e alle aree geografiche di
investimento. Ovviamente, occorre sempre considerare che si tratta di dati relativi ad una determinata data (l'ultimo giorno lavorativo dell'anno), ben potendo il fondo avere avuto composizioni diverse in altri periodi dell'anno.
Voce "B. Strumenti finanziari non quotati"
Viene riproposta la suddivisione fra titoli di debito, titoli di capitale e parti di oicr adottata per i titoli quotati (con l'unica differenza che i titoli di debito non sono ulteriormente ripartiti in titoli di Stato e "altri").
Sono investimenti che generalmente presentano un elevato livello di rischio (a fronte, a volte, di interessanti opportunità) e che devono assumere carattere marginale nei fondi armonizzati (massimo il 10% delle attività del fondo). Controvalori molto bassi indicano la scelta del gestore di non assumere questa ulteriore componente di rischio.
Voce "C. Strumenti finanziari derivati"
I fondi possono investire in strumenti derivati nel rispetto delle disposizioni Banca d'Italia (provvedimento del 20 settembre 1999 ) che sono finalizzate a contenere i rischi di questo tipo di investimento. Le indicazioni relative ai derivati posseduti dal fondo sono così suddivise:
- margini presso organismi di compensazione e garanzia. Sono le somme che la sgr deve versare a garanzia degli impegni assunti quando negozia derivati quotati
presso mercati regolamentati;
- opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati. In questa sede (fra le attività) vengono riportati (ai valori correnti di mercato) le opzioni ed i contratti a premio acquistati, che cioè conferiscono al fondo la facoltà di acquistare o vendere strumenti finanziari, e gli altri derivati che comunque
attribuiscono al fondo una posizione creditoria ;
- opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati. Sono gli strumenti di cui al punto precedente con la differenza che non sono quotati su mercati regolamentati (in questo caso si dice che sono trattati OTC - over the counter).
Le operazioni in strumenti derivati possono avere due finalità: di copertura o speculativa.
Sono di copertura le operazioni che il gestore pone in essere per proteggere il patrimonio dal rischio di avverse variazioni dei tassi di interesse, di cambio o dei prezzi di mercato. In questo caso, la negoziazione di derivati non comporta rischi aggiuntivi ma, anzi, limita il rischio del fondo (comportando,
comunque, dei costi aggiuntivi).
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Esempio
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Se nel fondo è presente una cospicua quantità di azioni alfa, il cui valore è 10 Euro, ed il gestore è convinto della bontà dell'investimento nel lungo periodo ma, al contempo, teme pesanti perdite nel breve periodo, può acquistare un'opzione put sulle stesse azioni con scadenza a breve e prezzo di esercizio (strike price), poniamo, di 9
Euro. Con l'acquisto della put il gestore ha acquisito la facoltà di vendere a scadenza un certo quantitativo di azioni alfa al prezzo di 9 Euro. In caso di riduzione del prezzo di alfa, poniamo a 6 Euro, tramite l'acquisto della put il gestore potrà quindi esercitare la facoltà di vendere le azioni alfa al prezzo di 9, limitando la perdita ad un solo
euro per azione (10-9). A questa perdita va comunque aggiunto il prezzo, detto premio, pagato per acquistare la put.
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Le operazioni non di copertura sono dette speculative e comportano tutti i rischi tipici dei derivati, limitati, in parte, dall'osservanza delle specifiche prescrizioni dettate dalla Banca d'Italia.
Voce "D. Depositi bancari"
Sono indicati i depositi bancari, a vista o di altra natura, in cui risulta investito il patrimonio del fondo. Nella nota integrativa sono riportate altresì almeno le prime cinque banche, in ordine di ammontare complessivo dei depositi, presso le quali risulta effettuato l'investimento.
Voce "E. Pronti contro termine attivi e operazioni assimilate"
Sono le classiche operazioni di impiego della liquidità che vengono normalmente compiute anche dai singoli investitori: si acquista "a pronti" (cioè alla data corrente) un titolo obbligazionario da una controparte che si obbliga a riacquistarlo "a termine" (cioè ad una data futura) corrispondendo un interesse. Nella voce andranno
riportati i crediti per un ammontare pari all'importo regolato "a pronti".
Queste operazioni devono essere effettuate in via accessoria e transitoria, configurandosi come investimenti "ponte" in funzione di una più efficiente gestione del portafoglio.
