Bollettino statistico n. 19 - dicembre 2021
Le società quotate e l'intermediazione finanziaria

 

Bollettino statistico n. 19 - dicembre 2021 
 

Le società quotate e l'intermediazione finanziaria nel 2020

Nel primo semestre del 2021 la capitalizzazione delle società di diritto italiano con azioni ammesse alle negoziazioni su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione italiani (di seguito indicate per brevità "società quotate italiane") ha registrato un aumento del 19,9% rispetto allo stesso periodo del 2020 attestandosi a un livello leggermente superiore rispetto a quello ante pandemia (fine 2019) per effetto dell'aumento dei prezzi di mercato (l'indice Ftse All Share Italia ha registrato una crescita del 13,8% nel primo semestre del 2021). Il rapporto fra capitalizzazione e PIL è passato dal 32% della fine del 2020 al 34,8% della fine di giugno 2021. Il numero di società quotate italiane è aumentato da 382 a 389, per effetto delle ammissioni a quotazione su AIM.
Le società italiane non finanziarie quotate su MTA e quelle quotate su AIM hanno registrato un forte incremento degli utili rispettivamente per circa 11,1 miliardi di euro e per 75,9 milioni di euro a fronte di un utile di circa 1,8 miliardi di euro e di una perdita di circa 30,3 milioni di euro del primo semestre dell'anno precedente. I flussi di cassa sono tornati positivi sia per le società non finanziarie quotate su MTA (circa 361,2 milioni di euro) che per quelle quotate su AIM (circa 158 milioni di euro) che grazie ai maggiori ammortamenti hanno registrato flussi operativi più importanti. Le risorse ottenute hanno finanziato investimenti per 8,8 miliardi di euro (7,4 nel primo semestre del 2020) per le imprese quotate su MTA e 303,9 milioni di euro (207 nel primo semestre del 2020) per quelle quotate su AIM. La posizione finanziaria netta a breve termine per le società italiane non finanziarie quotate sul MTA è leggermente migliorata, -2,8%, mentre le imprese quotate sull'AIM detenevano a fine semestre disponibilità liquide superiori alle passività a breve termine.
Le assicurazioni quotate su MTA hanno registrato nel primo semestre del 2021 un incremento dell'utile netto (2,5 miliardi di euro a fronte di 1,5 miliardi del primo semestre del 2020). Ciò è riconducibile alla maggiore redditività della gestione finanziaria degli investimenti (passata dal - 0,04% del primo semestre del 2020 al 2,1%), parzialmente compensata della gestione assicurativa delle riserve tecniche (passata da 1,2% del primo semestre del 2020 a -1,1%). Le assicurazioni hanno aumentato la leva finanziaria utilizzata in quanto il patrimonio netto si è ridotto (-2,6%) mentre gli investimenti sono leggermente cresciuti (+0,2%) così come le riserve tecniche (0,8%). I flussi netti generati dall'attività operativa e di investimento si sono ridotti (passando da 11,6 miliardi del primo semestre 2020 a 10,5 nel primo semestre del 2021) e sono stati compensati da una riduzione dei finanziamenti concessi (passati da 1,6 a 1,5 miliardi) e dell'attività di investimento passata da 9,3 a 8,5 miliardi). Il rapporto tra attività finanziarie disponibili per la vendita e quelle valutate a fair value si è ridotto segnalando un graduale ritorno all'investimento in titoli meno liquidi.
Le banche quotate su MTA hanno registrato nel primo semestre del 2021 una redditività molto positiva (utili per circa 7,5 miliardi di euro rispetto ai circa cento milioni del primo semestre del 2020 e una redditività complessiva di 8,5 miliardi di euro rispetto ai 761 milioni di euro del primo semestre del 2020). Tale maggiore redditività ha interessato tutte le principali attività operative: a fronte di una lieve riduzione del margine di interessi per circa 400 milioni di euro, si è avuto un aumento delle commissioni nette per circa 1,6 miliardi, una riduzione delle rettifiche dovute al rischio di credito per circa 3 miliardi di euro e un miglioramento delle valutazioni a fair value delle attività e passività finanziarie che invece di essere negative come nel primo semestre del 2020 (-700 milioni di euro) sono risultate positive per 500 milioni di euro. Nel 2020 il patrimonio netto delle banche quotate si è stato pari a 180,8 miliardi di euro (+9,2% rispetto al primo semestre del 2020).
