Questionari di valutazione delle attività di educazione finanziaria

In linea con le indicazioni provenienti dai principali organismi internazionali che operano nel campo dell'educazione finanziaria (l'OCSE in primis), è opportuno che qualsiasi iniziativa di educazione finanziaria preveda una fase di valutazione dell'efficacia delle attività svolte.

Lo strumento del questionario può costituire un'utile modalità di verifica sia di fabbisogni informativi, conoscenze e attitudini pregresse dello studente (questionario d'ingresso) sia dei risultati conseguiti e delle possibili aree di miglioramento (questionario in uscita).

Tramite i seguenti link è possibile raggiungere due questionari sviluppati dalla CONSOB da somministrare prima e dopo le attività di formazione.

La struttura dei due questionari si ispira agli studi condotti da Annamaria Lusardi e Olivia S. Mitchell, alle evidenze empiriche raccolte anche dalla CONSOB sulla relazione tra interesse, apprendimento e comportamento, nonché alle indicazioni della letteratura socio-psicologica in merito ai costrutti psicologici alla base della propensione ad apprendere[1]. Per una valutazione completa dell'efficacia dell'iniziativa, infatti, è importante rilevare non solo le condizioni di partenza e i fabbisogni formativi del discente, ma anche alcune informazioni in merito al suo approccio al denaro e al suo interesse verso la finanza, in modo da poter verificare l'effetto dell'intervento didattico sia sulle conoscenze sia sull'attitudine verso la gestione del denaro e verso l'educazione finanziaria.

Il cosiddetto questionario d'ingresso è costituito da circa 25 domande articolate nelle seguenti aree: i) informazioni socio-demografiche del discente e dei suoi genitori; ii) esperienza con il denaro; aspetti valoriali; iii) interesse verso l'educazione finanziaria; iv) conoscenze (percepite ed effettive); v) attitudini comportamentali; vi) aspettative generate dall'iniziativa di educazione finanziaria a cui si parteciperà.

Il questionario in uscita, più breve del primo, si concentra solo su aspetti valoriali, interesse verso l'educazione finanziaria e attitudini comportamentali, per rilevare eventuali variazioni nell'atteggiamento dell'intervistato a seguito dell'iniziativa formativa; conoscenze finanziarie maturate; giudizio sull'iniziativa.

 


[1] Per approfondimenti si vedano, tra gli altri: CONSOB, Quaderno Educazione Finanziaria n. 1 (2019), Modello didattico sull'educazione finanziaria. Indicazioni operative per scuole secondarie di II grado; Linciano, N. e P. Soccorso (a cura di, 2017), Challenges in ensuring financial competencies. Essays on how to measure financial knowledge, target beneficiaries and deliver educational programmes, CONSOB Working Paper 84; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2014), The economic importance of financial literacy: theory and evidence, Journal of Economic Literature, 52(1), 5-44; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2008), Planning and financial literacy: how do women fare?, American Economic Review, 98(2), 413–17; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2009), How ordinary consumers make complex economic decisions: financial literacy and retirement, NBER WP no. 15350; Lusardi, A. e O.S. Mitchell (2011), Financial literacy and planning: implications for retirement well-being, in Financial literacy: implications for retirement security and the financial marketplace, 17-39, edited by O.S. Mitchell e A. Lusardi, Oxford and New York: Oxford University Press.