Brexit: dichiarazione Esma sui rischi da "no-deal" per la compensazione tramite controparti centrali (Comunicato stampa del 23 novembre 2018)

L'Esma (European Securities and Markets Authority), l'Autorità europea di regolamentazione e di supervisione dei mercati finanziari, ha pubblicato oggi una dichiarazione sulla gestione dei rischi che dal 30 marzo 2019 possono insorgere per le attività di compensazione (clearing) tramite controparti centrali in caso di mancato accordo politico sulla Brexit tra la Commissione europea e il Regno Unito.

L'obiettivo è quello di creare le condizioni affinché le controparti centrali  possano continuare a prestare ordinatamente i propri servizi di clearing nel territorio dell'Unione europea senza soluzione di continuità anche nello scenario di no-deal, scongiurando con ciò gli eventuali rischi per la stabilità dei mercati finanziari.    

L'Esma accoglie con favore la Comunicazione emanata il 13 novembre 2018 dalla Commissione europea, con la quale l'esecutivo comunitario ha manifestato la volontà di adottare, su base temporanea e condizionata, una decisione di equivalenza del regime giuridico del Regno Unito come precondizione per il riconoscimento delle controparti centrali britanniche in quanto controparti centrali di un Paese terzo.

La Commissione europea ha anche invitato le infrastrutture di clearing del Regno Unito a rivolgersi fin da ora all'Esma per avviare le attività preliminari in vista delle procedure di riconoscimento come controparte centrale di Paese terzo. L'Esma è impegnata a predisporre, insieme alla Commissione europea, le misure necessarie in tal senso.

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23 nov 2018