Glossario - EDUCAZIONE FINANZIARIA
Glossario
Abusivismo finanziario
Attività finanziarie svolte da soggetti privi delle autorizzazioni necessarie. Comprende l'offerta abusiva di investimenti, la raccolta illecita di denaro e altre pratiche vietate dalla normativa finanziaria.
Accordo di Parigi
Trattato internazionale sul cambiamento climatico, sottoscritto nel 2015 nell’ambito della COP21. Gli Stati firmatari si sono impegnati a contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C. L’Accordo prevede inoltre impegni periodici degli Stati per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e rafforzare l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Adeguatezza
Nei servizi di consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafogli la profilazione del cliente e la valutazione di adeguatezza consistono nella raccolta di informazioni su conoscenze ed esperienze in materia di investimenti (e di specifici prodotti/servizi), situazione finanziaria e obiettivi d'investimento del cliente e nella successiva valutazione da parte dell’intermediario dei prodotti da raccomandare o nei quali investire per conto del cliente. Nell’ipotesi in cui l’intermediario/il consulente non riceva dal cliente le informazioni necessarie per la valutazione di adeguatezza, si deve astenere dalla prestazione del servizio.
ADR (Alternative Dispute Resolution)
Strumenti di risoluzione alternativa delle controversie che consentono di cercare una soluzione fuori dal processo ordinario. Nel settore finanziario possono comprendere organismi specializzati, come l’Arbitro per le Controversie Finanziarie per le controversie tra investitori e intermediari, e altri sistemi previsti per ambiti bancari, finanziari o assicurativi.
Agenda 2030
Programma d’azione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Individua obiettivi economici, sociali e ambientali che riguardano, tra l’altro, povertà, salute, istruzione, uguaglianza, lavoro, clima, consumo responsabile e tutela degli ecosistemi. Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono organizzati nei 17 Sustainable Development Goals (SDGs).
Appropriatezza
Per tutti i servizi di investimento (tranne la consulenza in materia di investimenti e la gestione di portafogli, nei quali l'intermediario deve valutare l’adeguatezza) l'intermediario deve valutare che l'investimento proposto o richiesto dal cliente sia appropriato. Per valutare l'appropriatezza l'intermediario deve chiedere al cliente informazioni riguardanti, esclusivamente, la sua conoscenza ed esperienza circa il tipo di strumento o servizio proposto o richiesto. Più precisamente, deve chiedergli quali sono i tipi di servizi, operazioni e strumenti finanziari con i quali ha dimestichezza, la natura, la dimensione e la frequenza delle operazioni finanziarie realizzate in passato, il livello di istruzione e la professione svolta. Con l'appropriatezza si mira a verificare se il cliente ha la conoscenza e l'esperienza per comprendere i rischi connessi allo specifico investimento. Al contrario di quanto avviene nel caso della valutazione di adeguatezza (vedi ‘Adeguatezza’), in caso di mancata valutazione di appropriatezza, l’intermediario ne dà notizia al cliente, ma non ha l’obbligo di astenersi dal servizio se il cliente richiede che l’operazione ritenuta non appropriata venga comunque eseguita.
Arbitraggio
È un'operazione che consiste nell'acquistare un bene o un'attività finanziaria su un mercato rivendendolo su un altro mercato, sfruttando le differenze di prezzo al fine di ottenere un profitto.
Arbitro per le controversie finanziarie (ACF)
Organismo istituito dalla CONSOB per risolvere, in modo extragiudiziale, le controversie tra investitori e intermediari finanziari.
Azionariato attivo
Strategia con cui l’investitore, in qualità di azionista, cerca di influenzare le scelte dell’impresa su temi ambientali, sociali o di governance. Può farlo, ad esempio, partecipando alle assemblee, votando o dialogando con la società. È noto anche con il termine inglese “engagement”.
Azioni
Le azioni sono le singole parti unitarie in cui è diviso il capitale delle società per azioni. Il titolare di un'azione, quindi, possiede un "pezzetto" della società, con tutti i diritti e gli oneri, perché attraverso l'emissione e il collocamento delle azioni, le società per azioni finanziano la propria attività.
Le azioni sono anche un titolo di credito, cioè uno strumento che incorpora un diritto e ne facilita la trasmissione ad altri soggetti.
Le azioni possono essere quotate o non quotate. Nel primo caso è più facile acquistarle o venderle ad un prezzo di mercato. Le azioni non quotate, invece, possono presentare grossi problemi al momento della vendita.
L'azionista è un socio, e non un creditore, della società e quindi partecipa all'attività economica della società stessa sopportandone i rischi in caso di perdite. Il rischio di perdere il denaro investito (connesso con qualsiasi tipo di investimento) nel caso delle azioni è limitato al valore delle azioni possedute. Altri rischi per l'investitore sono quelli connessi alla mancata comprensione delle caratteristiche del prodotto e all'incapacità di valutare le caratteristiche della società che ha emesso l'azione.
I DIRITTI DELL'AZIONISTA:
la percezione dei dividendi, se distribuiti dalla società;
la possibilità di esprimere il proprio voto nelle assemblee;
la possibilità di consultare determinati libri sociali;
la possibilità di impugnare le delibere assembleari invalide.
Il rendimento derivante dall'azione è connesso alla differenza tra il prezzo a cui si acquista l'azione e il prezzo a cui la si rivende. Per il periodo durante il quale si possiede l'azione l'investitore percepirà, inoltre, eventuali dividendi distribuiti dalla società emittente.
I TIPI DI AZIONE
Le azioni di risparmio: non danno diritto di voto ma hanno dei privilegi di natura economica in genere riferiti alla distribuzione dividendi.
Le azioni privilegiate: generalmente queste azioni prevedono una prevalenza nella distribuzione dei dividendi a fronte della limitazione del diritto di voto alle sole assemblee straordinarie.
Le azioni a voto plurimo: prevedono la possibilità, per le società non quotate, di creare statutariamente azioni con diritto di voto plurimo. Anche le società quotate possano avere azioni a voto plurimo nel caso in cui tale categoria fosse già presente prima della quotazione.
Le azioni a voto maggiorato: gli statuti delle società quotate possono prevedere che sia attribuito un voto maggiorato, fino a un massimo di due voti, per ciascuna azione appartenente al medesimo soggetto per un periodo continuativo non inferiore a due anni.
DOVE E COME SI NEGOZIANO LE AZIONI
A parte il caso di chi decida di acquistare azioni di società (generalmente di piccole dimensioni) direttamente dalla società stessa o dai suoi azionisti, il luogo dove sono negoziati i titoli azionari è il mercato azionario. I "mercati" operanti in Italia possono essere suddivisi in tre categorie: Mercati regolamentati; Sistemi multilaterali di negoziazione ("MTF"); Internalizzatori sistematici. Il più importante mercato regolamentato azionario è gestito da Borsa Italiana.
Le persone fisiche (o anche le società) che vogliono compravendere titoli, devono rivolgersi ad intermediari autorizzati, cioè essenzialmente banche e società di intermediazione mobiliare - SIM, i quali inseriranno per loro conto nei sistemi di negoziazione gli ordini di acquisto e vendita di azioni.
Baratto
Sistema di scambio economico in cui beni e servizi vengono scambiati direttamente senza l'uso di moneta. È stato il primo metodo di commercio nella storia prima dell'introduzione della moneta.