Voce "F. Posizione netta di liquidità"
La posizione netta di liquidità è la somma (algebrica) delle seguenti componenti:
- liquidità disponibile che rappresenta, semplicemente, il saldo del conto corrente del fondo presso la banca depositaria;
- liquidità da ricevere per operazioni da regolare che rappresenta il controvalore di vendite di titoli già negoziate ma non ancora regolate (nelle borse valori il regolamento, cioè lo scambio dei titoli contro il denaro, avviene di norma qualche giorno dopo la negoziazione);
- liquidità impegnata per operazioni da regolare che rappresenta il controvalore di acquisti di titoli già negoziati e non ancora regolati. Viene riportata con segno negativo in quanto si tratta di liquidità che dovrà essere consegnata al venditore dei titoli.
E' normale che un fondo sia sempre dotato di un certo (limitato) livello di liquidità, necessario per far fronte ai rimborsi senza dover continuamente disinvestire titoli.
Voce "G. Altre attività"
E' suddivisa in tre sottovoci:
- ratei attivi che comprende le quote di proventi relativi a più esercizi che non sono stati ancora incassati (lo saranno probabilmente nel periodo successivo) ma già maturati, cioè di competenza dell'esercizio appena concluso (ad esempio, nel caso dei titoli di debito che prevedono una cedola periodica, nella voce "A" (quotati) o
"B" (non quotati) viene riportato il "corso secco" mentre la quota parte di interesse maturata ma non riscossa viene riportata in questa sottovoce);
- risparmio di imposta che registra i crediti di imposta maturati in virtù della disciplina fiscale;
- altro, categoria residuale che raggruppa le componenti non ricomprese nelle altre voci.
Al termine di questa voce è riportata la somma di tutte le attività.
Voce "H. Finanziamenti ricevuti"
Questa voce, che è la prima dedicata alle passività, evidenzia le somme ricevute in prestito dal fondo. I prestiti sono comunque soggetti al limite del 10% del patrimonio e possono essere assunti solo per fronteggiare sfasamenti temporanei nella gestione della liquidità (problemi di "tesoreria").
Voce "I. Pronti contro termine passivi e operazioni assimilate"
Mentre i pronti contro termine attivi sono operazioni di impiego della liquidità, quelli passivi (che seguono lo schema opposto) costituiscono forme di finanziamento e, quindi, di indebitamento, da mantenere entro il limite (complessivo) del 10% previsto per l'assunzione di prestiti.
Voce "L. Strumenti finanziari derivati"
Questa voce evidenzia le operazioni in derivati che comportano una passività per il fondo. In particolare:
- opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati venduti dal fondo o che, comunque, attribuiscono, una posizione debitoria . Sono riportati ai valori correnti di mercato;
- opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati.
- rimborsi richiesti e non regolati. Le quote da rimborsare devono essere "valorizzate" al momento della ricezione della domanda da parte della sgr (e quindi, in quel momento, le quote vengono annullate). La sgr, però, ha 15 giorni di tempo per liquidare il relativo controvalore all'ex-partecipante. Prima della effettiva liquidazione il
controvalore viene evidenziato in questa sottovoce;
- proventi da distribuire. Nei fondi a distribuzione dei proventi generalmente passa del tempo fra il momento della decisione di attribuire dei proventi (approvazione del rendiconto di gestione) al momento della effettiva distribuzione. In questa fase le relative somme confluiscono in questa sottovoce;
- altri. Sottovoce residuale.
- provvigioni ed oneri maturati e non liquidati. Derivano dai meccanismi di liquidazione degli oneri. Ad esempio, le commissioni di gestione possono essere percepite mensilmente dalla sgr ma vengono calcolate quotidianamente per tutti i giorni del mese e accantonate fino alla liquidazione;
- debiti di imposta. Vale quanto appena detto per le provvigioni;
- altre. Sottovoce residuale.
Al termine dell'elencazione delle attività e delle passività, attraverso la differenza fra il valore delle prime e quello delle seconde, si perviene al valore complessivo netto del fondo. Dividendo il valore complessivo per il numero delle quote in circolazione al termine dell'esercizio si avrà il valore unitario della quota
(pubblicato giornalmente su almeno un quotidiano a diffusione nazionale).
