Esenzione fiscale dall'imposta sulle transazioni finanziarie per i market maker non-UE

I market maker su azioni italiane (e relativi derivati) la cui sede principale è situata al di fuori dell'Unione Europea ("market maker di Paesi terzi") possono beneficiare dell'esenzione dall'imposta sulle transazioni finanziarie, secondo le modalità previste dalla Delibera Consob n. 18663 del 2 ottobre 2013. Un'esenzione fiscale simile è prevista per i liquidity provider, su azioni italiane, di Paesi terzi.

Per poter beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per i market maker, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

1. il market maker del Paese terzo non deve essere membro né di sedi di negoziazione UE, né di mercati di Paesi terzi riconosciuti come equivalenti dalla Commissione Europea, su cui conduce l'attività di market making nelle azioni italiane. I market maker di Paesi terzi che sono membri di sedi di negoziazione UE o di mercati di Paesi terzi riconosciuti beneficiano dell'esenzione dall'imposta sulle transazioni finanziarie sulla base dell'esenzione prevista dall'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 236/2012, concessa dall'autorità individuata nell'articolo 17 medesimo; e

2. il market maker del Paese terzo deve essere membro di almeno un mercato situato in un Paese terzo, non riconosciuto come equivalente dalla Commissione europea, su cui conduce l'attività di market making nelle azioni italiane; e

3. l'attività di market making deve soddisfare i requisiti previsti dalle linee guida ESMA del 1° febbraio 2013.

Per poter beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per i liquidity provider, il liquidity provider del Paese terzo deve aver sottoscritto un contratto con un emittente italiano e deve soddisfare i requisiti previsti dalla prassi di mercato ammessa denominata "Liquidity Enhancement Agreements" approvata con la Delibera Consob n. 16839 del 19 marzo 2009, con l'eccezione di dover condurre l'attività su un mercato di un Paese terzo.

Inoltre, per entrambe le esenzioni, è richiesto che il mercato del Paese terzo sia vigilato da un'autorità pubblica con la quale la Consob abbia in essere un accordo di cooperazione e che il market maker / liquidity provider informi la Consob secondo quanto previsto dalla Delibera Consob n. 18663 del 2 ottobre 2013.

Si evidenzia che le due esenzioni hanno soltanto efficacia fiscale. Pertanto, quando conducono le loro attività su un mercato di un Paese terzo, i market maker fiscalmente esenti devono rispettare pienamente gli obblighi e i divieti previsti dal regolamento (UE) n. 236/2012 (fra cui, ad es., l'obbligo di comunicare alla Consob le posizioni nette corte in azioni italiane quando queste raggiungono lo 0,2% del capitale sociale). Allo stesso modo, i liquidity provider fiscalmente esenti non beneficiano delle protezioni previste dal regolamento (UE) n. 596/2014 per quanto riguarda le prassi di mercato ammesse.

La Consob potrà decidere, in base al numero e alla complessità delle richieste ricevute, di applicare un contributo di vigilanza per ogni richiesta ricevuta. L'ammontare di tale contributo sarà stabilito e reso noto alla fine del 2019 e potrà essere applicato a tutte le richieste ricevute nel corso del 2019.

Infine, i market maker / liquidity provider potrebbero dover comunicare all'Agenzia delle Entrate alcune informazioni sulle attività esentate. A tal fine, si invita a consultare le informazioni messe a disposizione dall'Agenzia sulla propria pagina web: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Pagamenti/Imposta+sulle+transazioni+finanziarie/?page=schedepagamenti