Benchmark
Si intende un parametro di riferimento per confrontare in modo oggettivo i risultati, i trend di strumenti finanziari, le strategie di gestori o semplicemente l’andamento di mercato, ottenuto ricorrendo ad indicatori finanziari elaborati da soggetti terzi e di comune utilizzo, come ad es. gli indici azionari.
Bene rifugio
È un bene che ha un valore intrinseco, "reale", che tende a conservare il proprio valore anche a seguito di un incremento del livello generale dei prezzi. L’investimento in un bene rifugio non ha in genere scopo speculativo, quanto piuttosto di protezione da un periodo di crisi economica (e finanziaria) o da un periodo di forte instabilità dei prezzi. Esempi di beni rifugio sono l'oro (al pari di altre materie prime preziose come argento, platino), i diamanti, i beni immobili, i titoli di stato dei Paesi economicamente e finanziariamente più solidi, alcune valute ritenute affidabili (anche perché impiegate in larga scala nei commerci mondiali).
Best in class
Strategia di investimento sostenibile che seleziona, all’interno di uno stesso settore, le imprese con i migliori punteggi o profili ESG rispetto ai concorrenti. Non esclude necessariamente un intero settore, ma sceglie gli emittenti considerati migliori sotto il profilo della sostenibilità. I criteri di valutazione possono variare tra gestori o agenzie di rating ESG.
Bias cognitivi e comportamentali
Errori sistematici. La teoria finanziaria classica ipotizza che gli individui siano perfettamente razionali e agiscano utilizzando tutta l’informazione a disposizione. I fatti, tuttavia, dimostrano che le persone, in particolare gli investitori, commettono errori sistematici di percezione ed elaborazione delle informazioni. Tali errori si riflettono in “anomalie cognitive e comportamentali” (distorsioni o bias) che possono condurre a scelte finanziarie non ottimali e inadeguate. A titolo di esempio, tra i bias più diffusi vengono spesso citati: l’eccessiva fiducia (l’overconfidence bias) , che porta a credere di avere più conoscenze e informazioni di quelle in realtà possedute, e l’imitazione di comportamenti altrui (comportamento gregario o herding behaviour), che ricorre sia nelle bolle speculative , quando l'ottimismo irrazionale spinge gli acquisti e gonfia i valori di mercato, sia nei periodi di forte turbolenza, quando la reazione eccessiva degli investitori si traduce nel fenomeno noto come panic selling (letteralmente ‘vendite da panico’), ossia vendite massive che innescano una spirale dei prezzi al ribasso.
Bitcoin
È una criptovaluta/valuta virtuale creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, che sviluppò un'idea da lui stesso presentata su Internet a fine 2008. Il bitcoin è un mezzo di scambio altamente volatile. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, il Bitcoin non fa uso di un ente centrale né di meccanismi finanziari sofisticati, il valore è determinato unicamente dalla leva domanda e offerta. Esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, ma sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione della proprietà dei bitcoin.
Bolla speculativa
L’aumento anomalo del prezzo di un'attività, reale o finanziaria, alimentato da aspettative di crescita dell’azienda emittente o del comparto di riferimento infondate, cioè non giustificate dalle informazioni espresse dai tradizionali indicatori di redditività (quali: utili prodotti, beni materiali, disponibilità liquide, previsioni di crescita). Tipicamente, all’innescarsi della bolla fa seguito una prima fase in cui le aspettative finiscono con l'autorealizzarsi e gli acquisti di massa (dovuti anche a comportamenti imitativi ) generano una marcata sopravvalutazione delle società emittenti; successivamente, di solito, uno o più eventi fanno vacillare le aspettative di importanti guadagni inducendo elevati flussi di vendite e il crollo finale del prezzo del prodotto (lo scoppio della bolla).
Bond sostenibile
Obbligazione i cui proventi sono destinati a finanziare progetti con finalità ambientali, sociali o entrambe. Può assumere diverse forme, tra cui green bond, social bond e sustainability bond. L’emittente dovrebbe indicare in modo trasparente come verranno utilizzati i fondi raccolti.
Borsa valori
La borsa valori è un mercato finanziario dove vengono scambiati valori mobiliari e valute estere. Si tratta di un mercato secondario perché vengono trattati strumenti finanziari che sono già stati emessi e che sono quindi già in circolazione, ma è anche un mercato ufficiale (o regolamentato) poiché sono disciplinate in modo specifico tutte le operazioni di negoziazione, le loro modalità e gli operatori e tipologie contrattuali ammessi.
BOT Buoni ordinari del Tesoro
Titoli rappresentativi del debito pubblico, emessi dallo Stato italiano con durata non superiore a un anno (solitamente 3, 6 e 12 mesi), privi di cedole di interessi (zero coupon), la cui remunerazione è costituita interamente dalla differenza tra il prezzo di rimborso ed il prezzo di acquisto.
BTP Buoni del Tesoro Poliennali
Titoli rappresentativi del debito pubblico, emessi dallo Stato italiano a medio-lungo termine (di durata pari a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni a partire dall’emissione), caratterizzati da cedole di interessi fisse semestrali e con rimborso del capitale in unica soluzione a scadenza pari al valore nominale (100). Una forma particolare di BTP, sono i BTP Italia.
BTP Green
Titoli di Stato italiani destinati a finanziare spese pubbliche con impatto ambientale positivo, ad esempio nel campo della transizione ecologica, dell’efficienza energetica o della mobilità sostenibile. Lo Stato italiano pubblica periodicamente informazioni sull’utilizzo delle risorse raccolte e sui risultati ambientali attesi.
Cartolarizzazione
Operazione mediante la quale una società (detta originator) trasforma un’ attività finanziaria o reale non liquida (non negoziabile) ovvero un portafoglio di attività o strumenti non negoziabile (ad esempio i finanziamenti concessi da una banca) in strumenti finanziari negoziabili ricevendo liquidità. L’operazione viene effettuata mediante la cessione delle attività ad una società veicolo esterna appositamente costituita che raccoglie i fondi emettendo obbligazioni in tranches di diverso rischio (senior, mezzanine, junior) necessari per finanziare l’originator.
CCT
Titoli rappresentativi del debito pubblico, emessi dallo Stato italiano tipicamente emessi con una durata di 7 anni a partire dall’emissione, caratterizzati da una cedola di interessi variabile, che si determina partendo dal tasso Euribor a 6 mesi a cui viene aggiunta una percentuale fissa (spread). Il rimborso del capitale avviene in unica soluzione alla scadenza ed è pari al valore nominale (100).
CFD (Contract for Difference)
Il Contract for Difference (contratto per differenza) è uno strumento finanziario derivato il cui prezzo deriva dal valore di altri strumenti di investimento (si guadagna o si perde in funzione della differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita del sottostante).
CONSOB
È l'autorità di controllo che vigila sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti nei mercati finanziari italiani. Obiettivi della sua attività sono la salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario, la tutela degli investitori, il buon funzionamento e la competitività del sistema finanziario. A tali fini: regolamenta la prestazione dei servizi e delle attività di investimento da parte degli intermediari, gli obblighi informativi delle società quotate nei mercati regolamentati e le operazioni di appello al pubblico risparmio; vigila sulle società di gestione dei mercati e sulla trasparenza e l'ordinato svolgimento delle negoziazioni nonché sulla trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli intermediari e dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede; sanziona i soggetti vigilati; controlla le informazioni fornite al mercato dai soggetti che fanno appello al pubblico risparmio nonché le informazioni contenute nei documenti contabili delle società quotate; accerta eventuali andamenti anomali delle contrattazioni su titoli quotati e compie ogni altro atto di verifica di violazioni delle norme in materia di abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e di manipolazione del mercato; collabora con le altre autorità nazionali e internazionali preposte all’organizzazione e al funzionamento dei mercati finanziari; comunica con gli operatori e il pubblico degli investitori per un più efficace svolgimento dei suoi compiti e per lo sviluppo della cultura finanziaria dei risparmiatori.
