Quaderno FinTech n. 18 - AREA PUBBLICA
La comunicazione finanziaria tramite il canale digitale
Profili di rischio per l’investitore retail
A. Canepa, M. Caratelli, D. Colonnello, A. Ottavianelli, P. Soccorso
Quaderno FinTech n. 18 - giugno 2026 [formato PDF]
Sintesi del lavoro
Il crescente utilizzo dei canali digitali sta trasformando in profondità il modo in cui i prodotti finanziari vengono presentati e distribuiti e, soprattutto, le modalità e i mezzi attraverso i quali i risparmiatori entrano in contatto con informazioni potenzialmente rilevanti per le proprie decisioni di investimento. Autorità di vigilanza e organismi internazionali segnalano l’espansione dei profili social che trattano finanza e investimenti, la crescita delle sponsorizzazioni e delle ‘raccomandazioni’ veicolate da creator e personaggi noti, nonché la diffusione di siti e app che offrono ‘idee’ di trading (anche generate dall’intelligenza artificiale) e di offerte formative in forma di academy o percorsi ‘gamificati’. In questo contesto, l’ecosistema digitale può generare ambiguità tra finalità informative, educative e promozionali, creando aree di rischio per l’investitore retail e sfide di inquadramento regolatorio ed enforcement.
Partendo da tali premesse, il Quaderno in primo luogo propone una ricognizione del fenomeno e dei principali attori (finfluencer, web communities, piattaforme ed Academy), evidenziando come linguaggi, format e architetture di scelta possano incidere sulla comprensione nonché sulla percezione di utilità e affidabilità dei messaggi e, in prospettiva, sui comportamenti di investimento. In secondo luogo, inquadra tali evidenze alla luce del quadro normativo e delle prassi di vigilanza, includendo una comparazione di approcci europei ed internazionali e una lettura delle implicazioni in termini di rischi e possibili interventi a tutela dell’investitore retail. Infine, nella parte empirica, illustra un’analisi esplorativa delle caratteristiche dei contenuti finanziari diffusi tramite alcuni canali social e i risultati di una survey sperimentale su 1.003 studenti universitari, esposti a schermate simulate con toni comunicativi differenti (neutro versus persuasivo). I risultati suggeriscono che l’inquadramento (anche visivo – il cosiddetto framing) del messaggio e determinate tecniche di narrazione (in particolare il ‘caricamento emotivo’ volto ad attivare l’interesse e a persuadere) possono aumentare la visibilità e la varietà di elementi notati dall’utente, ma tendono a frammentare l’attenzione, riducendo la chiarezza del focus e aumentando il rischio di sovraccarico informativo. Su questa base, il Quaderno formula spunti e indicazioni per rafforzare le tutele dell’investitore attraverso un monitoraggio continuo dei canali digitali, una comunicazione istituzionale attenta e interventi di educazione finanziaria e digitale mirati a trasferire le competenze necessarie per riconoscere intenti, incentivi e segnali di rischio nei contenuti online.
Autori
Allegra Canepa - Università Statale di Milano (allegra.canepa@unimi.it);
Massimo Caratelli - Dipartimento di Economia Aziendale Università degli Studi Roma Tre (massimo.caratelli@uniroma3.it);
Dario Colonnello - CONSOB, Divisione Studi e Regolamentazione (d.colonnello@consob.it);
Alessia Ottavianelli - Dipartimento di Management e Diritto, Università degli Studi di Roma Tor Vergata (alessia.ottavianelli@uniroma2.it);
Paola Soccorso - CONSOB, Divisione Comunicazione (p.soccorso@consob.it).
Si ringrazia Benedetta Bonfanti per il suo contributo all’analisi delle piattaforme della Parte terza del Quaderno. Si ringraziano Francesco Adria, Michele Baccinelli, Valeria Caivano, Paola Deriu, Giuseppe Frega, Lorenza Pagnotto, Federico Picco, Luca Ricciardi e Neomisio Susi per gli utili commenti. Si ringraziano inoltre tutti i docenti e gli studenti che hanno aderito alla ricerca, tra cui quelli di Università di Roma Tre (prof. M. Caratelli e prof.ssa E. Pierucci), LUISS (prof.ssa M. Pellegrini), UniParthenope (prof. D. Previtali), Federico II (prof. C. Amatucci), Piemonte Orientale (prof.ssa P. Zocchi), Bari (prof.ssa M. T. Paracampo), La Sapienza (prof. M. La Torre). Si segnala che le attività di raccolta e di elaborazione dei dati con approccio metodologico digitale hanno beneficiato del supporto della Fondazione Rome Technopole, PNRR grant M4-C2-Inv. 1.5. Eventuali errori e imprecisioni sono imputabili esclusivamente agli autori. Le opinioni espresse nel lavoro sono attribuibili esclusivamente agli autori e non impegnano in alcun modo la responsabilità dell’Istituto. Nel citare il presente lavoro non è, pertanto, corretto attribuire le argomentazioni ivi espresse alla CONSOB o ai suoi Vertici.
JEL Classifications: D18, D83, G18, G41, K22, K24.
Keywords: finfluencers; retail investor protection; Digital Engagement Practices (DEPs); gamification; financial web communities; disclosure.