Il termine “derivati” indica la caratteristica fondamentale di questi prodotti: il loro valore deriva dall’andamento del valore di una attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente.
L’attività, ovvero l’evento, che possono essere di qualsiasi natura o genere, costituiscono il “sottostante” del prodotto derivato.
La relazione – determinabile attraverso funzioni matematiche – che lega il valore del derivato al sottostante costituisce il risultato finanziario del derivato, anche detto “pay-off”.
I prodotti derivati sono utilizzati, principalmente, per tre finalità:
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ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura o, anche, hedging);
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assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);
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conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio).
Il problema più complesso dei derivati è, da sempre, quello della determinazione del loro valore o, meglio della sua stima
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Abbiamo già detto che esso varia in relazione all’andamento del sottostante, secondo una relazione, propria di ciascun derivato, rappresentata da una funzione matematica. In questo senso si afferma che il valore dei prodotti derivati è connesso sia al sottostante che al pay-off.
La stima del valore dei prodotti derivati, ad un certo momento, richiede la capacità di simulare i possibili scenari futuri del sottostante al fine di determinare, per ciascuno scenario, il conseguente valore del pay-off. Pertanto, il valore del derivato è la media dei valori assunti dal pay-off ponderati per le probabilità di accadimento
di ciascuno scenario, scontata del valore finanziario del tempo
(e cioè riportata al momento della valutazione).
Diversi dai prodotti derivati sono i prodotti strutturati, che sono costituiti dalla combinazione, in un unico prodotto, di uno o più prodotti finanziari con uno o più prodotti derivati, in maniera tale da modificare strutturalmente l’originario profilo di rischio/rendimento dei singoli prodotti. Tipico esempio sono le obbligazioni strutturate, per le quali
è presente nel sito un’apposita iniziativa di investor education .