Comunicato del 17 giugno 2026

Bolle informative, gamification, pubblicità occulta: i rischi nascosti della comunicazione finanziaria sui social

Pubblicato il nuovo quaderno Fintech della Consob - Finfluencer, neobroker, Academy: chi sono i protagonisti della finanza digitale che 8 giovani su 10 chiedono di regolamentare

Bolle informative, messaggi pubblicitari nascosti, utilizzo aggressivo della gamification e information overload, un eccesso di informazioni che disorienta l’investitore e può spingerlo a un’operatività compulsiva. Nel nuovo quaderno FinTech “La comunicazione finanziaria tramite il canale digitale”, la Consob evidenzia i principali rischi che l’investitore retail si trova a fronteggiare nell’ecosistema della comunicazione finanziaria su web e social.

Il Quaderno delinea i nuovi protagonisti della finanza digitale che si muovono accanto agli intermediari tradizionali, spesso cercando di sfruttare alcune debolezze comportamentali degli investitori, individuando quattro categorie diverse. La più nota è quella dei finfluencer, gli influencer finanziari che diffondono contenuti relativi a possibili investimenti e che in alcuni casi possono nascondere conflitti di interesse, legati a guadagni personali o a sponsorizzazioni nascoste. Oltre a questi, prendono campo le financial web communities, comunità al cui interno si condividono analisi e strategie finanziarie con il rischio che l’approvazione del gruppo finisca per prevalere sull’analisi dei fondamentali e sull’autorevolezza delle fonti. Il quadro si amplia con i Neobroker, piattaforme digitali che dialogano con l’utente e prestano servizi di investimento, con il rischio di trasformare in gioco un’attività di investimento.

Infine, le Academy, che in alcuni casi possono funzionare come “esca” per gli investitori, promettendo formazione gratuita per conquistare la fiducia dei risparmiatori e poi spingerli a investire capitali che in casi limite spariscono nel nulla. Accanto alle Academy, un fenomeno vicino è quello delle Prop Firm che offrono agli aspiranti investitori la possibilità di fare trading in un ambiente simulato di prova, senza dover impegnare il proprio capitale ma prevedendo un esborso per un corso/abbonamento che funge da requisito d’accesso: il pericolo concreto è che, sfruttando le tecniche della gamification (l’utilizzo di elementi tipici dei videogiochi in altri contesti), l’utente venga incentivato a fare sempre nuovi tentativi di investimento a pagamento senza alcuna garanzia di guadagno.

In un contesto in continua evoluzione, emergono anche nuove realtà che sfruttano modalità sempre diverse di interazione con il pubblico, tutte caratterizzate dalla massimizzazione della user experience, utilizzando logiche tipiche dell’intrattenimento digitale per garantire fluidità di navigazione e immediatezza esecutiva. L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha poi contribuito anche alla nascita di celebrity e di influencer virtuali e alla ‘clonazione’ di personaggi reali per truffare gli investitori.

Il Quaderno ricostruisce inoltre, sul piano normativo, le tutele europee e nazionali vigenti e, sul piano applicativo, il quadro delle strategie adottate da Esma, Iosco e autorità europee e internazionali.

Vengono riportati infine i risultati di una ricerca condotta su oltre mille studenti universitari, dalla quale emerge come il pubblico riponga una fiducia minore in una comunicazione che sollecita l’emotività, rispetto ad una incentrata su razionalità e informazione. Non a caso, il 79% degli intervistati ritiene che queste realtà debbano essere regolamentate per garantirne trasparenza, verificabilità e affidabilità, mentre solo il 7% non ne vede la necessità. Dallo studio emerge una difficoltà diffusa nel distinguere l’informazione dalla pubblicità, anche quando sono presenti marcatori promozionali (come #hashtag, @tag e link), e quindi l’esigenza di rafforzare le tutele dell’investitore attraverso un monitoraggio continuo dei canali digitali, una comunicazione istituzionale attenta e interventi di educazione finanziaria e digitale mirati a trasferire le competenze necessarie per riconoscere i segnali di rischio.