Consulenza automatizzata
Cosiddetto robo-advice, è la fornitura di servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione del portafoglio (integrale o parziale) attraverso un sistema automatizzato o semiautomatizzato utilizzato come strumento a contatto con la clientela.
Consulenza in materia di investimenti
Il servizio di consulenza in materia di investimenti prevede che il consulente fornisca consigli o raccomandazioni personalizzati (cioè ritenuti adatti al cliente) circa una o più operazioni relative a un determinato strumento finanziario.
Il servizio di consulenza in materia di investimenti (insieme al servizio di gestione di portafogli) costituisce il servizio a più alto valore aggiunto per il cliente tra quelli che possono essere resi da un intermediario. Per questo motivo, per i clienti che si avvalgono di tali servizi sono previste specifiche tutele.
In particolare, l'intermediario che agisce nella veste di consulente (e/o di gestore di portafogli) ha il dovere di valutare se il prodotto che propone fa al caso del cliente. In altri termini, deve valutarne l'adeguatezza rispetto al profilo del cliente. Quest'ultimo viene definito rispetto a conoscenze, esperienze in materia di investimenti, situazione finanziaria e obiettivi d'investimento del cliente stesso.
Lo strumento tipicamente utilizzato dagli intermediari per la valutazione di adeguatezza è il cosiddetto "questionario MiFID". Il questionario contiene una serie di domande tese a rilevare le informazioni prima citate. All'intermediario che non raccoglie informazioni sufficienti a profilare correttamente il cliente è fatto divieto di prestare il servizio.
Covered Warrant
Sono strumenti emessi da un intermediario finanziario e negoziati in mercati regolamentati che ricalcano il funzionamento delle opzioni, conferendo all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare (covered warrant call) o vendere (covered warrant put) un’attività sottostante a un prezzo prestabilito (prezzo di esercizio o strike price) a (o entro) una prefissata scadenza.
Crisi finanziaria
Situazione in cui si verifica un crollo improvviso del valore degli asset finanziari, con effetti negativi su economia e investitori. Esempi storici includono la crisi del 1929 e quella del 2008.
CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon)
Titoli rappresentativi del debito pubblico, emessi dallo Stato italiano con durata di 24 mesi all’emissione, privi di cedole di interessi (zero coupon appunto), la cui remunerazione è costituita interamente dalla differenza tra il prezzo di rimborso e quello di acquisto.
Depositi strutturati
Prodotti bancari che combinano un deposito con una componente finanziaria legata all’andamento di uno o più parametri, come indici, tassi, valute o strumenti finanziari. Possono offrire un rendimento variabile e presentare caratteristiche di complessità maggiori rispetto a un deposito ordinario; prima della sottoscrizione è importante comprenderne condizioni, rischi, costi e modalità di rimborso.
Derivati
Gli strumenti finanziari derivati sono contratti il cui valore dipende dall’andamento di un’attività sottostante (underlying asset in inglese). Le attività sottostanti possono avere natura finanziaria (come ad esempio i titoli azionari, i tassi di interesse e di cambio, gli indici) o reale (come ad esempio materie prime quali il caffè, il cacao, l’oro, il petrolio, ecc).
Diversificazione del rischio
La diversificazione del rischio si riferisce alla possibilità di ridurre la rischiosità di un investimento o di un portafoglio di titoli allocando il capitale in diversi strumenti e/o prodotti finanziari, i cui rendimenti non siano reciprocamente correlati. In altre parole, per diversificare il rischio è consigliabile non investire i propri risparmi in un unico prodotto (o in un’unica tipologia di prodotti con caratteristiche di rischio molto simili tra loro).
Distributed ledger technologies (DLTs)
Le distributed ledger technologies o DLTs sono registri contabili digitali che mantengono traccia di un elenco cronologico di ‘transazioni’ che hanno ad oggetto attività digitali; l’elenco viene aggiornato ogni volta che nuove transazioni vengono validate. Le DLTs sono costituite da una rete di macchine o infrastrutture tra loro collegate, come in una catena, che consentono lo scambio di dati tra gli utenti della catena stessa, ossia tra i cosiddetti nodi. Ciascun nodo condivide con gli altri partecipanti alla medesima rete la responsabilità della custodia e della conservazione del registro informatico e, contemporaneamente, può godere della facoltà di inserire nuove informazioni all’interno del registro stesso. La blockchain è un tipo specifico di DLT: mentre tutte le blockchains possono essere qualificate come DLTs, non tutte le DLTs sono blockchains. La blockchain è costituita da una rete di nodi informatici interconnessi che condividono la responsabilità di conservare, gestire e aggiornare un registro distribuito e sincronizzato di informazioni digitali. Il meccanismo alla base della blockchain impiega un metodo crittografico e utilizza un insieme di specifici algoritmi matematici per creare e verificare una struttura di dati in continua crescita, alla quale possono essere solo aggiunti altri dati e dalla quale le informazioni esistenti non possono essere rimosse e che assume la forma di una catena di ‘blocchi di transazioni’ funzionante come un registro distribuito.
Economia circolare
Modello economico che punta a ridurre sprechi, rifiuti e consumo di risorse, favorendo riuso, riparazione, riciclo e progettazione di prodotti più durevoli. In finanza sostenibile è rilevante perché può orientare gli investimenti verso imprese e tecnologie che usano le risorse in modo più efficiente. L’economia circolare mira anche a prolungare la vita utile dei prodotti e dei materiali.
Esecuzioni di ordini per conto dei clienti
Servizio finanziario che prevede la conclusione di accordi di acquisto o di vendita di uno o più strumenti finanziari per conto dei clienti e comprende la conclusione di accordi per la vendita di strumenti finanziari emessi da un’impresa di investimento o da un ente creditizio al momento della loro emissione. Rientra tra i servizi/attività di investimento disciplinati nell’ambito della Direttiva 2014/65/UE - la cosiddetta MiFID2 (Market in Financial Instruments Directive).
ESG (fattori ESG)
Sigla che indica tre fattori usati per valutare la sostenibilità di un’attività, con i termini inglesi Environmental, Social e Governance, di un’impresa o di uno strumento finanziario. I fattori ambientali riguardano, ad esempio, clima, emissioni e uso delle risorse; quelli sociali diritti, lavoro e comunità; quelli di governance riguardano regole, controlli, trasparenza e qualità della gestione. L’analisi ESG non sostituisce la valutazione economico-finanziaria tradizionale, ma la integra.
ETC (Exchange Traded Commodities)
Gli ETC sono strumenti finanziari negoziati in mercati regolamentati, appartenenti alla più ampia famiglia degli Exchange Traded Products (ETP), che offrono la possibilità di investire facilmente in singole materie prime e metalli preziosi.
ETF (Exchange Traded Funds)
Gli ETF sono fondi d’investimento che vengono negoziati in mercati regolamentari, appartenenti alla più ampia famiglia degli Exchange Traded Products (ETP), che replicano l’andamento di indice sottostante (ad es. il FTSE MIB).
