Il sistema finanziario attuale: una stilizzazione.

Riassumiamo ora l'importanza del sistema finanziario rispetto al funzionamento dell'economia nel suo complesso attraverso uno schema teorico.

Il sistema finanziario è un insieme complesso di rapporti di credito e debito di tipo dinamico e multi-relazionale, costruito su una fitta rete di legami contrattuali che mette in collegamento - attraverso il canale diretto dei mercati finanziari e quello indiretto degli intermediari finanziari - tutti gli attori del sistema economico.

Il sistema finanziario si alimenta di informazioni (macroeconomiche, anche di natura previsionale, politico-sociali, microeconomiche ecc.), anche non pubbliche, e produce informazioni (in termini di prezzi degli strumenti finanziari trattati nei mercati organizzati) necessarie agli operatori economici per definire i propri piani d'investimento e le proprie strategie e, in una parola, per far funzionare l'economia in generale.

E' proprio la distribuzione non uniforme e asimmetrica delle informazioni che si verifica nella realtà a spingere gli operatori a ricercare informazioni (non pubblicamente disponibili) e a pagarne il costo, al fine di ottenere extra-profitti dallo sfruttamento delle stesse. 

Il sistema finanziario ha una rilevante connotazione internazionale per la forte interdipendenza dei sistemi finanziari nazionali, in virtù delle interconnessioni tra i diversi mercati dei capitali di tutti i Paesi sviluppati e delle diffuse relazioni contrattuali tra intermediari internazionali e altri soggetti appartenenti a tutti i Paesi che consentono il libero movimento dei capitali.

La facilità tecnica e legale di movimento dei capitali finanziari è alla base della c.d. globalizzazione della finanza, fenomeno che inevitabilmente comporta rilevanti implicazioni socio-economiche nei singoli Paesi.

Le funzioni principali del sistema finanziario sono quelle di:

  • a. fornire al sistema economico i mezzi di pagamento necessari per assicurare il funzionamento del circuito di produzione e distribuzione del reddito (funzione monetaria);
  • b. favorire la distribuzione delle risorse finanziarie nei diversi settori economici per finalità d'impiego produttivo (funzione allocativa);
  • c. gestione dei rischi finanziari connessi agli investimenti effettuati.

Se si guarda alla funzione monetaria [punto a)], il sistema finanziario è da intendersi quale rete di pagamenti che interconnette soggetti (banche, in primo luogo, ma anche nuovi intermediari-gestori di piattaforme telematiche) appartenenti a diversi Paesi: esso è funzionale a regolare in moneta gli scambi commerciali a livello internazionale.

Se si guarda alla funzione di allocazione delle risorse finanziarie [punto b)], il sistema finanziario deve essere inteso come un'articolazione complessa di operazioni su attività/passività finanziarie che coinvolge intermediari, imprese, investitori, gestori di mercati di negoziazione,  gestori di infrastrutture operative, "regole del gioco" e sistema dei controlli pubblici e privati.

E' una funzione d'importanza vitale per la tenuta e lo sviluppo dell'attività economica su scala globale. Lo svolgimento dell'attività economica comporta infatti la necessità per taluni operatori economici di utilizzare risorse finanziarie superiori a quelle possedute: il sistema finanziario si trasferire - nello spazio e nel tempo - risorse finanziarie dai soggetti o dai settori che generano risparmio monetario (tipicamente, le famiglie) verso i soggetti che necessitano di investire o spendere per l'attività corrente in misura superiore alle proprie disponibilità (primi fra tutti, le imprese e la Pubblica Amministrazione[1]).

Coloro che dispongono di un avanzo di risorse finanziarie, perché consumano solo parte del proprio reddito, sono acquirenti di attività finanziarie (depositi bancari, titoli di Stato, altri strumenti finanziari) sul mercato finanziario. Di contro, le imprese e la pubblica amministrazione, che non dispongono di risorse sufficienti a coprire i loro programmi di investimento e/o spese, offrono passività finanziarie al mercato.

