Le truffe più frequenti

Le truffe finanziarie più pericolose e ricorrenti utilizzano quasi sempre le medesime modalità. Si tratta di schemi da tempo "collaudati", che però sembrano aver trovato una nuova linfa con la diffusione di internet.

La tipologia di truffa finanziaria più frequente è sicuramente il cosiddetto "schema piramidale" detto anche "schema Ponzi", dal nome del suo ideatore, operante negli Stati Uniti agli inizi del ‘900. È uno schema che  non sembra preoccuparsi dei segni del tempo, essendo stato utilizzato anche in anni recenti da Bernard Madoff per una delle truffe più eclatanti di tutti i tempi.

Lo schema Ponzi è un'attività truffaldina nella quale chi entra per primo ottiene ritorni economici a spese dei successivi "investitori"  Si tratta, in parole diverse, di una specie di "catena di Sant'Antonio", nella quale vengono promessi interessi molto elevati, pagati agli "investitori" mediante il denaro apportato dai nuovi soggetti che hanno aderito successivamente allo schema.

Il gioco funziona fino a quando resta elevata la capacità di attrarre nuovi partecipanti. Quando, invece, il nuovo denaro in entrata non riesce più a coprire gli interessi promessi a coloro che già sono coinvolti nello schema, il circuito si blocca, manifestando la sua natura di truffa.

Le principali caratteristiche dello schema Ponzi sono:

  • la prospettata possibilità di realizzare ingenti guadagni in poco tempo e con poco rischio, grazie all'operato di un "mago della finanza";
  • una documentazione fumosa, parzialmente coperta da segreto o caratterizzata da investimenti speculativi genericamente qualificati come di "alta finanza";
  • un insieme di partecipanti non competenti in materia finanziaria o che hanno riposto una grande fiducia personale nell'organizzatore del sistema;
  • un'attività di investimento legata ad un solo promotore o azienda o prodotto;
  • un'elevatissima rischiosità che cresce con l'aumentare dei partecipanti e non viene, però, normalmente percepita da chi ha aderito allo schema: la remunerazione regolarmente ricevuta nei primi tempi induce, infatti, a pensare che la partecipazione allo schema sia una seria e solida opportunità di investimento.

Come detto, lo schema riesce a funzionare sino a quando le richieste di rimborso, sommate agli interessi da pagare, non superano gli apporti di denaro dei nuovi aderenti. Quando, però, i primi problemi nel pagamento  delle somme a cui si ha diritto, di norma è già troppo tardi. Il truffatore è già sparito o ha fatto sparire tutti i soldi.