ETN (Exchange Traded Notes)
Gli ETN sono strumenti finanziari (simili a obbligazioni senza cedola a lunghissima scadenza) negoziati in mercati regolamentati, appartenenti alla più ampia famiglia degli Exchange Traded Products (ETP), emessi a fronte dell’investimento diretto dell’emittente nel sottostante (diverso dalle commodities) o in contratti derivati sul medesimo.
ETP (Exchange Traded Products)
Gli ETP sono una famiglia di prodotti finanziari negoziati su mercati regolamentati il cui obiettivo primario è replicare il rendimento di un indice di riferimento o di un determinato attivo sottostante. Le forme più conosciute sono gli ETF (Exchange Traded Funds), gli ETC (Exchange Traded Commodities) e gli ETN (Exchange Traded Notes).
Fattori ambientali
Aspetti legati all’impatto sull’ambiente: cambiamento climatico, emissioni, uso dell’energia, tutela della biodiversità, prevenzione dell’inquinamento, uso dell’acqua ed economia circolare.
Fattori di governance
Aspetti relativi al modo in cui un’impresa è amministrata e controllata: composizione degli organi sociali, indipendenza degli amministratori, remunerazioni, trasparenza, gestione dei conflitti di interesse, controlli interni e rispetto delle regole.
Fattori sociali
Aspetti che riguardano le persone e la collettività: diritti umani, condizioni di lavoro, salute e sicurezza, inclusione, pari opportunità, formazione, rapporti con comunità e consumatori.
Finanza sostenibile
Insieme di attività e strumenti finanziari che tengono conto, oltre che dei tradizionali profili di rischio e rendimento, anche di aspetti ambientali, sociali e di governance. Può contribuire a finanziare la transizione verso un’economia più sostenibile, ma non elimina i rischi finanziari dell’investimento. L’obiettivo è favorire decisioni di investimento più consapevoli anche rispetto agli effetti di lungo periodo.
FinTech (Financial Technology)
Il termine deriva dall’unione di due termini inglesi ‘financial’ e ‘technology’ e indica l’innovazione tecnologica applicata al campo finanziario e bancario. Si parla di FinTech a proposito dell’offerta di servizi di pagamento, finanziamento o investimento che siano caratterizzati da alti profili tecnologici. A titolo esemplificativo, si parla di FinTech con riferimento a: erogazione del credito (peer-to-peer lending e crowdfunding); cripto-valute ; tecnologie di convalidazione decentrata delle transazioni (distributed ledger technology - DLT e blockchain); servizi di consulenza automatizzata (o robo advice).
Fondi alternativi d'investimento
Sono tutti quei fondi che differiscono dagli investimenti tradizionali (es. azioni, obbligazioni, liquidità) in base a complessità, liquidità, disciplina applicabile e modalità di gestione del fondo. Per loro natura sono quindi destinati principalmente ad investitori professionali. Ne esistono diverse tipologie, quali ad esempio gli hedge fund (fondi che utilizzano particolari strategie di copertura, senza vincoli riguardanti l'oggetto dell'investimento), i private equity fund (fondi che investono in piccole-medie imprese con l'obiettivo di sostenerne lo sviluppo soprattutto durante periodi importanti del loro ciclo di vita) e i venture capital fund (fondi che investono in piccole-medie imprese con elevato potenziale di sviluppo).
Fondi comuni di investimento
I fondi comuni sono strumenti di investimento, gestiti dalle società di gestione del risparmio (SGR) che raccolgono le somme di più risparmiatori e le investono, come un unico patrimonio, in attività finanziarie (azioni, obbligazioni, titoli di stato, ecc.) o, per alcuni di essi, in immobili, rispettando regole volte a ridurre i rischi. Sono suddivisi in tante parti unitarie, dette quote, che vengono sottoscritte dai risparmiatori e garantiscono uguali diritti. Ne esistono di diverse tipologie. Una delle distinzioni più importanti è tra “fondi aperti” (che consentono di sottoscrivere quote, o chiederne il rimborso, in qualsiasi momento; questi fondi investono normalmente in attività finanziarie quotate) e “fondi chiusi” (che consentono di sottoscrivere quote solo nel periodo di offerta, che si svolge prima di iniziare l’operatività vera e propria, e le rimborsano di norma solo alla scadenza del fondo; ai fondi chiusi sono riservati investimenti poco liquidi e di lungo periodo quali, ad es., immobili, crediti, società non quotate).
Fondo pensione
Forma di previdenza complementare che raccoglie i contributi degli aderenti e li investe con l’obiettivo di integrare la pensione pubblica futura. I fondi pensione hanno in genere un orizzonte di lungo periodo e possono considerare anche fattori ESG nelle proprie politiche di investimento. Le scelte di investimento del fondo possono incidere sui risultati futuri della prestazione pensionistica.
Fondo sostenibile
Fondo comune o altro organismo di investimento che seleziona gli strumenti finanziari in portafoglio anche sulla base di criteri ambientali o sociali. Le strategie possono essere diverse: esclusione, integrazione ESG, best in class, investimento tematico, investimento a impatto o azionariato attivo. I fondi sostenibili non adottano tutti gli stessi criteri o lo stesso livello di selettività ESG.
Gestione di portafogli
La gestione di portafoglio è un il servizio/attività di investimento – disciplinato nell’ambito della Direttiva 2014/65/UE - (la cosiddetta MiFID2 o Market in Financial Instruments Directive) – offerto dall’intermediario che, su base discrezionale e individualizzata, gestisce un portafoglio di investimento nell’ambito di un mandato conferito dal cliente; in altri termini, l'intermediario decide per conto del cliente quali prodotti andranno a comporre il suo portafoglio e provvede anche a tutte le operazioni necessarie per acquistarli o venderli. i, qualora tali portafogli includano uno o più strumenti finanziari.
Governance
Sistema di regole, processi e responsabilità attraverso cui un’impresa è diretta e controllata. Una buona governance favorisce trasparenza, correttezza, gestione dei rischi, tutela degli azionisti e degli altri portatori di interesse (noti anche con il termine inglese “stakeholder”). Nel contesto ESG, la governance è uno dei tre pilastri della sostenibilità. Una governance debole può esporre l’impresa a rischi reputazionali, legali o finanziari.
Green bond
Obbligazione emessa per raccogliere capitali destinati a finanziare progetti con impatto positivo sull’ambiente, come energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile o riduzione dell’inquinamento. L’emittente deve rendicontare l’uso dei fondi raccolti. La presenza della parola “green” non garantisce automaticamente che l’investimento sia privo di rischi o che generi rendimenti superiori.
Greenwashing
Pratica scorretta o fuorviante con cui un prodotto, un’attività, un’impresa o un servizio finanziario viene presentato come più sostenibile di quanto sia realmente. Può riguardare informazioni incomplete, esagerate, poco chiare o non coerenti con i comportamenti effettivi. Per l’investitore, il rischio è scegliere sulla base di messaggi generici o suggestivi invece che su informazioni verificabili. Per ridurre il rischio di greenwashing è utile consultare documenti ufficiali, indicatori misurabili e comparabili, e informative regolamentate.
