Brexit

La è il processo avviato dal referendum del 23 giugno 2016 quando il 51,9% degli elettori si espresse per porre fine all'adesione del Regno Unito (UK) all'Unione Europea (UE) e sviluppato nei negoziati iniziati il 19 giugno 2017 a seguito dei quali il Regno Unito sarebbe dovuto uscire dalla UE alla scadenza del 29 marzo 2019, a due anni dalla notifica del recesso in base all'articolo 50 del Trattato sull'Unione Europea.

Dal 29 marzo 2017 ha preso così avvio un articolato negoziato tra UK e Commissione UE per giungere ad una risoluzione "consensuale" del rapporto UK-UE (soft Brexit) sulla base dell'articolo 50. L'incertezza sui termini della separazione rende tuttavia ancora possibile una hard Brexit, o "no deal Brexit".

Nel novembre 2018 è stato concordato tra UE e UK un accordo di recesso, considerato irrinunciabile per la UE per qualsiasi atto successivo. Il Parlamento di Westminster non ha ratificato tale accordo. L'originaria scadenza del recesso dalla UE è stata successivamente modificata dal Consiglio europeo del 21 marzo scorso, che ha (a) acconsentito ad una proroga fino al 22 maggio 2019 in caso di approvazione da parte della Camera dei Comuni inglese dell'accordo di recesso proposto (b) ipotizzato una nuova proroga al 12 aprile 2019, in caso di mancata ratifica da parte della Camera dei Comuni. Il 5 aprile la premier britannica ha chiesto una ulteriore proroga al 30 giugno 2019 ipotizzando la partecipazione UK alle elezioni del Parlamento europeo (PE), e avviando un confronto con l'opposizione laburista. I leader dell'Europa-27 hanno quindi discusso la questione al vertice speciale del 10 aprile, concordando con la Gran Bretagna una proroga dell'articolo 50 fino alla fine di ottobre 2019. In caso di ratifica dell'accordo di ritiro da entrambe le parti prima di tale data, il Regno Unito potrà lasciare la UE dal primo giorno del mese successivo. Sulla nuova proposta - che implica anche la partecipazione UK alle elezioni del Parlamento europeo del maggio prossimo - deve ancora esprimersi il Parlamento britannico.

Il Consiglio europeo ha comunque chiesto da tempo ai partner europei di predisporre misure di preparazione e di emergenza a tutti i livelli, per fare fronte alla possibilità di una uscita senza accordo o "no deal" del Regno Unito dall'Unione Europea.

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