The impact of high-frequency trading on volatility

 

The impact of high-frequency trading on volatility. Evidence from the Italian market

L'impatto del trading ad alta frequenza sulla volatilità. Evidenza empirica sul mercato italiano

V. Caivano

N. 80 - marzo 2015 [formato PDF]
 

Sintesi del lavoro
Nell'ultimo decennio, il trading ad alta frequenza (HFT) ha registrato una crescente diffusione nelle Borse di tutti i principali paesi avanzati.
I dati più aggiornati prodotti da uno studio ESMA indicano che in Europa il peso degli scambi riconducibili all'HFT è stimabile in media tra il 24 e il 43 per cento a seconda del metodo utilizzato per identificare il fenomeno.
Numerosi studi hanno tentato di approfondire gli effetti dell'HFT sul funzionamento dei mercati di strumenti finanziari, con particolare riguardo a liquidità, efficienza informativa, stabilità e volatilità. Il presente lavoro analizza l'impatto dell'HFT sulla volatilità dei prezzi dei titoli negoziati sul mercato azionario italiano nel periodo 2011-2013. Lo studio utilizza due diversi approcci per misurare l'attività degli HFT.
Il primo prende a riferimento gli scambi effettuati da 14 operatori identificabili come HFTrs sulla base di informazioni pubblicamente disponibili sulla loro strategia operativa (cosiddetti HFT "puri"). Il secondo include anche l'operatività in conto proprio delle banche d'investimento, poiché vi sono evidenze, avallate dal citato studio dell'ESMA, che parte di tale operatività è basata su tecnologie high-frequency.
Le due misure rappresentano quindi il limite inferiore e superiore del peso effettivo degli HFTrs sul totale degli scambi. Il lavoro mostra come un incremento esogeno del livello di attività HFT determini un significativo incremento della volatilità dei rendimenti giornalieri. Infatti, a seconda della specificazione utilizzata, un incremento di 10 punti percentuali del peso degli HFT "puri" sul totale degli scambi determina un aumento della volatilità intraday (calcolata su un intervallo di 10 secondi ed espressa su base annua) compreso tra i 4 e i 6 punti percentuali (su un ordine di grandezza della volatilità che si colloca attorno al 15 per cento circa per i titoli inclusi nell'analisi). Considerando invece la misura più ampia di HFT, che include anche l'operatività delle banche d'investimento, l'effetto risulta compreso tra i 3 e i 5 punti percentuali.
Il presente studio costituisce la prima analisi empirica sull'impatto dell'HFT sul mercato azionario italiano e contribuisce a chiarirne gli effetti su integrità e ordinato svolgimento degli scambi. Il lavoro è rilevante anche per le implicazioni di policy e si inserisce nel dibattito che, nell'ambito del processo di revisione della direttiva MiFID, ha condotto all'introduzione per la prima volta in Europa di un insieme di regole specifiche tese a mitigare i possibili riflessi negativi sui mercati finanziari del trading algoritmico e ad alta frequenza.  
 

Autori
Valeria Caivano - CONSOB, Divisione Studi (v.caivano@consob.it)

Si ringrazia Francesco Scalese per il prezioso contributo nella raccolta dei dati e nella costruzione del dataset. Errori e imprecisioni sono imputabili esclusivamente all'autore. Le opinioni espresse nel lavoro sono attribuibili esclusivamente all'autore e non impegnano in alcun modo la responsabilità dell'Istituto. Nel citare il presente lavoro, non è, pertanto, corretto attribuire le argomentazioni ivi espresse alla Consob o ai suoi Vertici. 

 

JEL Classifications: G12, G14, G19, D4

ISSN 2281-1915 [online]