Percezione e propensione al rischio - EDUCAZIONE FINANZIARIA
Percezione e propensione al rischio
INCERTEZZA E RISCHIO
Quando investi, il risultato non è mai “certo”. Puoi guadagnare, ma puoi anche perdere. Questa pagina offre informazioni di base per capire che cosa significa rischio, quali sono i rischi più comuni e quali domande farsi prima di scegliere.
Rischio e incertezza: qual è la differenza
L’incertezza riguarda situazioni in cui non sappiamo quali esiti si verificheranno e non sappiamo nemmeno quanto siano probabili. Mancano dati, o gli eventi sono nuovi, o le condizioni cambiano.
Il rischio è diverso. Gli esiti restano incerti, ma possiamo descrivere scenari plausibili e attribuire alle probabilità una valutazione, almeno in parte. Possiamo farlo usando informazioni disponibili, dati storici e confronti.
Questo, però, non rende il risultato “sicuro”. Valutabile non significa prevedibile. Significa solo che abbiamo strumenti per stimare e confrontare i possibili esiti.
Perché il prezzo può cambiare e perché conta
Il prezzo di ciascun strumento finanziario dipende da molte circostanze. Può variare poco o molto, anche in base alla natura dello strumento stesso.
A parità di altre condizioni, un titolo di capitale (per esempio un’azione) è in genere più rischioso di un titolo di debito (per esempio un’obbligazione), perché la remunerazione di chi possiede un titolo di capitale dipende di più dall’andamento economico della società emittente. Tuttavia, non è una regola assoluta: conta la solidità dell’emittente, il tipo di strumento e le condizioni dell’investimento.
Più rendimento atteso, più rischio stai accettando
Non esistono rendimenti alti “gratis”. Se un investimento promette molto più della media, di solito comporta un rischio più elevato o presenta vincoli, costi o condizioni che rendono il risultato meno favorevole di quanto sembri.
Prima di decidere, chiedi quali sono gli scenari negativi e che cosa succede nel caso peggiore. Chiedi anche quali costi paghi e quando puoi uscire.
I rischi tipici di un investimento
Rischio di mercato
Il prezzo di uno strumento finanziario può scendere per motivi legati al mercato, al settore o all’economia. Anche strumenti emessi da soggetti solidi possono perdere valore se cambia il contesto generale.
Un investimento può salire e scendere di valore anche in tempi brevi. Questa variabilità viene spesso descritta come “volatilità”. In pratica indica quanto il prezzo tende a muoversi nel tempo.
Attenzione: oscillazioni elevate non comportano automaticamente una perdita, ma segnalano che il risultato può cambiare molto, anche rapidamente. Se il prezzo oscilla molto, può essere più difficile vendere nel momento “giusto”, soprattutto se ti servono i soldi in tempi brevi.
Esempio: un titolo che in poche settimane può passare da 100 a 85 e poi a 105 ha oscillazioni ampie. Se sei costretto a vendere quando vale 85, realizzi una perdita anche se in seguito potrebbe risalire.
Le oscillazioni del prezzo sono quindi un’informazione utile per capire se un investimento è adatto al tuo orizzonte temporale e alla tua tolleranza al rischio.
Rischio di credito (o dell’emittente)
L’emittente è il soggetto che ha emesso il titolo e che deve pagare interessi e rimborsare il capitale. Il rischio di credito riguarda la possibilità che l’emittente non paghi, in tutto o in parte, o che la sua capacità di pagare peggiori nel tempo.
A volte si parla di “rating”: è un giudizio espresso da alcune agenzie specializzate sulla capacità dell’emittente di far fronte ai propri impegni. Il rating non è una garanzia. È una valutazione basata su informazioni disponibili e può cambiare.
È utile ricordare che anche un titolo di un emittente considerato solido può scendere di prezzo se cambiano le condizioni generali (tassi, economia, settore). In pratica, rating e informazioni sull’emittente sono utili per orientarsi, ma non sostituiscono la valutazione complessiva del rischio e dei costi dell’investimento.
Rischio di liquidità
Potresti non riuscire a vendere quando vuoi. Potresti anche dover vendere a un prezzo molto più basso di quello che ti aspetti, perché ci sono pochi compratori o perché la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita è elevata.
Rischio di tasso di interesse
Se i tassi cambiano, il prezzo di alcuni strumenti può muoversi molto. In genere, se i tassi salgono, il prezzo di molte obbligazioni scende (e viceversa).