Infine, in uno specchietto a parte, c'è il dettaglio delle quote emesse o rimborsate durante l'esercizio. Può dare l'idea della raccolta del fondo nel periodo: se quelle emesse sono maggiori sarà positiva, in caso contrario negativa. Informazioni più precise sulla raccolta sono riportate nella sezione IV della parte "B" della nota integrativa, dove sono indicati i controvalori delle sottoscrizioni e dei rimborsi.
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La sezione reddituale
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Il fine della sezione è quello di indicare il risultato conseguito nell'esercizio per effetto dell'attività di gestione del fondo.
Il risultato conseguito non è altro che l'utile/perdita dell'esercizio, e cioè quanto il fondo ha guadagnato o perso nel periodo. E' principalmente determinato dalle decisioni di investimento/disinvestimento compiute sui titoli (azioni/obbligazioni) quotati in mercati regolamentati, che possono generare:
- proventi da investimenti;
- utili/perdite da realizzi;
- plusvalenze/minusvalenze.
I "proventi da investiment i" sono le componenti reddituali connesse ai titoli in portafoglio (ad esempio, cedole e dividendi).
Gli utili/perdite da realizzi maturano ad ogni operazione di vendita e consistono nella differenza fra il prezzo di vendita ed il costo medio sostenuto per acquisire i titoli in portafoglio (detto costo medio di "carico"), moltiplicata per la quantità di titoli.
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Esempio
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Consideriamo il caso di un portafoglio in cui esistano n. 10 azioni alfa ad inizio esercizio con un valore unitario di 10 euro e che nel corso dell'esercizio ne vengano acquistate altre 10 al prezzo di 12 Euro. Il costo medio di "carico" sarà pertanto pari a 11 Euro (pari alla sommatoria delle quantità delle azioni acquistate di volta in volta per il
relativo prezzo - che, nel caso delle azioni già presenti ad inizio esercizio, coincide con il loro valore a quella data - diviso il numero complessivo delle azioni presenti a fine esercizio). Se successivamente le 20 azioni sono vendute al prezzo di 8, il fondo conseguirà una perdita da realizzi di 60 euro (differenza tra il prezzo di vendita del
titolo ed il suo costo medio di "carico" moltiplicata per la quantità venduta).
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Le plusvalenze/minusvalenze, invece, si calcolano a fine esercizio relativamente ai titoli ancora in portafoglio e consistono nella differenza tra il loro valore a fine esercizio ed il costo medio di carico.
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Esempio
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Supponiamo che, a inizio esercizio, esistano già in portafoglio n. 10 alfa con un valore unitario di 10 euro. Poniamo poi che nel corso dell'esercizio il gestore acquisti 5 azioni alfa al prezzo di 12 euro e altre 5 al prezzo di 7. Il costo medio di "carico" delle azioni sarà di 9,75 euro [(10X10)+(5X12)+(5X7)]/20. Poniamo che al termine
dell'esercizio il valore delle n. 20 (10 + 5 + 5) azioni alfa sia di 14 euro. In questo caso l'attività di gestione sul titolo alfa avrà prodotto una plusvalenza di 85 euro (differenza tra il valore del titolo a fine esercizio ed il suo costo medio di "carico" moltiplicata per la quantità presente in portafoglio).
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La sezione reddituale, in ogni caso, consente di analizzare in dettaglio tutte le componenti reddituali che concorrono alla formazione del risultato di esercizio. Quest'analisi fornisce utili informazioni sulle diverse "fonti" del risultato di esercizio, cioè di come il gestore ha guadagnato o perso. Ed è possibile confrontare i dati con
quelli dell'anno precedente .
Vediamo, nel dettaglio, le singole voci della sezione.
Voce "A. Strumenti finanziari quotati"
E' suddivisa in quattro sottosezioni:
- A1. Proventi da investimenti - riporta distintamente i proventi acquisiti dal fondo in relazione ai titoli di debito (cedole), di capitale (dividendi) ovvero alle parti di oicr (dividendi) posseduti;
- A2. Utile/perdita da realizzi - riporta gli utili o le perdite connessi alle operazioni di vendita di titoli, distinguendo, anche qui, fra titoli di debito, di capitale e parti di oicr;
- A3. Plusvalenze/minusvalenze - riporta l'incremento/decremento del valore dei titoli mantenuti in portafoglio rispetto al valore iniziale;
- A4. Risultato delle operazioni di copertura di strumenti finanziari quotati - riporta i risultati delle operazioni in derivati poste in essere a fini di copertura di rischi diversi da quello di cambio. Per "risultato" si intende il saldo fra proventi e oneri complessivi delle operazioni in
derivati.
