Il piano di azione per la finanza sostenibile

Nel marzo 2018, la Commissione Europea ha pubblicato un "Piano d'Azione per la finanza sostenibile", in cui vengono delineate la strategia e le misure da adottare per la realizzazione di un sistema finanziario in grado di promuovere uno sviluppo autenticamente sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale, contribuendo ad attuare l'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Nel piano di azione si raccomandano dieci azioni da intraprendere a livello europeo per: (i) favorire la canalizzazione degli investimenti finanziari verso un'economia maggiormente sostenibile; (ii) considerare la sostenibilità nelle procedure per la gestione dei rischi e (iii) rafforzare la trasparenza e gli investimenti di lungo periodo.

Nel Piano di azione si fa inoltre riferimento:

  • al miglioramento della qualità della rendicontazione non finanziaria delle imprese. Al riguardo, la Commissione europea ha pubblicato il 20 giugno 2019 un supplemento agli Orientamenti non vincolanti del 2017 sulle informazioni non finanziarie focalizzato sulle questioni relative al clima. Inoltre, in data 20 febbraio 2020 la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla revisione della Direttiva 2014/95/UE sulle comunicazioni di carattere non finanziario (NFRD) che si concluderà in data 14 maggio 2020;
  • alla necessità per investitori istituzionali e gestori di attività di valorizzare i fattori di sostenibilità nel proprio processo decisionale relativo agli investimenti e di rendere più stringenti gli obblighi di comunicazione;
  • all'integrazione della sostenibilità nei giudizi di rating e nelle ricerche di mercato, nonché all'analisi delle prassi in essere presso le agenzie di rating del credito in merito all'utilizzo dei fattori ESG. Al riguardo, L'ESMA ha approvato e pubblicato le proprie Linee Guida sui "Disclosure Requirements Applicable to Credit Ratings" riguardanti la disclosure dei fattori ESG qualora essi costituiscano degli elementi chiave alla base del rating del credito, e un Technical Advice relativo all'analisi delle pratiche in essere da parte delle agenzie di rating del credito al fine di integrare i fattori di sostenibilità nei propri giudizi di rating;
  • all'integrazione della sostenibilità nei requisiti prudenziali degli istituti di credito. Al riguardo, sono state pubblicate la Direttiva 2019/2034 e il Regolamento 2019/2033 che modificano la direttiva CRD IV e il Regolamento CRR sui requisiti patrimoniali. Nella Direttiva viene conferito mandato all'EBA di valutare la potenziale inclusione dei rischi ambientali, sociali e di governance nella revisione e nella valutazione effettuate dalle autorità competenti, nonché di elaborare una relazione in merito all'introduzione di criteri tecnici per le esposizioni relative ad attività che sono sostanzialmente associate a obiettivi ESG per il processo di revisione e valutazione prudenziale; nel Regolamento invece viene conferito mandato all'EBA di sviluppare i technical standards per la disclosure dei rischi ESG, dei "rischi fisici" e dei "rischi di transizione" da parte delle istituzioni creditizie quotate di grandi dimensioni e di valutare se un trattamento prudenziale dedicato ad esposizioni relative ad attività sostanzialmente associate a obiettivi ambientali e/o sociali, sia giustificato. La Commissione infine esaminerà la fattibilità di una ricalibrazione dei requisiti patrimoniali delle banche per gli investimenti sostenibili;
  • alla creazione di marchi UE per i prodotti finanziari verdi sulla base del sistema di classificazione dell'UE, che permetta agli investitori di individuare agevolmente gli investimenti che rispettano i criteri ambientali o di basse emissioni di carbonio. Al riguardo, sono ancora in corso: (a) i lavori propedeutici alla definizione di un Ecolabel Europeo per i prodotti finanziari avviati alla fine del 2018 e che si concluderanno presumibilmente sul finire del 2020; (b) i lavori da parte del gruppo di esperti sulla finanza sostenibile istituito presso la Commissione Europea, relativi alla definizione di uno standard comune atto ad individuare le caratteristiche affinché un titolo di debito possa avvalersi della denominazione "green bond". Al momento, il gruppo di esperti ha pubblicato a giugno 2019 un report "EU Green Bond Standard" che propone alla Commissione Europea uno standard per le obbligazioni verdi a cui qualunque emittente bond o altri strumenti di debito può aderire su base volontaria.