Perché? Molte obbligazioni pagano interessi prefissati. Se nel mercato i tassi “nuovi” salgono, le obbligazioni già emesse con interessi più bassi diventano meno attraenti. Per questo il loro prezzo tende a scendere, così da offrire a chi compra un rendimento più in linea con i nuovi tassi. L’effetto può essere più forte quando la scadenza è lontana: più tempo manca al rimborso, più a lungo l’investitore resta legato a interessi meno competitivi rispetto a quelli di mercato.
Se tieni l’obbligazione fino a scadenza, di regola contano soprattutto la capacità dell’emittente di rimborsare e le condizioni contrattuali. Se invece potresti dover vendere prima, il prezzo di mercato diventa centrale: potresti vendere in perdita se i tassi sono saliti o se è aumentato il rischio percepito sull’emittente.
Rischio di cambio
Se l’investimento è in una valuta diversa dall’euro, il cambio può ridurre o annullare il risultato. Anche se il titolo sale, una svalutazione della valuta può ridurre o annullare il guadagno in euro. A volte si parla di “copertura” del cambio. In generale significa usare strumenti o meccanismi che mirano a ridurre l’effetto delle variazioni del cambio sul risultato in euro.
È utile ricordare tre cose: la copertura ha spesso un costo e può ridurre parte del rendimento; non sempre è totale; riduce il rischio cambio ma non elimina gli altri rischi dell’investimento.
Infine, potremmo dire che più un prodotto è complesso, più è facile fraintenderlo. Condizioni, regole e meccanismi possono cambiare il risultato finale. Se non sai spiegare lo strumento con parole semplici, è un segnale di rischio.
Prima di investire: 7 domande salva-errori
1. Qual è il mio obiettivo? E tra quanto tempo mi servono i soldi?
2. Quanto posso perdere senza compromettere le spese essenziali?
3. Capisco il prodotto? Riesco a spiegarlo in parole semplici?
4. Quali rischi principali vedo tra i 7 (mercato, credito, liquidità, tassi, cambio, costi, complessità)?
5. Posso uscire quando voglio? A quali condizioni e con quali costi?
6. Quali costi pago in totale (prima, durante e dopo)?
7. Ho diversificato, oppure sto concentrando troppo su una sola idea?
IN SINTESI
Il rischio è la possibilità che il risultato sia diverso da quello atteso, anche con una perdita.
In finanza si distingue tra rischio e incertezza. C’è rischio quando gli esiti possibili sono chiari e la loro probabilità è almeno in parte valutabile. C’è incertezza quando non è possibile attribuire probabilità attendibili agli esiti.
“Valutabile” non significa “prevedibile”. Anche quando si possono stimare scenari e probabilità, il risultato reale può essere diverso.
In genere, a un rendimento potenzialmente più alto corrisponde un rischio più alto (o più difficile da valutare).
I rischi più frequenti sono 5: mercato, credito, liquidità, tassi, cambio.
Diversificare aiuta, ma non è una garanzia
Diversificare significa non mettere tutto su un solo investimento. Può ridurre molto il rischio di un investimento, in particolare quello legato al singolo emittente o a un singolo settore.
In modo semplice, si può dire che il rischio ha due componenti. Una parte è legata al singolo investimento e alle caratteristiche dell’emittente. Questa parte può diminuire se suddividi l’investimento tra emittenti diversi. È il cosiddetto rischio specifico.
Un’altra parte dipende dalle fluttuazioni del mercato nel suo insieme. Questa parte non può essere eliminata con la diversificazione. È il rischio di mercato, o rischio sistematico. Quando i mercati scendono, molti investimenti possono scendere insieme.
Per questo la diversificazione è utile, ma non è una protezione totale: aiuta a ridurre alcuni rischi, ma non elimina quelli legati all’andamento del mercato.
Costi e commissioni
I costi riducono il rendimento e aumentano le perdite. Possono essere evidenti o meno evidenti, e possono essere una tantum o ricorrenti. Anche costi piccoli, nel tempo, pesano molto sul risultato.
I costi riducono i guadagni quando le cose vanno bene e aumentano le perdite quando le cose vanno male, perché si sommano a un rendimento già negativo.
Esempio semplice: se un investimento rende il 3% in un anno e i costi complessivi sono l’1,5%, il risultato netto si riduce molto. Se invece il rendimento è -3%, con l’1,5% di costi la perdita complessiva può essere ancora maggiore.