Adozione di nuovi standard per le infrastrutture dei mercati finanziari

Principi per le infrastrutture dei mercati finanziari (comunicato del 3 gennaio 2014)

 

Nell'aprile 2012, in risposta alla crisi finanziaria globale, il Committee on Payment and Settlement Systems (CPSS) della BRI e il Comitato Tecnico dell'International Organization of Securities Commissions (IOSCO) hanno pubblicato i Principi per le infrastrutture dei mercati finanziari quali standard internazionali per la supervisione dei sistemi di pagamento di rilevanza sistemica, dei depositari centrali e sistemi di regolamento titoli, delle controparti centrali e dei repertori di dati. I nuovi principi si pongono l'obiettivo di rafforzare la resilienza delle infrastrutture di mercato in caso di crisi di ampia portata.

I 24 principi sono raggruppati a seconda dell'aspetto rilevante per il funzionamento sicuro ed efficiente delle infrastrutture cui si rivolgono: aspetti organizzativi, gestione del rischio di credito e di liquidità, regolamento, depositari centrali e sistemi di regolamento, gestione del default di un partecipante, rischio di impresa e operativo, accesso, efficienza, trasparenza. I nuovi standard innalzano i requisiti per la gestione dei rischi e per la trasparenza nei confronti degli utenti, oltre a prestare specifica attenzione alle condizioni di accesso dei partecipanti, anche di quelli indiretti. Essi sono completati da cinque responsabilità indirizzate alle autorità finanziarie, al fine di assicurare una disciplina e una supervisione efficace delle infrastrutture di mercato.

Nel secondo trimestre del 2013 il CPSS-IOSCO ha avviato un'attività di monitoraggio dello stato di implementazione dei Principi nei diversi paesi. In tale contesto, l'Italia risulta allineata con gli altri paesi dell'Eurosistema.

Dal 2014 i Principi per le infrastrutture dei mercati finanziari e la connessa metodologia di valutazione sono adottati quali standard di riferimento dalla Banca d'Italia e dalla Consob nell'esercizio delle rispettive funzioni. Essi sono complementari alla normativa europea e nazionale applicabile ai soggetti vigilati.