Le collaborazioni per l'educazione finanziaria

L’educazione finanziaria è più efficace quando incontra le persone nei luoghi in cui studiano, insegnano, lavorano e vivono. Per questo Consob sviluppa collaborazioni con università, fondazioni, associazioni e reti educative presenti sul territorio. L’obiettivo è ampliare la diffusione dei contenuti, raggiungere pubblici diversi e costruire percorsi formativi utili, concreti e accessibili.

Queste collaborazioni nascono da un’idea semplice. Per promuovere conoscenze utili nella vita quotidiana non basta mettere a disposizione informazioni corrette. Serve anche trovare i linguaggi giusti, i canali più adatti e modalità di apprendimento che coinvolgano davvero le persone. Lavorare con altri soggetti permette di unire competenze diverse e di rendere più capillare l’offerta formativa.

In alcuni casi la collaborazione è regolata da un protocollo di intesa, cioè da un accordo che definisce obiettivi, ambiti di lavoro e modalità di coordinamento tra le parti. È il caso, per esempio, del protocollo tra Consob e FEduF, la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio. L’intesa prevede attività periodiche di confronto e approfondimento sul tema dell’educazione finanziaria, forme di supporto reciproco alle iniziative e la possibilità di sviluppare programmi ed eventi di sensibilizzazione e formazione, anche insieme ad altri soggetti pubblici e privati. Un altro esempio è il progetto “Educare a… contare”, sviluppato con Soroptimist International d’Italia. Il progetto punta a rafforzare la formazione di base dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado, così da favorire l’inserimento dell’educazione finanziaria anche nei percorsi di educazione civica. L’iniziativa si propone inoltre di contribuire alla riduzione del divario di genere e di promuovere l’indipendenza economica.

Accanto ai progetti con fondazioni e associazioni, un ruolo importante può essere svolto anche dalle università. La collaborazione con gli atenei consente infatti di sperimentare nuovi metodi, verificare l’efficacia delle attività formative e coinvolgere gli studenti in modo diretto. In questo quadro si colloca, per esempio, il progetto di peer to peer education, sviluppato con l’Università del Piemonte Orientale. In questo modello gli studenti universitari, formati dai propri docenti e da funzionari Consob sia sui contenuti sia sul metodo, possono poi portare l’educazione finanziaria nelle scuole superiori del territorio. Questo approccio può risultare particolarmente efficace con i più giovani, perché il linguaggio tra coetanei o quasi coetanei è spesso più immediato e più coinvolgente. Anche per gli studenti universitari il progetto può avere un valore aggiunto, perché unisce formazione, responsabilità e cittadinanza attiva..