L'inflazione - EDUCAZIONE FINANZIARIA
L'inflazione
Che cos’è l’inflazione?
L'inflazione indica di quanto crescono i prezzi di beni e servizi in un certo intervallo di tempo. I prezzi dei beni e dei servizi possono subire variazioni in qualsiasi momento: alcuni aumentano mentre altri diminuiscono in funzione della domanda e dell’offerta o, in casi specifici, per effetto di una decisione governativa o di un’altra autorità (come per le tasse universitarie o le tariffe energetiche). Si parla di inflazione quando si registra una variazione positiva dei prezzi dei beni e dei servizi. Viceversa, si parla di deflazione quando si registra una diminuzione.
Come si misura l’inflazione?
Per misurare l’inflazione gran parte dei paesi fa riferimento a un indice dei prezzi al consumo (cosiddetto IPC), costruito sulla base dell’insieme dei beni e dei servizi più comunemente consumati dalle famiglie. Questo insieme, chiamato paniere dei prezzi al consumo, include generi di uso quotidiano (ad esempio beni alimentari, oppure giornali), beni durevoli (ad esempio computer ed elettrodomestici) e servizi (ad esempio ristoranti, trasporti, servizi culturali come il cinema o la pay-tv). L’indice ha frequenza mensile e il tasso di inflazione è definito come la sua variazione sui dodici mesi, ovvero in ciascun mese rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
In Italia, l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) ha il compito di calcolare l’IPC, tenendo conto anche dei cambiamenti delle abitudini di spesa delle famiglie nel tempo e del peso di ciascun bene e servizio all’interno del paniere.
Il paniere dei prezzi al consumo, infatti, varia di anno in anno perché riflette le abitudini di spesa delle famiglie che cambiano nel tempo. Nel corso degli anni sono entrati nel paniere beni come prodotti alimentari esotici o nuovi elettrodomestici; dall’inizio della pandemia sono entrate le mascherine mentre sono usciti beni ormai poco acquistati come i registratori DVD o i navigatori satellitari.
Nell’area euro per calcolare l’inflazione viene utilizzato l’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) elaborato da EUROSTAT. Il termine “armonizzato” indica che l’indice dei prezzi viene calcolato con criteri omogenei per tutti i paesi che fanno parte dell’Unione europea (e quindi anche per quelli che appartengono all’area dell’euro), tenendo conto delle diverse abitudini di spesa dei consumatori ma utilizzando regole comuni per stabilire i pesi dei beni e servizi che compongono il paniere; l’indice aggregato per l’area dell’euro considera il diverso peso che i paesi hanno nell’area.
I prezzi di alcuni beni nel paniere - tipicamente i prodotti alimentari ed energetici - subiscono oscillazioni più ampie e frequenti rispetto ad altri. L’offerta di questi prodotti infatti è condizionata da fattori anche di natura globale, come il clima e gli sviluppi geopolitici, che determinano frequenti aggiustamenti di prezzo sui mercati all’ingrosso. Quando si vuole studiare l’andamento dell’inflazione nel corso del tempo, viene spesso utilizzato il concetto di inflazione di fondo, che esclude dal paniere i beni i cui prezzi hanno una maggiore volatilità.
Da cosa dipende l’inflazione?
L’inflazione può dipendere da diversi fattori, che possono essere raggruppati in fattori di domanda e fattori di offerta (o di costo).
L’inflazione dovuta a fattori di domanda può verificarsi quando i consumi aumentano più velocemente dell’offerta di beni (si parla anche di surriscaldamento dell’economia).
L’inflazione dovuta a fattori di offerta deriva da un aumento del costo dei fattori produttivi, o dei beni intermedi, a sua volta dovuto a carenze nell’offerta di questi fattori e beni. L’aumento del prezzo dei beni energetici, dovuto ad esempio a cali nelle forniture, rientra in questo tipo di inflazione.
L’inflazione è un bene o un male?
Mantenere un tasso di inflazione positivo ma contenuto, stabile e prevedibile significa preservare il potere di acquisto della moneta, cioè la quantità di beni e servizi che è possibile acquistare con una determinata quantità di moneta. La stabilità dei prezzi permette a famiglie e imprese di pianificare le proprie spese e i propri investimenti e quindi di prendere decisioni economiche in modo più efficiente. Questo aiuta la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e la prosperità generale. Al contrario livelli di inflazione molto elevati, soprattutto se si protraggono nel tempo, possono avere effetti negativi sull’economia: in tali condizioni è più difficile per i cittadini prevedere il futuro andamento dei prezzi e diventa più difficile scegliere quanto e cosa consumare, quanto e cosa produrre, quanto risparmiare o investire.
La caduta prolungata dei prezzi (deflazione) può essere ancora più dannosa per l’economia. Se le persone si aspettano che i prezzi scendano, infatti, tenderanno a ritardare i propri acquisti nell’attesa che i beni e servizi costino di meno. Allo stesso modo anche le imprese ridurranno i propri investimenti, in previsione di una diminuzione della domanda. La minore domanda comporta una caduta della produzione, dei salari, dell’occupazione. La conseguente riduzione del reddito disponibile fa ulteriormente cadere la domanda, dando avvio a quella che viene definita la spirale deflazionistica.
Per questo motivo, le banche centrali di un paese o di un’area possono individuare un valore obiettivo per l’inflazione. Nell’area dell’euro, un livello contenuto dell’inflazione, attorno al 2%, è considerato in linea con un buon livello di crescita economica.
Una scheda per approfondire
Consob, insieme a Banca d’Italia e Ivass, aderisce alla campagna di educazione finanziaria realizzata dalle Autorità di Vigilanza europee (EBA, ESMA, EIOPA) per aiutare i consumatori a capire in che modo gli aumenti dell'inflazione e dei tassi d'interesse possono influire sulle loro finanze. Le tre Autorità hanno pubblicato sui loro siti una scheda informativa interattiva che spiega come l’inflazione e il rialzo dei tassi di interesse possano influire sulle nostre scelte relative a mutui, risparmi, investimenti finanziari, fondi pensione e prodotti assicurativi.
La scheda è stata tradotta in tutte le lingue dell’UE e sul sito della Consob è stata pubblicata la versione italiana.
Nella parte generale si spiega che cosa è l’inflazione e perché in tempi di alta inflazione, come quello attuale, si assiste anche a un rialzo dei tassi di interesse, chiarendo con parole semplici e attraverso finestre interattive i concetti economici necessari per comprendere il fenomeno. Dopo aver illustrato i principali effetti dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse, si propongono cinque strategie per gestire le proprie finanze in queste circostanze.
- Sapere quanto si sta spendendo e per cosa; Individuare le spese che hanno priorità e pianificare il proprio budget;
- Prestare attenzione alle diverse spese per oneri e commissioni;
- Chiedere consigli a un professionista per adattare il proprio piano finanziario;
- Essere consapevoli che le decisioni della banca centrale sui tassi di interesse hanno un impatto sulle proprie finanze.
La scheda informativa fornisce inoltre risposte alle domande più frequenti e suggerimenti su come i consumatori possono affrontare l'impatto dell'inflazione e dell'aumento dei tassi di interesse sui prodotti e servizi bancari, di investimento finanziario, assicurativi e pensionistici.