 

 

In altre parole, ciascun operatore – in un dato periodo – può realizzare un investimento reale (I) di ammontare differente dal risparmio (S) registrato nello stesso periodo. Se I è maggiore di S questo dà origine ad un saldo finanziario negativo e l'operatore può finanziare i propri investimenti (impianti, fabbricati, immobilizzazioni fisse o partecipazioni azionarie ecc.) riducendo le attività finanziarie possedute oppure aumentando i debiti finanziari chiedendo nuovi prestiti.

Si ha finanziamento esterno diretto quando il soggetto che risparmia (ad esempio famiglie) cede - attraverso i mercati finanziari che sono mercati «aperti» - le proprie disponibilità monetarie direttamente al soggetto (imprese o pubblica amministrazione) che si trova in disavanzo finanziario, accettando in cambio attività finanziarie (azioni, obbligazioni, Buoni del Tesoro, ecc.) emesse da quest'ultimo e costituenti sue passività. Il rischio dell'investimento è direttamente sostenuto dal risparmiatore. Il mercato degli strumenti finanziari è il "luogo" che consente il trasferimento diretto delle risorse fra chi ha disponibilità finanziarie da offrire ("unità in surplus") e chi chiede risorse finanziarie ("unità in deficit").

Si ha un investimento intermediato quando chi risparmia trasferisce le sue disponibilità ad un intermediario finanziario che, a sua volta, effettua a proprio nome, ma per conto del risparmiatore, investimenti finanziari in passività di soggetti in deficit tramite operazioni sul mercato degli strumenti finanziari. L'intermediario può prestare al risparmiatore-investitore un servizio professionale di selezione delle opportunità d'investimento finanziario, di esecuzione delle operazioni e di monitoraggio dei rischi di mercato. Rimangono interamente in capo all'investitore i rischi (e i rendimenti) degli investimenti effettuati/proposti dall'intermediario.

Nell'attività bancaria, come si è visto, è invece la banca ad assumersi il rischio di insolvenza dei soggetti che finanzia.

Il beneficio di un efficiente sistema finanziario risiede nella capacità di far circolare risorse finanziarie tra soggetti in surplus e soggetti in deficit, rendendo disponibili nuove risorse finanziarie a quei soggetti (gli imprenditori) che introducono - mediante gli investimenti finanziati - innovazioni nei beni e servizi destinati al mercato e/o nei processi produttivi, così sostenendo il processo di crescita dell'economia nel suo complesso.

La funzione (e la responsabilità) dei soggetti operanti nel sistema finanziario è proprio quella d'identificare e valutare i rischi connessi alle operazioni di investimento finanziario [punto c)], favorendo il trasferimento di risorse finanziarie verso i soggetti i cui investimenti reali siano meritevoli di ricevere supporto perché ritenuti in grado, nel futuro, di generare proventi tali da remunerare e ripagare le disponibilità finanziarie ricevute.

Un sistema finanziario efficiente consente dunque all'economia - attraverso la crescita produttiva - di disporre di maggior reddito (inteso come potere d'acquisto), debitamente considerati i rischi sostenuti o sostenibili dai vari soggetti economici partecipanti al complessivo processo economico.

Le caratteristiche del sistema finanziario di ciascun Paese (o di Paesi istituzionalmente uniti, come nell'Unione Europeasono il frutto dell'evoluzione storica e del contesto istituzionale ed economico. Con riguardo all'area dell'Eurozona, ad esempio, la struttura finanziaria è caratterizzata da un ruolo predominante del sistema bancario mentre, al contrario, la struttura finanziaria degli Stati Uniti è caratterizzata da una maggiore incidenza dei mercati mobiliari (cioè dei mercati degli strumenti finanziari).

Possiamo tuttavia affermare, in linea generale, che la libertà di movimento dei capitali, la globalizzazione dei mercati e l'innovazione finanziaria rendono superata la tradizionale tripartizione del sistema finanziario in attività di finanza mobiliare (con riferimento agli strumenti finanziari), attività bancaria e attività assicurativa.

