Progetto Lombardia 2019-2020. Questionari di valutazione delle attività di educazione finanziaria

Progetto Lombardia 2019-2020. Questionari di valutazione delle attività di educazione finanziaria

In linea con le indicazioni provenienti dai principali organismi internazionali che operano nel campo dell'educazione finanziaria (l'OCSE in primis), è opportuno che qualsiasi iniziativa di educazione finanziaria preveda una fase di valutazione dell'efficacia delle attività svolte.

Lo strumento del questionario può costituire un'utile modalità di verifica sia di fabbisogni informativi, conoscenze e attitudini pregresse dello studente (questionario d'ingresso) sia dei risultati conseguiti e delle possibili aree di miglioramento (questionario in uscita).

Tramite i seguenti link è possibile raggiungere due questionari sviluppati dalla CONSOB da somministrare prima e dopo le attività di formazione.

La struttura dei due questionari si ispira agli studi condotti da Annamaria Lusardi e Olivia S. Mitchell, alle evidenze empiriche raccolte anche dalla CONSOB sulla relazione tra interesse, apprendimento e comportamento, nonché alle indicazioni della letteratura socio-psicologica in merito ai costrutti psicologici alla base della propensione ad apprendere[1]. Per una valutazione completa dell'efficacia dell'iniziativa, infatti, è importante rilevare non solo le condizioni di partenza e i fabbisogni formativi del discente, ma anche alcune informazioni in merito al suo approccio al denaro e al suo interesse verso la finanza, in modo da poter verificare l'effetto dell'intervento didattico sia sulle conoscenze sia sull'attitudine verso la gestione del denaro e verso l'educazione finanziaria.

Il cosiddetto questionario d'ingresso è costituito da circa 25 domande articolate nelle seguenti aree: i) informazioni socio-demografiche del discente e dei suoi genitori; ii) esperienza con il denaro; aspetti valoriali; iii) interesse verso l'educazione finanziaria; iv) conoscenze (percepite ed effettive); v) attitudini comportamentali; vi) aspettative generate dall'iniziativa di educazione finanziaria a cui si parteciperà.

Il questionario in uscita, più breve del primo, si concentra solo su aspetti valoriali, interesse verso l'educazione finanziaria e attitudini comportamentali, per rilevare eventuali variazioni nell'atteggiamento dell'intervistato a seguito dell'iniziativa formativa; conoscenze finanziarie maturate; giudizio sull'iniziativa.

 


[1] Per approfondimenti si vedano, tra gli altri: CONSOB, Quaderno Educazione Finanziaria n. 1 (2019), Modello didattico sull'educazione finanziaria. Indicazioni operative per scuole secondarie di II grado; Linciano, N. e P. Soccorso (a cura di, 2017), Challenges in ensuring financial competencies. Essays on how to measure financial knowledge, target beneficiaries and deliver educational programmes, CONSOB Working Paper 84; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2014), The economic importance of financial literacy: theory and evidence, Journal of Economic Literature, 52(1), 5-44; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2008), Planning and financial literacy: how do women fare?, American Economic Review, 98(2), 413–17; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2009), How ordinary consumers make complex economic decisions: financial literacy and retirement, NBER WP no. 15350; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2011), Financial literacy and planning: implications for retirement well-being, in Financial literacy: implications for retirement security and the financial marketplace, 17-39, edited by O.S. Mitchell e A. Lusardi, Oxford and New York: Oxford University Press.

 

 


Approfondimenti

Come ci hanno insegnato a scuola, è sapiente solo colui che sa di non sapere.

Se anche voi avete raggiunto questo grado di "sapienza", e quindi sentite il bisogno di approfondire, siete nel posto giusto.

In questa sezione vengono riannodati i fili di argomenti già trattati nelle precedenti sezioni per svilupparli e approfondirli con, inevitabilmente, un livello maggiore di complessità.

Nessuna preoccupazione, però: niente di particolarmente difficoltoso. Anche qui abbiamo cercato di usare un linguaggio che fosse il più semplice possibile. Quello che si chiede al lettore è un po' di concentrazione e attenzione in più per affrontare, passo dopo passo, argomenti che solo all'apparenza possono apparire di difficile comprensione.

All'inizio della sezione c'è un'ampia rappresentazione della finanza nella storia. Attenzione - senza andare a ricordare quello che, sempre a scuola, ci dicevano sulla storia e sulla vita - vi suggeriamo di non "saltarla", immaginando chissà quale noia. Non si tratta di temi che hanno solamente un valore storico, relegato nel tempo; li abbiamo proposti perché conservano tuttora un forte collegamento con la realtà attuale della finanza.

Attraverso questi "racconti" è possibile comprendere meglio la natura, il ruolo e la funzione di strumenti che sono ancora attualissimi.

Chi avrebbe mai detto che i future hanno la loro origine nella notte dei tempi e venivano comunemente usati molti secoli fa? Ad esempio, nei primi anni del ‘600, in Olanda, c'è stato un vasto mercato di future su tulipani, e avevano caratteristiche e funzione molto simili a quelli attuali. E anche gli stessi rischi, tanto è vero che portarono, nel 1637, alla prima, importante, crisi finanziaria: la bolla dei tulipani.

Ma non c'è solamente la storia. Proseguendo nella sezione vi sono delle schede di approfondimento su varie tematiche finanziarie, che vengono trattate con un grado di analisi maggiore rispetto a quanto fatto nella sezione "Nozioni e strumenti". Chi non si accontenta delle informazioni base che abbiamo fornito in quella sezione può sfruttare, dedicando un po' più di attenzione, i contenuti che sono qui riportati, raggiungendo una conoscenza più completa dei vari argomenti.