Inflazione
Nelle economie di mercato i prezzi di beni e servizi possono subire variazioni in qualsiasi momento: alcuni aumentano, altri diminuiscono. Si parla di inflazione quando si registra un rincaro significativo, che non si limita a singole voci di spesa (si parla infatti di un aumento "generalizzato" del livello dei prezzi). Quando si calcola l'incremento medio dei prezzi si attribuisce un peso maggiore alle variazioni relative a beni e servizi per i quali i consumatori spendono di più (ad esempio, beni alimentari, energia) rispetto a voci di spesa meno significative. Tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie nel corso dell'anno sono rappresentati dal cosiddetto "paniere". Ciascuna voce di spesa contenuta nel paniere ha un prezzo, che può variare nel tempo. Il tasso di inflazione sui 12 mesi corrisponde al prezzo del paniere totale in un determinato mese rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Informazioni di sostenibilità / rendicontazione di sostenibilità
Informazioni con cui un’impresa comunica al mercato dati, politiche, rischi, obiettivi e risultati relativi ad aspetti ambientali, sociali e di governance. Una rendicontazione chiara e comparabile aiuta investitori e altri soggetti interessati a valutare meglio il profilo di sostenibilità dell’impresa. Nell’Unione europea tali informazioni sono disciplinate anche da specifiche norme di trasparenza.
Integrazione ESG
Strategia che inserisce in modo esplicito e sistematico i fattori ESG nell’analisi finanziaria tradizionale. L’obiettivo è valutare come tali fattori possano incidere su rischi, rendimenti e valore dell’investimento. L’integrazione ESG non implica necessariamente l’esclusione di determinati settori o imprese.
Intermediari finanziari
Soggetti autorizzati a operare nei mercati finanziari per conto proprio o per conto di clienti. Comprendono banche, società di gestione del risparmio e broker.
Investimento a impatto
Investimento realizzato con l’obiettivo intenzionale di generare, insieme a un rendimento finanziario, un impatto ambientale o sociale positivo e misurabile. Può riguardare, ad esempio, microfinanza, progetti sociali, green bond o social bond. La misurazione dell’impatto è un elemento centrale di questa strategia.
Investimento finanziario
L’investimento finanziario è la quota di risparmio monetario che viene impiegata per l'acquisto di strumenti e prodotti finanziari che consentono di mantenere o accrescere la propria ricchezza nel tempo per futuri utilizzi. Nella definizione d’investimento rientrano anche la sottoscrizione di contratti di previdenza complementare o la sottoscrizione di prodotti di investimento assicurativi a contenuto finanziario. Investire richiede dimestichezza con alcuni concetti di base - quali ad es. l’inflazione (ossia l’aumento "generalizzato" del livello dei prezzi), la relazione rischio-rendimento (relazione in base alla quale all’aumentare del rischio o incertezza legata al valore futuro di uno strumento finanziario anche il rendimento ad esso collegato aumenta), il tasso di interesse composto (se una somma di denaro è impiegata per più periodi, gli interessi vengono calcolati alla fine di ciascuno di essi e vengono calcolati anche sugli interessi maturati nel periodo precedente che sono sommati al capitale) o, quantomeno, consapevolezza circa l’importanza di comprendere le proprie esigenze finanziarie e di affidarsi a soggetti professionali e autorizzati.
Investimento sostenibile
Investimento che contribuisce a un obiettivo ambientale o sociale, nel rispetto di determinate condizioni e senza arrecare danni significativi ad altri obiettivi. Per l’investitore resta comunque essenziale valutare rischio, rendimento, costi, durata e coerenza con i propri obiettivi. La definizione può variare a seconda della normativa applicabile o della metodologia adottata.
Investitore istituzionale
Soggetto che investe professionalmente risorse proprie o di terzi, come fondi pensione, fondi comuni, compagnie di assicurazione, banche o fondazioni. Gli investitori istituzionali possono avere un ruolo rilevante nel finanziare imprese e progetti sostenibili e nell’esercitare pressione sugli emittenti attraverso il voto e il dialogo.
KID (Key Information Document)
Documento informativo sintetico previsto dal Regolamento PRIIPs, con le informazioni essenziali del prodotto o del fondo.
Con l'entrata in vigore, a partire dal 1° gennaio 2018, del Regolamento europeo in materia di PRIIPs ("Packaged Retail and Insurance-based Investment Products") relativo ai prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi pre-assemblati, le informazioni fondamentali riguardanti tali prodotti sono tutte contenute all'interno del KID, un documento informativo sintetico e standardizzato predisposto dall'emittente/produttore con l'obiettivo di raffigurare le caratteristiche del prodotto in modalità facilmente fruibile e comprensibile per l'investitore. L'obiettivo è quello di garantire la comparabilità tra i diversi prodotti e aumentare il grado di trasparenza delle informazioni riguardanti tali strumenti.
Leva finanziaria
La leva finanziaria è un meccanismo che permette di investire somme maggiori rispetto al capitale proprio disponibile, grazie all’utilizzo di fondi presi a prestito. Aumenta il potenziale di guadagno ma anche quello di perdita. È uno strumento potente, che va usato con prudenza.
Mercati finanziari
Luogo, fisico o digitale, in cui si incontrano soggetti che cercano capitali e soggetti che hanno risorse da investire. Nei mercati finanziari si negoziano strumenti come azioni, obbligazioni, fondi e altri prodotti. Il buon funzionamento del mercato richiede regole, trasparenza e informazioni corrette.
Mercato primario
È il mercato dove vengono offerti gli strumenti finanziari di nuova emissione.
Mercato secondario
È il mercato dove vengono negoziati i titoli già in circolazione.
MiFID 2
È la normativa europea che disciplina i servizi e le attività di investimento, entrata in vigore il 3 gennaio 2018 (in sostituzione della cosiddetta MiFID 1, di cui riprende principi e finalità). L'obiettivo del sistema di norme è quello dello sviluppo di un mercato unico dei servizi finanziari in Europa, nel quale siano assicurate la trasparenza e la protezione degli investitori. Sono previste varie disposizioni che, in quanto ispirate al dovere di agire nel miglior interesse del cliente da parte dell'intermediario finanziario, mirano a garantire una corretta informazione per gli investitori, si occupano dei potenziali conflitti di interesse tra le parti e richiedono un'adeguata profilatura dell'investitore.
Negoziazione per conto proprio
La negoziazione per conto proprio è l'attività con cui l'intermediario, su ordine del cliente, gli vende strumenti finanziari di sua proprietà ovvero li acquista direttamente dal cliente stesso (comunemente, si dice che l'intermediario opera in ‘contropartita diretta’).
Nell'attività di negoziazione per conto proprio l'intermediario: impegna ‘posizioni proprie’ e cioè soddisfa le esigenze di investimento o di disinvestimento della clientela con strumenti finanziari già presenti nel proprio portafoglio;
entra nel contratto di compravendita come controparte diretta dei clienti; esegue gli ordini dei clienti (in questo caso l'attività di negoziazione per conto proprio costituisce una modalità di svolgimento di un altro servizio di investimento: l'esecuzione di ordini per conto dei clienti).
L'intermediario che negozia per conto proprio deve non solo essere autorizzato per questo servizio ma, anche, per il servizio di esecuzione di ordini per conto dei clienti.
Nell'eseguire l'ordine del cliente il negoziatore per conto proprio dovrà rispettare tutte le regole disposte per il servizio di esecuzione di ordini.
Nota di sintesi
La nota di sintesi costituisce una parte del prospetto, nell’ambito della quale sono rappresentate, con linguaggio non tecnico, le informazioni chiave relative ad un investimento che viene proposto. La nota di sintesi viene redatta secondo un formato comune per agevolare la comparazione tra diversi prodotti finanziari.
Obbligazione
Un'obbligazione è un titolo di credito che rappresenta una frazione, di uguale valore nominale e con i medesimi diritti, di un'operazione di finanziamento. Il sottoscrittore o il possessore dell'obbligazione diventa creditore della società emittente e la quale è invece obbligata a rimborsare il capitale investito a scadenza.