La stessa articolazione delle attività svolte da una banca nel contesto europeo, con l'estensione delle tradizionali attività creditizie alla prestazione dei servizi d'investimento e alla distribuzione di prodotti assicurativi (secondo un modello c.d. di "banca universale"), mette in crisi una lettura puramente formale del sistema finanziario.

Per altro verso, la raccolta del risparmio tra il pubblico e l'erogazione del credito non è più una prerogativa delle banche: la nascita di nuovi intermediari finanziari (per esempio, i gestori di fondi comuni d'investimento alternativi) - che possono raccogliere risparmio anche tra il pubblico degli investitori al dettaglio per fornire risorse finanziarie alle imprese o tramite prestiti diretti (c.d. loan origination), ovvero tramite investimenti in strumenti finanziari di debito o rappresentativi di capitali di rischio ovvero di credito cartolarizzato - tende a moltiplicare i canali di finanziamento dell'economia reale, una volta identificati esclusivamente con il settore delle banche.

Lo sviluppo dei fondi comuni d'investimento in strumenti di mercato monetario, che hanno la caratteristica di rendere liquidi e a valori stabili gli investimenti nelle quote dei fondi medesimi da parte delle direzioni finanza delle grandi imprese (soprattutto multinazionali), ha incrinato il convincimento che siano solo le banche ad emettere passività aventi funzioni monetarie ("Il sistema bancario ombra").

Il sistema finanziario attuale è quindi profondamente diverso e più complesso rispetto al passato. L'innovazione finanziaria genera continuamente nuovi prodotti che possono generare nuovi rischi: l'interconnessione dei mercati ha aumentato la capacità di propagazione a tutto il sistema delle crisi sorte in un punto qualsiasi dello stesso.

In parallelo a tale complessità, negli ultimi tempi si è immotivamente affermata la presunzione di poter controllare i rischi, fino all'illusione del loro annullamento. Questo ha portato a creare enormi posizioni di rischio degli operatori su scala globale, non debitamente valutate, mettendo a repentaglio la capacità dell'economia di funzionare secondo principi di libero mercato sulla base della reciproca fiducia delle controparti private ad adempiere alle proprie obbligazioni.

Il monitoraggio dell'innovazione finanziaria, il dosaggio delle regole da applicare (avuto riguardo all'inefficacia delle stesse nell'evitare il diffondersi e il perdurare della crisi finanziaria in questi ultimi  anni) e le modalità di attuazione delle forme di cooperazione tra Stati per la vigilanza a livello sovra-nazionale costituiscono i principali temi di discussione nelle sedi istituzionali pubbliche internazionali.

Trovare il giusto equilibrio tra regolamentazione del sistema finanziario e libertà di iniziativa per gli operatori ha sempre rappresentato un elemento ‘sfidante' in tema di scelte politiche. Molti sono i punti critici che - con riferimento al sistema finanziario – vanno attentamente ponderati:

  • fiducia dei partecipanti nel funzionamento del sistema: regole efficaci e certezza di applicazione;
  • stabilità del sistema: posizioni di rischio finanziario compatibili con le prospettive dell'economia – circoscrivere le crisi per evitare gli effetti-contagio;
  • efficienza allocativa: diffusione di informazioni macro-economiche e micro-economiche tempestive e affidabili;
  • regole prudenziali, di correttezza e trasparenza comportamentali omogenee per paesi e diversi settori dell'intermediazione finanziaria;
  • funzionalità ed integrità dei mercati finanziari a tutela di tutti i partecipanti;
  • assetto dei controlli pubblici coerenti con la natura globale della finanza.
 

[1] Per il settore pubblico si ha una necessità di finanziamento, e quindi di utilizzo del risparmio privato, per la parte delle spese correnti non coperte dall'entrate correnti.