Voce "B. Strumenti finanziari non quotati"
Ripete, per i titoli non quotati, le stesse informazioni rese nella voce precedente per i titoli quotati.
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I dati contenuti nelle due voci "A" e "B" forniscono varie informazioni. Innanzi tutto, quanto della redditività del fondo è connessa alla parte obbligazionaria e quanto a quella azionaria.
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Inoltre, consentono di valutare quanta parte del risultato dipenda dall'attività di compravendita titoli ovvero dall'incremento del valore dei titoli tenuti in portafoglio. Ad esempio, se la voce "utile/perdita da realizzi" risulta preminente rispetto alla voce "plusvalenze/minusvalenze", vuol dire che nel corso
dell'esercizio l'attività di compravendita ha contribuito in misura maggiore rispetto alla valorizzazione dei titoli detenuti in portafoglio. "Esempio on line"
Ulteriori dettagli sono riportati nella parte C, sezione I, della nota integrativa che consente di stabilire, per investimenti in titoli denominati in valuta estera, quanta parte del risultato complessivo da operazioni su strumenti finanziari è da attribuire alle variazioni dei tassi di cambio.
Voce "C. Risultato delle operazioni in strumenti finanziari derivati non di copertura"
Riporta i risultati (differenza fra proventi e oneri) delle operazioni in derivati non di copertura. Vengono suddivisi in "realizzati" (cioè relativi ad operazioni concluse nell'esercizio) e "non realizzati" (relativi ad operazioni ancora in essere alla chiusura dell'esercizio). A loro volta, all'interno di queste due categorie,
vengono individuate le operazioni su titoli quotati e non quotati.
Questi dati forniscono indicazioni circa la propensione del gestore ad utilizzare derivati a fini speculativi che, ricordiamo, sono caratterizzati da elevati livelli di rischio, ancora maggiori se riferiti a titoli non quotati.
Voce "D. Depositi bancari"
Vengono riportati interessi attivi e proventi assimilati derivanti dall'investimento effettuato in depositi bancari da parte del fondo.
Voce "E. Risultato della gestione cambi"
Vengono riportati, suddivisi per operazioni di copertura e non, i risultati delle operazioni a termine e in derivati su valute.
Questa voce ci dà indicazioni sull'abilità nel gestire gli andamenti valutari, nonché sui rischi assunti in operazioni non di copertura.
Voce "F. Altre operazioni di gestione"
Sono riportati, in due distinte sottovoci, i proventi derivanti dalle operazioni in pronti contro termine attivi e prestito di titoli.
Al termine di questa voce viene riportato il risultato lordo della gestione di portafoglio, che costituisce la somma algebrica dei risultati delle sezioni da "A" a "F".
Voce "G. Oneri finanziari"
In due sottovoci sono riportati gli oneri corrisposti per finanziamenti ricevuti e quelli relativi ad altri oneri finanziari, fra i quali segnaliamo i pronti contro termine passivi .
Al termine della voce viene riportato il risultato netto della gestione di portafoglio.
Voce "H. Oneri di gestione"
Vengono distintamente riportati:
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provvigioni di gestione sgr;
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commissioni banca depositaria;
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spese pubblicazione prospetti e informativa al pubblico;
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altri oneri di gestione.
Sono dati importanti che indicano le principali tipologie di costi sostenuti dal fondo. Per valutare, invece, i costi complessivi si può fare direttamente riferimento al valore del total expenses ratio contenuto nella "Parte II" del prospetto informativo.
Voce "I. Altri ricavi ed oneri"
Sono riportati, suddivisi in tre sottovoci, gli interessi attivi su disponibilità liquide presso la banca depositaria (il conto-corrente del fondo), altri ricavi ed altri oneri (ad esempio, le differenze - positive o negative - di cambio derivanti dalla gestione della liquidità in valuta del fondo).
Sono dati di modesto interesse per il partecipante.
Al termine di questa voce è riportato il risultato della gestione prima delle imposte.
