Regime contributivo 2019 - Novità

Le variazioni apportate hanno tenuto conto dei mutamenti intervenuti nel quadro normativo di riferimento (Regolamento di attuazione alla direttiva Mifid II, Regolamento Mifir, PRIIPS, Regolamento MAR, Direttiva comunitaria concernente la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, Direttiva IDD) e delle relative attività di attuazione previste dagli atti di regolamentazione generale assunti dalla Commissione.

Di seguito sono descritte, in sintesi, le modifiche apportate al Regime di contribuzione:

a) la revisione del modulo tariffario della categoria Gestori collettivi al fine di ricomprendere nell'assoggettamento a contribuzione la commercializzazione in Italia di quote o azioni di OICVM UE e di FIA non riservati (artt. 42 e 44 del decreto legislativo n. 58/1998);

b) l'assoggettamento a contribuzione di due nuove categorie di soggetti vigilati denominate Ideatori di Priips e Soggetti tenuti alla pubblicazione della dichiarazione di carattere non finanziario e la conseguente determinazione del criterio di computo del contributo dovuto;

c) la modifica del modulo tariffario della categoria Offerenti, al fine definire in maniera più puntuale le condizioni di assoggettamento alla contribuzione dei documenti di offerta estinti prima dell'ottenimento del relativo provvedimento di approvazione, oltre che per tenere conto della necessità di separare le modalità di calcolo del contributo relativo alle offerte al pubblico di acquisto e/o scambio da quelle riferite alle altre tipologie di offerta;

d) la revisione del modulo tariffario della categoria Società di revisione e revisori legali dei conti, al fine di ricomprendere nella base imponibile di riferimento le attività svolte sui bilanci degli enti sottoposti al regime intermedio (ESRI), oltre che le attestazioni di conformità delle informazioni fornite dagli amministratori nella dichiarazione di carattere non finanziario;

e) la revisione del modulo tariffario della categoria Internalizzatori sistematici al fine di adottare un criterio di tariffazione che tenga conto della differenziazione degli obblighi di vigilanza in relazione alla circostanza che gli strumenti trattati siano o meno negoziati su un sede di negoziazione.