Esistono moltissimi tipi di obbligazioni. Una prima, grande, classificazione distingue fra: obbligazioni ordinarie, dette anche plain vanilla; obbligazioni strutturate.
Le obbligazioni ordinarie possono suddividersi, a loro volta, in due categorie: a tasso fisso, che attribuiscono all'investitore interessi in misura predeterminata; a tasso variabile, il cui interesse non è predeterminato, ma variabile in relazione ai tassi di mercato. Le obbligazioni a tasso variabile, a parità di altre condizioni, sono più sicure, in quanto offrono rendimenti sempre in linea con quelli di mercato.
Le obbligazioni strutturate sono più complesse e meno comprensibili.
La loro ‘struttura’ si basa sulla combinazione di due elementi: una componente obbligazionaria ordinaria, che può prevedere o meno il pagamento di cedole periodiche e che assicura la restituzione del valore nominale del titolo; un contratto derivato, che fa dipendere la remunerazione dell'investitore dall'andamento di uno o più parametri finanziari o reali, come ad esempio indici o combinazioni di indici di borsa, azioni, fondi comuni, tassi di cambio o materie prime.
Le obbligazioni, come ogni attività finanziaria, comportano dei rischi.
Il rischio di interesse, che riguarda la possibilità che il prezzo del titolo diminuisca a seguito di variazioni dei tassi di interesse (ricorda che i titoli a tasso fisso non possono modificare le cedole e, quindi, per adeguare il loro rendimento ai nuovi livelli dei tassi, si modifica il prezzo; i titoli a tasso variabile adeguano le cedole al nuovo livello dei tassi per cui il prezzo si modifica solo limitatamente; tale modifica dipende dalla velocità e dall'ampiezza con cui avviene l'adeguamento delle cedole).
Il rischio di credito (o rischio emittente), che è legato alla possibilità che l'emittente sia inadempiente, in tutto o in parte, nel pagamento degli interessi e/o del capitale. Sotto questo profilo, esistono titoli di diversa rischiosità, poiché non tutti gli Emittenti hanno la stessa affidabilità. Ad esempio, uno Stato è generalmente più affidabile di una impresa privata e, infatti, il fallimento di uno Stato, anche se possibile, è meno probabile di quello di un'impresa. E anche per lo stesso emittente, non tutte le obbligazioni hanno il medesimo rischio. Esistono infatti le obbligazioni subordinate, per le quali il pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale, in caso di particolari difficoltà finanziarie dell'emittente, dipendono dalla soddisfazione degli altri creditori non subordinati.
Il rischio di liquidità si riferisce alla difficoltà di vendere rapidamente ed economicamente (cioè senza perdite in termini di prezzo) le proprie obbligazioni prima della scadenza. A questo riguardo, i titoli non quotati sono sicuramente meno liquidi di quelli quotate.
Il rischio di cambio che si corre se si investe in titoli denominati in valuta diversa da quella domestica ed è legato alla variabilità del rapporto di cambio tra le due valute.
Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari (OCF)
Organismo che cura l’iscrizione e la gestione dell’albo dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, dei consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria, secondo le competenze previste dalla normativa.
Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR)
Organismo di investimento collettivo del risparmio che raccoglie il capitale di più investitori per una gestione collettiva.
Opzione binaria
È un contratto che assicura il pagamento di un importo predeterminato se l'evento (per esempio, raggiungimento di un determinato livello del prezzo di un'azione o del rapporto di cambio fra due valute) si verifica entro una predeterminata scadenza temporale, spesso di brevissima durata (un'ora o, addirittura, un minuto). Se l'evento non si verifica si perde tutta la somma investita. Tale strumento presenta una struttura (e quindi rischi) simili a quella di una scommessa.
Orizzonte di lungo periodo
Periodo di tempo esteso entro cui un investitore prevede di mantenere un investimento o perseguire un obiettivo finanziario. Un orizzonte lungo può consentire di affrontare meglio le oscillazioni di breve periodo, ma non elimina la necessità di valutare rischio, rendimento, costi e coerenza con le proprie esigenze.
Pianificazione finanziaria
Processo di gestione delle risorse economiche personali o aziendali, che include il risparmio, l'investimento e la protezione dai rischi finanziari.
Preferenze di sostenibilità
Indicazioni che l’investitore fornisce all’intermediario o al consulente su se e come desidera considerare caratteristiche ambientali, sociali o di governance nelle proprie scelte di investimento. Vanno valutate insieme agli obiettivi finanziari, al rischio e all’orizzonte temporale. Le preferenze di sostenibilità non sostituiscono la valutazione di adeguatezza dell’investimento.
Prodotti finanziari complessi
Strumenti di investimento che combinano più asset o strategie per ottenere rendimenti diversificati. Possono includere derivati, fondi strutturati e strumenti con leva.
Prospetto informativo
Documento informativo completo con informazioni dettagliate sul prodotto, sull’emittente o sul gestore e sui rischi dell’investimento.
Questionario MiFID
Questionario con cui l’intermediario o il consulente raccoglie informazioni sull’investitore: conoscenze ed esperienza, situazione finanziaria, obiettivi, propensione al rischio e, dal 2022, preferenze di sostenibilità. Serve a valutare l’adeguatezza dei prodotti proposti. Rispondere in modo accurato è importante per ricevere proposte coerenti con il proprio profilo.
Quotazione
Ammissione di uno strumento finanziario, ad esempio un’azione o un’obbligazione, alla negoziazione su un mercato regolamentato o su altra sede di negoziazione. Per un’impresa, la quotazione può facilitare la raccolta di capitali e aumentare visibilità e trasparenza, ma comporta anche obblighi informativi e regole di mercato.
Rating
Il rating è un giudizio sintetico sul grado di affidabilità di un emittente, di un debitore o di uno specifico strumento finanziario. Serve a indicare, in modo immediato, la capacità dell’emittente di rispettare i propri impegni finanziari, ad esempio pagare gli interessi e rimborsare il capitale a scadenza.
Il rating è espresso di solito attraverso lettere o combinazioni di lettere e simboli, secondo scale definite dalle singole agenzie. Un rating più elevato segnala, in linea generale, un rischio di credito più basso; un rating più basso segnala invece un rischio maggiore. Il rating non elimina il rischio dell’investimento e non rappresenta una raccomandazione ad acquistare, vendere o mantenere uno strumento finanziario.
Le agenzie di rating sono società specializzate che valutano il merito di credito di Stati, imprese, intermediari finanziari o strumenti finanziari. Le loro valutazioni si basano sull’analisi di dati economici, finanziari e patrimoniali, nonché sulle prospettive dell’emittente e del contesto in cui opera. Poiché il rating può incidere sulle decisioni degli investitori e sul costo del finanziamento per gli emittenti, è importante considerarlo insieme ad altre informazioni e non come unico criterio di scelta.
Rating ESG
Punteggio o giudizio sintetico attribuito da agenzie specializzate per valutare il profilo di sostenibilità di imprese, emittenti o strumenti finanziari. Può essere espresso con numeri o lettere, ma le metodologie possono variare tra agenzie, rendendo non sempre semplice il confronto. Un rating ESG elevato non equivale automaticamente a un investimento meno rischioso o più redditizio.
Regolamento di gestione
Documento che spiega come funziona e come viene gestito un fondo (obiettivi, limiti, modalità operative).