Voce "L. Imposte"
Contiene il controvalore dell'imposta sostitutiva a carico dell'esercizio (segno negativo) ovvero a credito dell'esercizio (segno positivo), nonché di altre imposte.
Al termine di questa voce è riportato l'utile/perdita dell'esercizio
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La nota integrativa
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Si suddivide in quattro parti:
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"Parte A - Andamento del valore della quota", commenta l'andamento della gestione;
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"Parte B - Le attività, le passività e il valore complessivo netto", integra la situazione patrimoniale;
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"Parte C - Il risultato economico dell'esercizio", integra la sezione reddituale;
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"Parte D - Altre informazioni", riporta ulteriori informazioni.
E' facoltà della sgr ampliare il contenuto della nota integrativa rispetto allo schema dettato dalla Banca d'Italia, purché ciò non diminuisca la chiarezza del documento.
PARTE A - ANDAMENTO DEL VALORE DELLA QUOTA
Si tratta di una parte non esclusivamente quantitativa, cioè non composta solo da dati numerici.
Infatti, contiene prevalentemente commenti della sgr sull'andamento della gestione. Queste informazioni sono rese in forma libera, cioè non seguendo schemi prefissati dalle Autorità di vigilanza.
Il contenuto è quindi rimesso alla sgr. E' evidente, comunque, che un contenuto completo, articolato e comprensibile dimostrerà sensibilità nei confronti delle esigenze informative degli investitori.
Al contrario, contenuti eccessivamente sintetici o alquanto generici dimostreranno poca attenzione per i risparmiatori e, al limite, potrebbero anche testimoniare scarsa consapevolezza degli eventi che hanno influito sulla gestione e ne hanno determinato i risultati.
Vediamo nel dettaglio le informazioni riportate.
La prima è il valore della quota nel corso dell'ultimo anno: è utile per conoscere il rendimento medio del fondo su base annua che, a volte, è espressamente riportato in valori percentuali (in caso contrario è possibile determinarli secondo la formula: valore finale - valore iniziale/valore iniziale).
Ulteriori indicazioni sui rendimenti sono comunque riportate nella "Parte II" del prospetto informativo.
Sono poi presenti indicazioni sull'andamento del valore della quota durante l'esercizio, riportando il valore minimo e massimo raggiunto e, soprattutto, commentando i principali eventi che hanno inciso sull'andamento.
E' questa una parte molto importante dove la sgr deve spiegare le ragioni dell'andamento, positivo o negativo, del fondo.
L'andamento della quota viene poi confrontato con quello del benchmark. Anche questa informazione è importante perché fa capire il rapporto fra fondo e benchmark:
- nei fondi passivi, che replicano il benchmark, i due andamenti saranno pressoché speculari;
- nei fondi attivi, che hanno l'obiettivo di superare il benchmark, sarà utile verificare l'effettivo conseguimento di questo scopo.
Oltre alle informazioni sui rendimenti, dovranno poi essere forniti dati e commenti in ordine al livello di rischio assunto nel periodo. Anche in questo caso la sgr deve sforzarsi per rendere comprensibile questo concetto, non solo fornendo le risultanze dei modelli di gestione e di misurazione del
rischio adottati, ma anche illustrando il significato di questi dati.
Per i fondi che prevedono la distribuzione dei proventi, viene infine indicato l'ammontare complessivo e unitario (cioè per singola quota) posto in distribuzione.
PARTE B - LE ATTIVITA', LE PASSIVITA' E IL VALORE COMPLESSIVO NETTO
Integra il contenuto della situazione patrimoniale fornendo ulteriori dettagli in merito alle voci lì riportate. E' suddivisa in cinque sezioni.
Sezione I - Criteri di valutazione
Non è una sezione particolarmente significativa. I titoli in portafoglio, infatti, sono valutati secondo i criteri dettati dalla Banca d'Italia. Solamente per i titoli non quotati sono delegati margini di discrezionalità agli amministratori. In questa sezione dovranno essere indicati i criteri adottati e, nel caso di variazione rispetto agli esercizi
precedenti, i motivi dello scostamento.
Inoltre, dovranno essere esplicitati anche i criteri seguiti per assimilare i titoli quotati cosiddetti "sottili" ai titoli non quotati.
