La rilevazione della tolleranza al rischio degli investitori

 

La rilevazione della tolleranza al rischio degli investitori attraverso il questionario

N. Linciano, P. Soccorso

N. 4 - luglio 2012 
 

Abstract
La rilevazione della tolleranza al rischio degli investitori da parte degli intermediari è un tema cruciale sia per i regolatori sia per l'industria dei servizi di investimento. La letteratura economica e psicologica ha individuato un insieme di fattori che incidono sulle preferenze e sulla percezione del rischio da parte degli individui e una serie di accorgimenti che rendono il questionario, utilizzato dagli intermediari per la profilatura del cliente, uno strumento di rilevazione efficace. Il presente studio analizza i questionari di un campione rappresentativo di intermediari italiani, valutandone, oltre ad aspetti procedurali connessi con la strutturazione e le modalità di somministrazione, contenuti e profili linguistico-testuali alla luce della letteratura economica e psicologica. I contenuti dei questionari, sebbene complessivamente aderenti alle previsioni e all'impostazione della MiFID, risultano disallineati rispetto alle indicazioni della letteratura. I profili di maggiore criticità riguardano la rilevazione delle esperienze di investimento, spesso affidata all'auto-valutazione da parte del cliente e poco orientata a verificare la conoscenza di nozioni di base quali, ad esempio, la relazione fra rendimento atteso e rischio e il principio della diversificazione di portafoglio. Inoltre la "misurazione" dell'atteggiamento verso il rischio quasi sempre si confonde e si sovrappone con l'individuazione dell'orizzonte temporale e della finalità dell'investimento, in contrasto con le indicazioni della letteratura secondo la quale ciascuna di queste variabili dovrebbe essere rilevata autonomamente poiché influenzata da fattori differenti. Rispetto ai profili linguistico-testuali, le domande spesso non sono univoche, poiché si riferiscono a più temi contemporaneamente, ovvero contengono termini tecnici che possono comprometterne la comprensione; in particolare la rilevazione dell'attitudine verso il rischio manca di quegli accorgimenti stilistici e lessicali che, secondo la finanza comportamentale, consentono di evitare risposte condizionate da eventuali limiti cognitivi e comportamentali del cliente. Le principali criticità evidenziate nel presente studio sono state riscontrate anche dalle Autorità di vigilanza di altri paesi europei.

 

Autori
Nadia Linciano - Consob, Divisione Studi (n.linciano@consob.it)
Paola Soccorso - Consob, Divisione Studi (p.soccorso@consob.it)

 

JEL Classifications: D03, G11

ISSN 2281-3098 [online]