Pubblicato il Rapporto Consob 2022 sulla congiuntura e i rischi del sistema finanziario italiano in una prospettiva comparata (22 luglio 2022)

Il Rapporto esamina le dinamiche dei mercati finanziari nel primo semestre del 2022 alla luce delle principali evoluzioni del contesto di riferimento.

Il documento si articola in cinque sezioni. La Sezione 1 illustra il contesto macroeconomico, approfondendo le ripercussioni dello scoppio del conflitto in Ucraina e gli sviluppi delle politiche europee volte a sostenere la crescita e accelerare la transizione verde e digitale. Le Sezioni 2 e 3 esaminano, rispettivamente, l'andamento dei mercati azionari e obbligazionari. Le successive Sezioni 4 e 5 analizzano le performance economico-finanziarie delle società non finanziarie e delle banche.

Con riferimento al quadro macroeconomico, nel primo semestre del 2022 le prospettive di crescita globale sono state riviste al ribasso a fronte di molteplici fattori: l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia; il riacutizzarsi della pandemia di Covid-19; la dinamica crescente dell'inflazione, alimentata, nell'ultima parte del 2021, dal rialzo dei prezzi dei beni energetici e da alcune rigidità dell'offerta e accentuatasi nel 2022 a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina. Alla luce delle dinamiche inflattive, nell'Eurozona è in atto la graduale normalizzazione della politica monetaria, già in corso in altre economie avanzate.

I tassi di interesse, mantenuti su livelli estremamente bassi negli ultimi anni, sono attesi pertanto in rapida ascesa. In parallelo, a sostegno della crescita e della transizione verde e digitale, prosegue l'attuazione dei programmi lanciati dalla Commissione europea con il NGEU (Next Generation Eu, Fondo per la Ripresa). Tali misure si associano a iniziative tese a mitigare gli scenari di recessione che si prefigurano soprattutto per i paesi connotati da forte dipendenza da fonti energetiche fossili e da vulnerabilità preesistenti, legate ad esempio a elevati livelli di debito pubblico e privato.

I mercati finanziari delle economie più esposte al peggioramento del quadro macroeconomico hanno registrato tensioni significative.

Dall'inizio dell'anno gli indici azionari S&P500 e EuroStoxx50 hanno perso entrambi il 20% circa, registrando al contempo un rilevante incremento della volatilità. Per quanto riguarda il mercato italiano, nel primo semestre 2022 il FtseMib ha segnato una diminuzione del 22%, superiore a quella rilevata per le altre maggiori economie dell'Eurozona; la contrazione dei corsi è stata disomogenea tra settori, risultando più intensa nei comparti tecnologico (-30%), bancario (-23%) e manifatturiero (-18%). Anche i mercati secondari dei titoli pubblici nell'area euro hanno registrato tensioni crescenti, con rialzi nei rendimenti che, rispetto all'inizio dell'anno, sono saliti di oltre il 2% in Italia, e con un netto incremento della volatilità, che a fine giugno 2022 ha raggiunto i massimi dal 2014.

Analogo andamento si osserva nel mercato secondario dei titoli corporate, dove i rendimenti delle obbligazioni emesse sia dalle banche sia dalle imprese non finanziarie hanno sperimentato una crescita costante dall'inizio dell'anno. In prospettiva, il ciclo economico globale sperimenterà un deterioramento la cui portata sarà disomogenea tra aree e settori produttivi, anche in funzione dell'impatto dell'inflazione e dell'aumento dei tassi di interesse. Le società non finanziarie e le banche, che nel 2021 hanno mostrato condizioni reddituali e patrimoniali in netto miglioramento, potrebbero vedere accentuate, nel medio termine, le proprie vulnerabilità, a fronte dei riflessi negativi del mutato contesto di riferimento sul costo del debito e sulla qualità del credito.

Con specifico riferimento all'Italia, ulteriori criticità potrebbero emergere in relazione alle esposizioni delle banche verso i paesi coinvolti nel conflitto ucraino, al calo del commercio estero e alla difficoltà di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia in tempi brevi.

Il ridimensionamento delle aspettative di ripresa economica e l'incertezza connessa agli sviluppi geopolitici in corso potranno innescare ulteriori tensioni nei mercati azionari e obbligazionari nei prossimi mesi dell'anno.

22 lug 2022