Relazione rischio - rendimento
Relazione fondamentale degli investimenti: in generale, opportunità di rendimento più elevate comportano anche rischi maggiori. Anche gli investimenti sostenibili presentano rischi finanziari; per questo la sostenibilità deve essere valutata insieme a rendimento atteso, costi, durata e profilo dell’investitore. Non esistono investimenti completamente privi di rischio.
Rendimento
In finanza, il rendimento è la variazione percentuale del valore di un investimento in un determinato periodo temporale. Se non diversamente specificato il rendimento è espresso in termini nominali, cioè senza tener conto dell'inflazione. In questo caso si parla, quindi, di rendimento nominale. Se si depura il rendimento nominale dal tasso d'inflazione si ottiene il rendimento reale in un dato periodo. Un rendimento reale positivo indica che il valore reale dei nostri investimenti (il potere di acquisto dei nostri risparmi) è cresciuto, quindi, possiamo acquistare più beni e servizi rispetto a prima. Viceversa, un rendimento reale negativo indica una perdita di potere d'acquisto.
Ricezione, trasmissione ed esecuzione di ordini per conto del cliente
Se si desidera acquistare o vendere un titolo (azione, titolo di Stato, ecc.) possiamo rivolgerci ad un intermediario che svolga il servizio di ricezione, trasmissione ed esecuzione di ordini per conto dei clienti.
L'intermediario, ricevuto l'ordine di acquisto o vendita di un titolo, lo trasmette a un altro intermediario per la sua esecuzione (nel caso del servizio di ricezione e trasmissione) o lo esegue (nel caso del servizio di ricezione ed esecuzione; comunemente si dice che negozia il titolo) scegliendo fra più sedi di negoziazione: mercati regolamentati;
sistemi multilaterali di negoziazione; internalizzatori di ordini.
Attraverso il servizio di trasmissione di ordini, deleghiamo al nostro intermediario la scelta di un altro intermediario che dovrà eseguire l'ordine. Sarà quindi il trasmettitore di ordini che dovrà individuare il negoziatore capace di ottenere il miglior risultato possibile che, se siamo comuni risparmiatori, è dato dalla soluzione che assicura il miglior corrispettivo totale.
Con l'espressione ‘esecuzione di ordini’ (in inglese execution only) si fa riferimento ad una mera modalità operativa che si configura quando l’intermediario riceve, trasmette ed esegue ordini del cliente.
Il servizio è quindi di norma adatto a chi già ha una buona esperienza e conoscenza in materia di investimenti e pensa quindi di sapere fare da sé. È escluso infatti che l’intermediario debba compiere qualsiasi valutazione di merito e di opportunità.
L'intermediario che esegue gli ordini deve avere come obiettivo quello di perseguire nel miglior modo l'interesse del cliente (si parla infatti di best execution), avendo riguardo ai seguenti fattori: prezzo del titolo che si acquista o si vende; costi di esecuzione dell'ordine; rapidità e probabilità di esecuzione; dimensione e natura dell'ordine.
La tutela offerta all’investitore, in questo caso, è molto bassa e non è un caso che l’esecuzione di ordini possa essere fornita solo su richiesta espressa del cliente e solo per prodotti non complessi (azioni quotate in un mercato regolamentato; strumenti del mercato monetario; obbligazioni e altri titoli di debito (come i titoli di Stato); fondi armonizzati (sono i comuni fondi di investimento); altri strumenti finanziari non complessi).
Restano comunque fermi gli altri obblighi quali, ad esempio, quello di informare i clienti e di rispettare le regole in materia di conflitti di interessi.
Il cliente dovrà valutare, senza alcun aiuto da parte dell’intermediario, se una certa operazione è appropriata o meno per se stesso.
Soprattutto chi non è particolarmente esperto della materia non dovrebbe chiedere la mera esecuzione di ordini: si priverebbe di una tutela derivante da un preciso obbligo posto a carico dell’intermediario, che potrebbe anche avere rilevanza in caso di successive controversie.
Rischio climatico
Rischio che il cambiamento climatico produca effetti negativi su imprese, attività economiche, territori o strumenti finanziari. Può derivare da eventi fisici, come alluvioni, siccità e ondate di calore, oppure dai cambiamenti normativi, tecnologici e di mercato legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni. Il rischio climatico è spesso distinto in rischio fisico e rischio di transizione.
Rischio di credito
Rappresenta il rischio che un debitore non possa far fronte alle proprie obbligazioni. Nel caso di un'obbligazione è il rischio che l'emittente non paghi le cedole e/o rimborsi il capitale a scadenza perché è in grosse difficoltà o perché è fallito. Indicatori molto frequenti del rischio di credito sono: la probabilità attesa di fallimento dell'emittente (cosiddetto default); la valutazione delle agenzie di rating, tipicamente espressa sinteticamente con delle lettere (cosiddetto rating). Se sale la probabilità attesa di fallimento (default) sale il rischio di credito. Se il rating scende sale il rischio di credito.
Rischio di liquidità
Il rischio di non riuscire a disinvestire (per la mancanza di un mercato di riferimento) ovvero tempestivamente e senza incorrere in gravi perdite rapidamente il titolo acquistato, qualora se ne presenti la necessità, ovvero di farlo perdendo molto rispetto alla somma investita. Indicatori molto frequenti del rischio di liquidità fanno riferimento al numero e alla frequenza degli scambi (cosiddetto turn-over) realizzati sul titolo. Tipicamente, quanto maggiori sono gli scambi (turn-over) tanto minore è il rischio di liquidità.
Rischio di mercato
È il rischio relativo agli effetti provocati dalla variazione di una o più condizioni di mercato sul valore di uno strumento finanziario o di un portafoglio di strumenti finanziari (o, più in generale, di attività e passività finanziarie). Le variabili che influenzano l'andamento dei mercati possono essere diverse e corrispondere a specifiche sottocategorie del rischio di mercato, quali ad esempio il rischio di tasso di interesse (dovuto a variazioni dei tassi di interesse); il rischio di cambio (dovuto a variazioni dei tassi di cambio tra le valute di riferimento); il rischio di posizioni in merci (legato alle variazioni nei prezzi delle merci, soprattutto metalli preziosi e prodotti energetici); il rischio azionario (dovuto alla variabilità dei corsi azionari).
Rischio di sostenibilità
Evento o condizione ambientale, sociale o di governance che, se si verifica, può avere un impatto negativo sul valore dell’investimento. Esempi possono essere danni climatici, controversie sociali, violazioni dei diritti dei lavoratori o carenze di governance. Può incidere sia sui risultati economici sia sulla reputazione dell’emittente.
Rischio di transizione
Rischio legato al passaggio verso un’economia più sostenibile e a basse emissioni. Può derivare da nuove regole, innovazioni tecnologiche, cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, aumento dei costi energetici o perdita di valore di attività non più compatibili con gli obiettivi climatici. Alcuni settori possono essere più esposti di altri a questo tipo di rischio.
Risparmio gestito
Modalità di investimento in cui un gestore professionale amministra i fondi degli investitori, allocando il capitale in strumenti finanziari diversi per ottimizzare i rendimenti.
Rolling spot forex
Sono strumenti finanziari derivati, la cui caratteristica principale - oltre a quella di avere ad oggetto esclusivamente valute - consiste nel fatto che l'investitore può mantenere aperta la propria posizione grazie ad un meccanismo, chiamato roll-over, mediante il quale le operazioni chiuse al termine della giornata vengono automaticamente riaperte nella giornata successiva.