Sezione II - Le attività
Con questa sezione si hanno ulteriori informazioni in merito agli obiettivi di investimento del fondo: vengono infatti dettagliate le voci che, nella situazione patrimoniale, costituiscono le attività, fornendo indicazioni sulla ripartizione degli investimenti relativamente alle aree geografiche, ai settori economici e ad altri elementi rilevanti per illustrare gli investimenti del fondo.
Per quanto riguarda le aree geografiche, vengono dettagliati, distintamente per i titoli quotati e non, sia il paese di residenza dell'emittente che, per i titoli quotati, il mercato di quotazione. Queste informazioni vengono fornite analiticamente per i titoli di debito, di capitale e gli oicr.
Sia per i titoli quotati che per quelli non quotati viene inoltre fornito il controvalore dei movimenti (acquisti e vendite/rimborsi) effettuati nell'esercizio.
Può essere un dato interessante, in quanto controvalori particolarmente elevati potrebbero indicare una propensione del gestore verso il trading. Occorre però avere molta prudenza nel trarre conclusioni. Controvalori elevati, infatti, potrebbero anche essere giustificati dai flussi di sottoscrizioni e rimborsi (riportati
nella sezione IV Parte "B" della nota integrativa).
Ulteriori dettagli sono presenti per i titoli di debito. Vengono infatti ripartiti per valuta di denominazione e per duration. Vengono anche fornite indicazioni circa l'ammontare delle obbligazioni cosiddette strutturate e la descrizione delle relative caratteristiche.
Anche gli strumenti finanziari derivati (che attribuiscono posizioni creditorie ) sono oggetto di informazioni analitiche.
Vengono infatti suddivisi in operazioni su tassi di interesse, su tassi di cambio, su titoli di capitale ed altre operazioni.
In questa sezione vanno indicate distintamente almeno le prime cinque banche, in ordine di ammontare complessivo dei depositi, presso le quali è investito il patrimonio del fondo alla data di chiusura dell'esercizio, nonché i relativi flussi registrati nel periodo.
Per i pronti contro termine attivi (ed operazioni assimilate) sono fornite informazioni di dettaglio relative alla tipologia delle controparti, che vengono suddivise in banche, sim italiane ovvero di paesi aderenti all'Ocse ovvero ancora di paesi non aderenti all'Ocse.
Essendo questi contratti essenzialmente sottoposti al rischio di controparte (nel caso di inadempimento dell'obbligo di riacquistare a termine e di corrispondere l'interesse pattuito), è utile avere uno schema della loro composizione.
Per le operazioni di prestito titoli sono fornite le informazioni relative sia ai contratti in essere alla fine dell'esercizio sia all'ammontare complessivo dei contratti stipulati e chiusi nel corso dell'esercizio stesso, ripartite in funzione della controparte delle operazioni.
La sezione si conclude riportando la composizione delle voci "Posizione netta di liquidità " e (se di importo apprezzabile) "Altre attività" della situazione patrimoniale.
Sezione III - Le passività
Come per le attività, anche le voci di passività presenti nella situazione patrimoniale vengono scomposte e dettagliate.
In particolare, per quanto riguarda i finanziamenti ricevuti dal fondo, devono essere indicati la categoria (banche italiane, estere, istituzioni finanziarie, ecc.) dell'ente erogatore, eventuali attività del fondo in garanzia, la forma tecnica del finanziamento e la durata.
Per i pronti contro termine passivi (ed altre operazioni assimilate) vanno riportate le stesse informazioni appena viste per quelli attivi.
Viene poi fornito un dettaglio per le operazioni di prestito titoli , specificando la tipologia della controparte, l'ammontare dei contratti in essere a fine
esercizio e di quelli conclusi nel corso dell'esercizio, nonché la tipologia dei titoli oggetto di prestito.
Per gli strumenti derivati che attribuiscono posizioni debitorie vengono fornite le stesse informazioni di dettaglio riportate per
quelli che attribuiscono posizioni creditorie.
Infine, devono essere dettagliate le voci " Debiti verso i partecipanti" (indicando le tipologie di debito e le relative scadenze) e (se di importo apprezzabile) "Altre passività ".
Sezione IV - Il valore complessivo netto
Contiene un dettaglio sui partecipanti al fondo e sulle variazioni che lo hanno interessato durante il periodo.
Relativamente ai partecipanti al fondo, vengono riportate il numero delle quote (ed il relativo valore percentuale) possedute da soggetti non residenti e da investitori qualificati.