Dall'analisi degli scambi sul mercato azionario a pronti emerge una maggiore stabilità delle posizioni di investimento, il controvalore degli scambi di azioni di società quotate italiane su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione italiani ed esteri si è ridotto del 16,9% rispetto al primo semestre del 2020 e il controvalore delle mancate consegne (fail) nella fase di regolamento sull'MTA è stato pari al 4,4% del controvalore degli scambi (nel primo semestre del 2020 è stato pari al 4,6%).
Sul mercato a termine a fine giugno 2021 il controvalore nozionale degli scambi di derivati azionari ha segnato un calo del 21,1% per tutti gli strumenti escluse le opzioni su azioni; il controvalore nozionale delle posizioni aperte sui derivati azionari pur non essendo ancora tornato ai livelli pre-pandemia è cresciuto del 12,7% rispetto al dato del primo semestre del 2020. Sui derivati su merci, la riduzione del controvalore nozionale degli scambi (covered warrant) è stata più marcata (-32%) e le posizioni aperte a fine giugno 2021 sui future sull'energia elettrica risultavano in netto calo (-76%) rispetto al dato di fine giugno 2020.
Nel primo semestre del 2021 le posizioni nette corte si sono ridotte del 20,1% rispetto al dato del primo semestre del 2020, passando in rapporto agli scambi dallo 0,8% allo 0,6%. Per le società del settore finanziario tale dato alla fine del primo semestre 2021 risultava pari allo 0.3% della capitalizzazione di settore (0,9 alla fine del primo semestre del 2020).
I margini costituiti dagli aderenti al sistema di controparte centrale relativo ai mercati regolamentati italiani risultavano leggermente inferiori (-4,2%) rispetto al valore alla fine del primo semestre del 2020.
Sul mercato obbligazionario nel primo semestre del 2021 il controvalore degli scambi di titoli di Stato italiani è sensibilmente cresciuto del 119,7% sulle piattaforme di negoziazione italiane, principalmente per l'aumento degli scambi su MTS (+191,3%) ma anche per la prosecuzione degli interventi di acquisto connessi alla politica monetaria realizzata sul mercato Bondvision. D'altro canto, invece si è registrata una contrazione sia del numero di emittenti italiani di obbligazioni di diverse dai titoli di Stato trattati sui mercati secondari (-79,9%) che del relativo controvalore degli scambi (-39,9%), riconducibile principalmente ad una flessione degli scambi sul mercato EuroTLX (-45,4%).
Anche gli ETF e gli strumenti finanziari derivati cartolarizzati (ETC/ETN) sono stati meno scambiati rispetto al primo semestre del 2020 facendo registrare una riduzione del controvalore degli scambi (-16,1%), riconducibile sostanzialmente alla riduzione degli scambi di exchange traded funds (-13,8%).
Relativamente alle obbligazioni di emittenti italiani non statali nel primo semestre 2021 si sono ridotti gli scambi del 40,3%, tale dato è riconducibile agli scambi dei titoli obbligazionari di emittenti finanziari. Anche sul mercato primario nel primo semestre del 2021 si è registrata una riduzione del 27% delle emissioni di obbligazioni di banche italiane (rispetto al primo semestre del 2020), dovuta sia alle offerte pubbliche sul mercato domestico (-15,4%), che alle offerte private a investitori istituzionali (-38,4%).
Alla fine del primo semestre del 2021 il controvalore degli strumenti finanziari detenuti presso intermediari italiani a fronte della prestazione di servizi di investimento e di gestione del risparmio risultava aumentato del 4,69% rispetto al dato di fine 2020, variazione superiore rispetto all'incremento nello stesso periodo dei depositi riferiti all'Italia per le famiglie e le imprese non finanziare (+2,9%); ciò è indice di un limitato ribilanciamento degli investimenti a seguito della crescita della componente azionaria. L'investimento azionario ha superato i livelli pre-pandemia ma al suo interno le preferenze per i titoli esteri sono cresciute stabilmente. Nel corso del primo semestre del 2021 ha continuato a ridursi il peso dell'investimento in titoli di stato italiani raggiungendo valori inferiori a quelli pre-pandemia. Nel primo semestre del 2021 è cresciuta la rilevanza dell'investimento in quote di OICR specie per la clientela retail.
I volumi di attività relativi alla prestazione di servizi di investimento si sono complessivamente ridotti nel primo semestre del 2021 (negoziazione in conto proprio -32,8%, ricezione e trasmissione di ordini -3,5% e l'esecuzione ordini -14,5%) ad eccezione del collocamento di strumenti finanziari cresciuto del 17,5%, principalmente dovuto al collocamento di OICR. I premi lordi derivanti dal collocamento di prodotti assicurativi a prevalente contenuto finanziario distribuiti in Italia da intermediari italiani vigilati dalla Consob hanno invece fatto registrare un calo (-2,6%), dovuto alla flessione dei premi dei prodotti a capitalizzazione.
Alla fine del primo semestre del 2021, il patrimonio gestito da intermediari italiani risultava cresciuto rispetto alla fine del 2020 (+1,2%) principalmente collegato alle gestioni patrimoniali (+1%) che rappresentano oltre il 71,3% del totale. In particolare, il patrimonio degli OICR aperti esteri collocati in Italia è cresciuto del 10,4%, mentre quello degli OICR aperti di diritto italiano del 4%. Il patrimonio riferibile agli OICR chiusi di diritto italiano è rimasto stabile stato (-0,5%) e quello relativo ai fondi pensione e altre forme pensionistiche istituiti in Italia da società diverse da imprese di assicurazione è cresciuto del 7,9%.
Nel primo semestre del 2021 la raccolta netta degli OICR aperti di diritto italiano è stata positiva per 4 miliardi di euro, principalmente per i fondi di tipo bilanciati (+5,6 miliardi di euro), ed ha compensato i rimborsi sui fondi flessibili per 1,7 miliardi di euro.
I dati contabili semestrali del 2021 delle SGR di diritto italiano hanno mostrato una forte ripresa dell'utile netto rispetto al primo semestre del 2020 (+89,9%), dovuta in prevalenza al forte incremento del risultato della gestione finanziaria (+31,2%) principalmente collegata alla crescita delle commissioni nette (+24,5%) ma anche alla limitata crescita dei costi operativi (+2,5%). La crescita dell'utile netto delle SIM è risultata altrettanto sostenuta (+187,7%) a causa del maggiore incremento del risultato della gestione finanziaria (+38,4%) trascinato dalle commissioni e del limitato incremento dei costi operativi (+9,9%). Sono stati anche importanti gli utili da partecipazioni e da gruppi di attività in via di dismissione complessivamente pari a 17 miliardi di euro (che hanno generato il 12,6% dell'utile complessivo).

 

 

Il Report è stato curato da:
Gaetano N. Finiguerra (responsabile) - CONSOB, Divisione Studi (g.finiguerra@consob.it)
Renato Grasso (coordinatore) - CONSOB, Divisione Studi (r.grasso@consob.it)
Emilio Ciccone - CONSOB, Divisione Studi (e.ciccone@consob.it)
Simona Di Rocco - CONSOB, Divisione Studi (s.dirocco@consob.it)
Francesco Scalese - CONSOB, Divisione Studi (f.scalese@consob.it)
Fabrizio Figoni - CONSOB, Divisione Studi (f.figoni@consob.it)

Si ringrazia Lucia Pierantoni per la collaborazione (l.pierantoni@consob.it)
Segreteria di redazione: Andrea Cianciullo
Per eventuali informazioni e chiarimenti scrivere a: Ufficio.Statistiche@consob.it

 

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ISSN 2281-3101 [online]