Schema Ponzi
Operazione di investimento proposta da soggetti (in genere truffatori) dove il denaro dato dai nuovi investitori è utilizzato per pagare coloro che hanno investito in passato.
Sistema finanziario
Insieme di mercati, intermediari e strumenti che consentono la circolazione del capitale tra investitori e imprese. Include le banche, le borse valori e gli organismi di vigilanza.
Social bond
Si tratta di obbligazioni emesse con l'obiettivo di usare i fondi raccolti per realizzare progetti con un impatto sociale positivo. Da un punto di vista finanziario, non hanno caratteristiche specifiche che in linea di principio li differenzino da altri titoli collocati dal medesimo emittente. Da un punto di vista documentale, invece, come i green bond (v. informazioni relative), i social bond prevedono che l'emittente pubblichi uno o più documenti destinati a rendicontare l'utilizzo che è stato fatto dei fondi raccolti e ove possibile a misurare l'impatto sociale delle spese effettuate. Ad oggi, l'emissione di social bond da parte di Stati è un fenomeno ancora relativamente raro.
Società di investimento a capitale Variabile (SICAV)
Organismo di investimento collettivo del risparmio che raccoglie il denaro di più investitori e lo investe in strumenti finanziari secondo una politica di investimento predefinita.
A differenza di un fondo comune, la SICAV ha forma societaria: chi investe acquista azioni della società e ne diventa azionista. Il capitale della SICAV è variabile perché aumenta quando nuovi investitori sottoscrivono azioni e diminuisce quando gli investitori chiedono il rimborso.
Come per gli altri organismi di investimento collettivo, il valore dell’investimento dipende dall’andamento degli strumenti presenti nel portafoglio della SICAV e può quindi aumentare o diminuire nel tempo.
Sottoscrizione e/o collocamento con o senza assunzione a fermo ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente
Il servizio di sottoscrizione e/o collocamento consiste nella distribuzione di strumenti finanziari, nell'ambito di un'offerta standardizzata, sulla base di un accordo con l'emittente (o offerente).
Le società che emettono strumenti finanziari generalmente li offrono ai risparmiatori attraverso offerte al pubblico (anche dette sollecitazioni all'investimento).
L'offerta avviene per il tramite di intermediari che contattano gli investitori attraverso le reti di distribuzione (sportelli bancari, promotori finanziari ecc.).
Esistono varie forme di questo servizio.
Una prima differenziazione riguarda le operazioni di sottoscrizione o di collocamento: si ha sottoscrizione quando i titoli offerti sono di nuova emissione e vengono immessi per la prima volta sul mercato; si ha invece collocamento quando si tratta di titoli già emessi che vengono successivamente venduti.
Il collocamento, o la sottoscrizione, possono essere realizzati in forma pubblica, e quindi rivolti a tutti gli investitori indistintamente, ovvero in forma privata, cioè indirizzati ad una selezionata cerchia di investitori, di norma professionali (banche, compagnie di assicurazione, ecc.).
Il collocamento, o la sottoscrizione, possono avvenire ‘con’ o ‘senza’ assunzione a fermo o assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente.
Nella prestazione del servizio, l'intermediario deve operare nell'interesse del cliente e adempiere a tutti gli obblighi imposti per la prestazione dei servizi di investimento.
Dovrà quindi fornire le necessarie informazioni ai clienti, valutare l'appropriatezza dell'operazione, gestire correttamente eventuali conflitti di interesse e operare sulla base di un contratto scritto.
Speculazione
Attività tesa a massimizzare il guadagno a breve termine attraverso continue operazioni di compravendita di titoli, valute o beni.
Special Purpose Vehicle (SPV)
Entità giuridica creata per acquistare un portafoglio di crediti e finanziarsi emettendo titoli garantiti dagli stessi. Serve a isolare il rischio dell'operazione dal bilancio della banca originaria.
Start-up
Impresa giovane, spesso innovativa, che sviluppa un prodotto, un servizio o una tecnologia con potenziale di crescita. Le start-up possono avere un ruolo importante nella transizione sostenibile, ma presentano anche rischi elevati legati a incertezza tecnologica, mercato, finanziamenti e capacità di crescita.
Strategie di esclusione
Strategie che evitano investimenti in imprese, attività o settori non coerenti con determinati criteri etici, ambientali o sociali. Possono riguardare, ad esempio, armi, tabacco o altre attività considerate controverse. I criteri di esclusione possono differire tra operatori e prodotti finanziari.
Strategie tematiche
Strategie che selezionano investimenti collegati a uno o più temi di sostenibilità, come energie rinnovabili, efficienza energetica, salute, acqua, biodiversità, inclusione o innovazione sociale. Queste strategie possono comportare una maggiore concentrazione settoriale rispetto a investimenti più diversificati.
Sustainability-linked bond
Obbligazione collegata al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità dell’emittente. A differenza dei green bond, i proventi non sono necessariamente destinati a singoli progetti; il rendimento o altre condizioni del titolo possono variare se l’emittente non raggiunge gli obiettivi dichiarati. Gli obiettivi devono essere misurabili e verificabili nel tempo.
Tasso di interesse
In economia, il tasso di interesse rappresenta la percentuale dell'interesse su un prestito e la somma che riceve chi ha prestato il denaro, in parole povere è il ‘costo’ del denaro preso a prestito.
Tassonomia verde europea
Sistema di classificazione dell’Unione europea che individua le attività economiche considerate ecosostenibili. Per essere allineata alla Tassonomia, un’attività deve contribuire in modo sostanziale ad almeno un obiettivo ambientale, non danneggiare significativamente gli altri, rispettare garanzie minime sociali e soddisfare criteri tecnici specifici. La Tassonomia europea mira a favorire maggiore trasparenza e comparabilità nel mercato della finanza sostenibile.
Titoli di credito
Documenti che rappresentano un diritto economico, come assegni, cambiali e obbligazioni. Possono essere trasferiti tra soggetti, garantendo il diritto di ricevere un pagamento.
Titoli di Stato
Obbligazioni emesse regolarmente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, attraverso il Dipartimento del Tesoro, per finanziare il fabbisogno dello Stato e tali da rappresentare una forma di investimento per i cittadini; esistono diverse tipologie di Titoli di Stato: BOT , BTP, BTP €i, CTZ) e CCTeu.
Tolleranza al rischio
La capacità di assumere rischio finanziario e affrontare situazioni di incertezza. Il livello di tolleranza al rischio di ciascun individuo dipende tipicamente da molteplici fattori, quali la personalità e le inclinazioni individuali, lo specifico stato emotivo, il genere, il livello di cultura finanziaria.
Trading
È un'operazione che consiste nell'acquistare un bene o un'attività finanziaria su un mercato rivendendolo su un altro mercato, sfruttando le differenze di prezzo al fine di ottenere un profitto.
Transizione verde
Processo di trasformazione dell’economia verso modelli produttivi e di consumo più sostenibili, con minori emissioni, uso più efficiente delle risorse e maggiore attenzione agli impatti sociali e ambientali. Richiede investimenti pubblici e privati rilevanti. La transizione può creare nuove opportunità economiche ma anche costi e cambiamenti per imprese e lavoratori.
Valori mobiliari
Categoria che comprende, per esempio, obbligazioni, certificates e covered warrants.
Volatilità di mercato
Indicatore che misura le variazioni dei prezzi degli asset finanziari in un determinato periodo. Maggiore volatilità indica maggiore incertezza e rischio per gli investitori.