La diversificazione - EDUCAZIONE FINANZIARIA
La diversificazione
Quando investi, una delle regole più importanti è non puntare tutto su un solo strumento, un solo settore o un solo mercato. Questa regola si chiama diversificazione.
Diversificare significa distribuire i propri risparmi tra investimenti diversi, in modo che l’andamento negativo di una parte del portafoglio possa essere compensato, almeno in parte, da risultati migliori di altre componenti. La diversificazione non elimina il rischio, ma può aiutare a contenerlo.
Che cosa significa diversificare
Diversificare vuol dire evitare la concentrazione.
Se investi tutto nello stesso titolo, nello stesso settore o nello stesso Paese, il tuo risultato dipende in larga misura da un unico fattore. Se invece distribuisci l’investimento tra strumenti con caratteristiche diverse, riduci il peso che un singolo evento può avere sull’intero portafoglio.
La diversificazione può riguardare più dimensioni:
- tipi di strumenti, per esempio azioni, obbligazioni, fondi;
- settori economici, perché comparti diversi possono avere andamenti diversi nel tempo;
- aree geografiche, perché economie differenti non reagiscono tutte allo stesso modo agli stessi eventi;
- orizzonte temporale e profilo di rischio, che aiutano a scegliere combinazioni più coerenti con i propri obiettivi.
Perché la diversificazione è utile
I rendimenti degli investimenti non si muovono tutti nello stesso modo. Possono dipendere dal settore di attività, dalla situazione economica generale, dall’area geografica, dalle caratteristiche della singola società o dell’emittente. In un certo periodo alcuni strumenti possono andare bene e altri andare male; nel periodo successivo la situazione può anche invertirsi.
Per questo un portafoglio composto da investimenti diversi può essere meno vulnerabile di un portafoglio concentrato. Se una componente subisce perdite, un’altra potrebbe avere un andamento migliore e ridurre l’impatto complessivo.
Diversificare non significa eliminare il rischio
È importante essere chiari su un punto: diversificare non significa azzerare il rischio.
Ogni investimento comporta un certo grado di incertezza. In finanza, rendimento e rischio sono collegati: per cercare un rendimento più alto bisogna in genere accettare una maggiore variabilità dei risultati. La diversificazione serve quindi a gestire meglio il rischio, non a farlo scomparire.
Non basta comprare “molte cose”
Uno degli errori più comuni è pensare di avere diversificato solo perché si possiedono più strumenti. Non è sempre così.
Se acquisti molti titoli che appartengono allo stesso settore, allo stesso mercato o che reagiscono in modo simile agli stessi eventi, il rischio può rimanere molto concentrato. È questo il senso della diversificazione ingenua: credere di aver distribuito bene il rischio quando in realtà si stanno accumulando investimenti troppo simili tra loro.
In altre parole, non conta solo quanti strumenti hai in portafoglio. Conta soprattutto quanto sono diversi tra loro.
Un esempio semplice
Immagina due situazioni.
Nel primo caso investi tutto in un’unica società o in un unico settore. Se quel titolo perde valore o quel settore entra in difficoltà, tutto il tuo investimento ne risente.
Nel secondo caso distribuisci la stessa somma tra strumenti diversi, con caratteristiche differenti. Anche se una parte del portafoglio va male, l’effetto complessivo può essere più contenuto. Questo non garantisce un guadagno, ma riduce il rischio di dipendere da una sola scelta.
Il legame con il tuo orizzonte temporale
La diversificazione va sempre letta insieme ad altri due elementi: il tuo obiettivo e il tempo che hai davanti.
L’orizzonte temporale è il periodo per cui pensi di lasciare investiti i tuoi soldi prima di usarli. In generale, composizione del portafoglio, livello di rischio accettabile e scelta degli strumenti dovrebbero essere coerenti con questo orizzonte. Per questo la diversificazione non è uguale per tutti. Cambia in base ai bisogni, al tempo disponibile e alla capacità di sopportare eventuali oscillazioni di valore.
In pratica, che cosa ricordare
Diversificare significa non concentrare tutto su un’unica scelta.
Serve a contenere il rischio complessivo del portafoglio.
Non basta aumentare il numero degli investimenti: bisogna valutarne le caratteristiche.
Strumenti, settori, aree geografiche e profili di rischio troppo simili tra loro possono dare solo un’apparenza di diversificazione.
Una buona diversificazione si costruisce in modo coerente con obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio.