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Capital markets in Italy

Tendenze nei mercati finanziari italiani

 

CAPITAL MARKET IN ITALY
Economic report 2025

 

Contesto economico di riferimento
Nel 2025 l’economia globale è rimasta esposta a un elevato grado di incertezza, legato all’evoluzione delle relazioni geopolitiche ed economiche internazionali, specie alla luce dell’orientamento protezionistico della politica commerciale statunitense, con significativi aumenti dei dazi sulle importazioni intervenuti nell’anno. Nonostante ciò, nella prima metà del 2025 il commercio internazionale di beni ha mostrato una buona tenuta, crescendo del 5% a livello globale rispetto allo stesso periodo del 2024, anche in ragione dell’anticipazione delle importazioni in vista degli annunciati rialzi tariffari. Tuttavia, indicatori alternativi dell’andamento dell’attività globale, disponibili a più alta frequenza, segnalano un rallentamento degli scambi nel terzo trimestre del 2025.... leggi di più

 

Andamento dei mercati finanziari
Nel corso del 2025 i mercati finanziari hanno registrato performance complessivamente positive, raggiungendo nuovi massimi storici nonostante il perdurare delle tensioni geopolitiche. Nelle principali economie avanzate, gli indici azionari hanno evidenziato incrementi significativi: l’S&P500 è cresciuto del 16%, il Nikkei225 del 26,2%, mentre il Ftse100 e l’EuroStoxx50 hanno registrato rialzi rispettivamente pari al 21,5% e al 18,3%. Tra i principali mercati europei, il Ftse Mib ha mostrato un incremento particolarmente marcato (+31,5%), il più elevato degli ultimi vent’anni, pur rimanendo al di sotto dei massimi storici del 2000 di circa l’11%. Negli ultimi 10 anni, il Ftse Mib è cresciuto del 110%, una performance superiore rispetto alla maggior parte degli indici di riferimento dei principali Paesi europei, con l’eccezione del Dax (+128%).... leggi di più

 

Sviluppo dei mercati dei capitali
In Italia il ricorso al mercato dei capitali da parte delle società non finanziarie resta ancora limitato. Nel 2025 il market-funding ratio (dato dal rapporto tra azioni quotate e obbligazioni sulla somma di tali strumenti e del debito bancario) che costituisce un indicatore dell’intensità del finanziamento di mercato per le imprese, si è attestato al 34%, valore inferiore alla media dell’Unione europea (37%) e nettamente distante dai livelli osservati negli Stati Uniti e nel Regno Unito (rispettivamente 74% e 57%).... leggi di più

 

Dinamiche in atto sui mercati primari
La necessità di perseguire l’obiettivo di sviluppare il mercato dei capitali appare evidente osservando le dinamiche in atto ormai da diversi anni sul mercato azionario primario. Infatti, sebbene alla fine del 2025 la capitalizzazione dei mercati azionari italiani abbia raggiunto il massimo storico di 1.077 miliardi di euro, in una visione di lungo periodo tale risultato è riconducibile principalmente alla prolungata performance positiva dei mercati secondari. Dalla fine del 2010, infatti, l’incremento dei prezzi ha contribuito per circa 748 miliardi di euro alla capitalizzazione complessiva (price effect), mentre le dinamiche del mercato primario hanno determinato un saldo negativo, con la capitalizzazione derivante dalle nuove quotazioni (91 miliardi di euro) inferiore a quella persa a seguito delle revoche dalla quotazione (187 miliardi di euro). .... leggi di più

 

 

Il Report è stato curato da:
Paola Deriu (supervisor) - CONSOB, Responsabile Divisione Studi e Regolamentazione (p.deriu@consob.it)
Federico Picco (coordinatore) - CONSOB, Rsponsabile Ufficio Studi, Divisione Studi e Regolamentazione (f.picco@consob.it)
Valeria Caivano (coordinatrice) - CONSOB, Divisione Studi e Regolamentazione (v.caivano@consob.it)
Francesco Fancello - CONSOB, Divisione Studi e Regolamentazione (f.fancello@consob.it)
Alberto Noè - CONSOB, Divisione Studi e Regolamentazione (a.noe@consob.it)
Greta Quaresima - CONSOB, Divisione Studi e Regolamentazione (g.quaresima@consob.it)


Gli autori ringraziano Antonella Mele per il contributo alle analisi delle Seezioni 1 e 4 e Giorgia Simone per il contributo alle analisi riportate nelle Sezioni 3 e 4.
Le opinioni espresse nel Rapporto sono personali degli autori e non impegnano in alcun modo la Consob. Nel citare i contenuti del rapporto, non è pertanto corretto attribuirli alla Consob o ai suoi Vertici.

 

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