E' poi presente una tabella contenente alcuni dati sul patrimonio netto negli ultimi tre esercizi, con dettaglio delle voci che ne hanno determinato un incremento (sottoscrizioni - a loro volta scomposte in sottoscrizioni singole, switch in entrata e piani di accumulo - e risultato positivo della gestione) ovvero un decremento (rimborsi - scomposti in riscatti,
switch in uscita e piani di rimborso - proventi distribuiti e risultato netto della gestione).
I flussi di sottoscrizione e rimborso forniscono indicazioni in ordine alla raccolta netta del fondo.
Sezione V - Altri dati patrimoniali
Contiene tre tabelle: la prima relativa agli impegni (in valore assoluto e percentuale rispetto al patrimonio del fondo) assunti dal fondo a fronte di strumenti derivati; la seconda, riferita alle attività e passività nei confronti di società del gruppo; la terza, relativa alla composizione valutaria del fondo.
Particolarmente interessante è la seconda in quanto riflette le posizioni di potenziale conflitto di interesse.
PARTE C - IL RISULTATO ECONOMICO DELL'ESERCIZIO
Integra il contenuto della sezione reddituale. E' suddivisa in cinque sezioni.
Sezione I - Strumenti finanziari quotati e non quotati e relative operazioni di copertura
Contiene, innanzi tutto, un dettaglio degli utili/perdite e delle plus/minusvalenze ottenute sui titoli, evidenziando la parte dovuta a variazioni di tassi di cambio.
Segue la scomposizione del risultato ottenuto dal fondo attraverso le operazioni in derivati. In particolare, vengono evidenziati, per le operazioni di copertura e non, i risultati già realizzati e quelli non ancora realizzati (in quanto le operazioni sono ancora in essere) distinguendoli per tipologia di strumenti derivati (futures, opzioni, ecc.).
Sezione II - Depositi bancari
Viene fornita la composizione degli interessi attivi e dei proventi assimilati sui depositi bancari indicando le forme tecniche di deposito cui si riferiscono.
Sezione III - Altre operazioni di gestione e oneri finanziari
Contiene il dettaglio dei proventi e degli oneri per le operazioni di pronti contro termine e di prestito titoli (nella sezione reddituale è dato solo il risultato finale derivante dalla differenza tra proventi e oneri).
Segue la scomposizione del risultato della gestione in cambi evidenziando, per le operazioni di copertura e non, i risultati già realizzati e quelli non ancora realizzati (in quanto le operazioni sono ancora in essere) distinguendoli per tipologia di operazioni (futures, opzioni, swap, ecc.).
Conclude la sezione, se significativa, la composizione degli interessi passivi sopportati dal fondo e degli altri oneri finanziari.
Sezione IV - Oneri di gestione
Sono dettagliati gli oneri sopportati dal fondo. Di rilievo la scomposizione della provvigione di gestione della sgr in commissioni di gestione e commissioni di incentivo.
Sezione V - Altri ricavi e oneri
Specifica la corrispondente voce della sezione reddituale.
Sezione VI - Imposte
Di rilievo è l'evidenziazione della facoltà eventualmente esercitata dal fondo di portare in diminuzione del risultato di gestione (ai fini dell'applicazione dell'imposta) risultati negativi di esercizi precedenti conseguiti dal fondo o, anche, da altri fondi gestiti dalla sgr o, al contrario, il trasferimento ad altri fondi dei risultati negativi
dell'esercizio.
PARTE D - ALTRE INFORMAZIONI
Questa sezione contiene una serie di informazioni rilevanti sotto diversi profili, riguardanti in particolare:
- l'operatività posta in essere dalla sgr per la copertura dei rischi di portafoglio;
- gli oneri di intermediazione corrisposti ai soggetti negoziatori. Di rilievo è la scomposizione fra oneri
percepiti da società del gruppo e non;
- le motivazioni che hanno indotto il fondo ad avvalersi della facoltà - ove prevista dal Regolamento di gestione - di effettuare investimenti diversi da quelli previsti nella politica di investimento e le scelte di gestione consequenziali;
- il tasso di movimentazione del portafoglio del fondo (c.d. turnover) nel corso dell'esercizio di riferimento.
Infine vengono indicate le ulteriori informazioni che devono fornire i fondi speculativi.
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