IL MARKETING DEI FONDI COMUNI ITALIANI

 

Il marketing dei fondi comuni italiani. Modelli organizzativi, costi, andamento e nuove prospettive conseguenti all'introduzione della MiFID nell'ottica della vigilanza

F.M. De Rossi, D. Gariboldi, G. Leggieri, A. Russo

N. 61 - gennaio 2008 [formato PDF] 
 

Abstract
Il presente lavoro è volto a contribuire al dibattito in corso sugli assetti strutturali dell'industria del risparmio gestito italiano e in particolare sull'evoluzione dei modelli distributivi dei fondi comuni alla luce delle recenti innovazioni innescate dalla MiFID. A partire dal 2003, il forte trend negativo di raccolta dei fondi comuni ha svelato alcuni elementi di debolezza propri della struttura di tale comparto dell'industria finanziaria, tra cui si distinguono la scarsa indipendenza nelle scelte strategiche, conseguente agli assetti proprietari concentrati in capo a gruppi bancari di riferimento, l'integrazione verticale di produzione e distribuzione, la ridotta capacità di innovazione. L'effetto di sostituzione di prodotti, quali le obbligazioni bancarie e le polizze assicurative a contenuto finanziario, rispetto alle forme di risparmio gestito di tipo tradizionale è stato favorito dalla forte spinta esercitata dalle reti bancarie captive, in virtù delle aggressive forme di remunerazione consentite dagli elevati costi impliciti dei menzionati prodotti alternativi. L'industria del risparmio gestito italiana ha ancora ampi margini di recupero e di sviluppo, stante l'affermarsi del nuovo quadro giuridico-economico europeo in cui le barriere all'ingresso nei mercati domestici sono progressivamente ridotte per effetto della costante opera di armonizzazione regolamentare coordinata dalla Commissione Europea. È su questo terreno che dovrebbero innestarsi le scelte operate nel breve-medio periodo dall'industria in ordine alla governance delle società di gestione e alla struttura distributiva dei fondi comuni investimento. La comprensione da parte delle Autorità di Vigilanza di settore dei possibili scenari operativi di sviluppo del mercato dal punto di vista dell'azione di vigilanza è di estrema utilità per assecondare il processo evolutivo dell'industria nella ricerca di una posizione competitiva nel mercato finanziario europeo. Lo sviluppo di uno scenario competitivo, caratterizzato da un'offerta di prodotti e servizi ampia e diversificata, risulta premessa indispensabile per creare le condizioni di mercato atte a soddisfare pienamente le differenti esigenze della clientela. Un primo passo in tal senso potrebbe essere compiuto attraverso l'eliminazione di alcune imperfezioni "normative" che ostacolano il concreto sviluppo di canali distributivi indipendenti, quali le piattaforme telematiche. In particolare, il completamento del processo di dematerializzazione delle quote dei fondi comuni, ad oggi in regime di accentramento solo su base volontaria, consentirebbe la riduzione dei costi di transazione connessi alla trasferimento delle quote di fondi tra diversi intermediari, a vantaggio della contendibilità del mercato della distribuzione. Il lavoro assume la veste di un discussion paper la cui finalità è quella di indurre elementi di riflessione circa gli sviluppi prospettici delle strategie di business del settore e raccogliere indicazioni inerenti ai costi e ai benefici connessi alla possibile dematerializzazione delle quote dei fondi. 
 

Autori
Francesco Maria De Rossi - CONSOB, Divisione Intermediari (f.derossi@consob.it)
Daniela Gariboldi - CONSOB, Divisione Intermediari (d.gariboldi@consob.it)
Gianluca Leggieri - CONSOB, Divisione Intermediari (g.leggieri@consob.it)
Antonio Russo - CONSOB, Divisione Intermediari (a.russo@consob.it)

 

JEL Classifications: G2

ISSN 2281-1915 [online]