Financial Data Aggregation e Account Information Services

 

Financial Data Aggregation e Account Information Services
Questioni regolamentari e profili di business

A. Burchi, S. Mezzacapo, P. Musile Tanzi, V. Troiano

Quaderno FinTech n. 4 - marzo 2019 [formato PDF] 
 

Sintesi del lavoro
La presente ricerca analizza l'evoluzione dei servizi di "aggregazione" delle informazioni finanziarie di consumatori e imprese, qualificati come "Financial Data Aggregation" (FDA) ovvero, in ambito UE, quali "Account Information Service (AIS), secondo le categorie regolamentari da ultimo introdotte ai sensi della Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativa ai servizi di pagamento (PSD2). In particolare, secondo la tipizzazione normativa operata da PSD2 gli AIS sono servizi on-line che consentono ai relativi utenti di aggregare le informazioni dei propri "conti di pagamento", e delle operazioni di pagamento a questi associati, a condizione che tali conti siano accessibili tramite interfacce on-line predisposte dai prestatori di servizi di "radicamento del conto", in modo che l'utente possa "disporre immediatamente di un quadro generale della sua situazione finanziaria in un dato momento" (cfr. considerando 28 della PSD2). La possibilità offerta dagli AIS presenta un particolare impatto in termini sistemici in quanto consente di aprire a più agevoli ed efficienti "trattamenti", nonché a ulteriori utilizzi, il contenuto informativo dei "conti di pagamento", soprattutto laddove questi siano detenuti presso diversi soggetti. D'ora in poi i dati e le informazioni rivenienti dai conti della specie, opportunamente aggregati ed elaborati possono consentire di ricavare preziose informazioni riguardanti le abitudini di spesa, la propensione al risparmio e, in senso più ampio, il profilo finanziario dell'utente. Negli Stati Uniti, l'evoluzione di questa tipologia di servizi si è sviluppata in assenza di una specifica regolamentazione, ferma l'applicazione delle regole e cautele generali in materia di tutela dei consumatori e della privacy. In ambito UE, invece, è stato scelto da ultimo di "attrarre" tali servizi" nell'ambito della regolamentazione dei servizi di pagamento. In ogni caso la materia si caratterizza per porsi al crocevia tra diversi ambiti operativi e regolamentari e per il fatto di mettere in evidenza la sempre maggiore rilevanza che assumono i c.d. Big data e le relative modalità di trattamento ed elaborazione come "materia prima" nel processo di creazione del valore nei diversi comparti del settore finanziario.
Il fenomeno oggetto di indagine è affrontato nella ricerca in chiave sia giuridica (parte 1), sia di analisi di mercato, mediante un'indagine sul grado di conoscenza del fenomeno tra i consulenti finanziari (parte 2).
L'analisi, focalizzata sulla popolazione dei consulenti finanziari in Italia, certificati dalla European Financial Planning Association (EFPA), è stata condotta nel periodo febbraio e marzo 2018 ottenendo 304 risposte. Dai risultati emerge un livello di conoscenza del fenomeno ancora piuttosto limitato: nel complesso solo il 15% dei rispondenti conosce lo strumento Financial Data Aggregator (FDA) e il 12% gli Account Information Services (AIS), tale percentuale cresce tra i consulenti finanziari più giovani.
Ad oggi, è difficile stimare la dinamica temporale del processo di diffusione dell'innovazione, ma si può ipotizzare che sarà legata alla velocità di comprensione dell'innovazione da parte degli agenti, la scarsa conoscenza del fenomeno può, di conseguenza, rappresentare una barriera alla sua diffusione. Ciò nonostante, le potenzialità del fenomeno considerato sono state ben comprese dai consulenti finanziari, se è vero che ritengono fondamentale ottenere, attraverso l'aggregazione dei dati, le informazioni che determinano le variazioni del reddito disponibile e della capacità di risparmio della propria clientela.
L'analisi del mercato conferma, dunque, quanto evidenziato nell'analisi giuridica, ovvero la portata della normativa PSD 2 travalica l'area dei servizi di pagamento, consentendo di disporre di informazioni da cui possono prendere forma scelte di risparmio e di investimento.

 

Autori
Alberto Burchi - Professore Associato di Economia degli Intermediari Finanziari, Università degli Studi di Perugia (alberto.burchi@unipg.it)
Simone Mezzacapo - Professore Associato di Diritto dell'economia, Università degli Studi di Perugia (simone.mezzacapo@unipg.it, simone.mezzacapo@gmail.com)
Paola Musile Tanzi - Professore Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, Università degli Studi di Perugia (paola.musiletanzi@unipg.it)
Vincenzo Troiano - Professore Ordinario di Diritto dell'economia, Università degli Studi di Perugia (vincenzo.troiano@unipg.it, vincenzo.troiano@chiomenti.net)

Si ringrazia Giuseppe D'Agostino (CONSOB) per gli utili commenti a precedenti versioni del lavoro. Si ringrazia EFPA Italia per aver contribuito alla realizzazione dell'indagine. Errori e imprecisioni sono imputabili esclusivamente agli Autori. Le opinioni espresse nel lavoro sono attribuibili esclusivamente agli Autori e non impegnano in alcun modo la responsabilità della Consob. Nel citare il presente lavoro, non è, pertanto, corretto attribuire le argomentazioni e/o le conclusioni ivi espresse alla Consob o ai suoi Vertici.

JEL Classifications: G20, G21, G23, G28, K00, K20, K21, K22, K24.

Keywords: FinTech, Open Banking, Financial Data Aggregation (FDA), Account Information Service (AIS), Account Information Service Providers (AISPs), PSD 2, Big data, Investment services, Data protection, GDPR.

ISBN 9788894369724